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Lissone, uragano Iene. Maggioranza compatta ma la Lega chiede dimissioni

Lissone, uragano Iene. Maggioranza compatta ma la Lega chiede dimissioni

8 Febbraio 2014

Altro che Iene, a Lissone pare passato un uragano. Il caso di Linda Greco, la madre 33enne a cui sono stati tolti i figli dai servizi sociali, continua a riecheggiare nella città del mobile. Dopo il servizio del programma Mediaset, andato in onda mercoledì sera, con relativa incursione nel palazzo del comune e intervista al sindaco Concetta Monguzzi, che ci ha messo la faccia e ha difeso l’operato dei propri uffici, tocca alla maggioranza “fare quadrato” attorno al primo cittadino, facile bersaglio di numerose critiche in particolare sui social network.

Il punto di vista del sindaco – intercettato a caldo da MB News – che ha emesso anche una comunicazione ufficiale sull’accaduto, è in pillole il seguente: «Quella che ieri sera le Iene hanno raccontato è solo una parte della verità: la parte che la signora in questione ha desiderio di far conoscere (tra l’altro neppure per la prima volta) attraverso le telecamere e sui mass media.
Quella che le Iene avevano tra le mani era una parte della documentazione che riguarda quel caso penoso: è quanto, insieme al segretario generale del Comune, ho ripetuto più e più volte all’inviato delle Iene. Ma le mie parole sono state tagliate nel montaggio e il nostro intervento è apparso (è stato voluto far apparire) come il solito disinteresse delle istituzioni. Io invece conosco quelle carte, per il mio dovere d’ufficio. E per lo stesso dovere d’ufficio – che mi impone la massima riservatezza, soprattutto in un caso come questo dove c’è di mezzo anche la tutela di minori – non ne posso divulgare il contenuto. Non posso e non voglio farlo. Cosa direbbero i miei cittadini se io “mettessi in piazza” i loro fatti personali anche se per difesa della mia immagine? Questo sarebbe il ruolo di un sindaco?».

E anche il Partito Democratico, partito di maggioranza, serra le fila: «Chi ha il compito di informare i cittadini ha anche una grandissima responsabilità, quella di attenersi alla realtà senza “travisarla” per interessi di visibilità. Proprio perché conosciamo la persona, esprimiamo una grande solidarietà al Sindaco Monguzzi, salita suo malgrado alla ribalta nazionale, per via di un servizio della trasmissione “Le Iene”. Un servizio che ha volutamente e scorrettamente reso il Sindaco protagonista negativo insieme ad un ufficio ed una dirigente estremamente capace con anni di onorata professionalità. Tutti i componenti del circolo, dal segretario, al gruppo consiliare ai tanti semplici militanti esprimono la più totale e ferma vicinanza al Sindaco, invitandola a scrollarsi di dosso, con la sua consueta decisione, questo momento difficile e continuare a lavorare, insieme come stiamo facendo da oltre un anno».

E se sui social impazza l’attacco al primo cittadino lissonese non perde tempo la minoranza, che punta al bersaglio grosso e chiede le dimissioni di Monguzzi, come da nota stampa del consigliere comunale Andrea Crippa, in quota Lega Nord: «La Signora Sindaco, interrogata dagli inviati del programma televisivo ‘Le Iene’, non ha saputo far altro che trincerarsi dietro un muro di ‘Non so, non sono informata, non voglio entrare nel merito’. La preoccupazione maggiore, insomma, sembra quella di scaricare le responsabilità su qualcun altro, mentre del dramma di due bimbi e di una madre traditi e umiliati dalle istituzioni all’Amministrazione di Lissone non sembra importare assolutamente nulla! Un caso del genere non può passare sotto silenzio. Se i Servizi Sociali si rendono responsabili di simili abusi, significa che l’Amministrazione è venuta meno al ruolo di indirizzo e di controllo che le è proprio. Chiedo pertanto le dimissioni immediate del Sindaco Monguzzi e dell’Assessore alla Persona Mariani, vista la palese incapacità dimostrata da questo gravissimo episodio, nella speranza che la magistratura si occupi di investigare su eventuali responsabilità civili e penali a carico dell’Amministrazione e dei dipendenti comunali».

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. Non mi è mai piaciuta l’ipocrisia e la non coerenza.
    Infatti, la Lega, che in questo caso vuole la testa del sindaco in teoria per i motivi sopra citati, le vuole invece per ovvi motivi puramente elettorali. E sono talmente sicura di ciò perchè in altre amministrazioni sia a livello regionale che comunale, di fronte alle stesse vicende guarda caso dicono le stesse cose del sindaco di Lissone o meglio si trincerano dietro i no comment, non possiamo entrare nel merito etc….

    • giuseppe dice:

      si chiama sciacallaggio…il consigliere della lega ha perso una ghiotta occasione per tacere evitando così di fare una brutta figura. La prossima volta provi ad informarsi meglio, invece di speculare sulla pelle delle persone coinvolte.

  2. Ha ragione il consigliere della lega, di fronte a certi scempi e a certe negligenze bisognerebbe avere il pudore di dimettersi. Questa vicenda è scioccante

    • rossella dice:

      Condivido Mirko…difronte a certe bassezze , come minimo i responsabili devono avere il pudore di dimettersi e non solo …devono vergognarsi … purtroppo non sono solo loro…dietro queste sottrazioni c’è un giro di soldi e se questi elementi si sono sporcati …non è stato per niente … a chi tanto si sente indignato , perchè avrebbe preferito che il tutto si mettesse a tacere … dico : e se i bambini sottratti fossero i tuoi ?????

  3. Massimo Coscelli dice:

    I Servizi Sociali hanno grosse responsabilità in questo caso, potevano riparare gli errori ma non lo hanno voluto fare scaricando le proprie responsabilità. Non è cosi che si opera, bastava un pò più di ascolto e attenzione ai documenti e le cose sarebbero andate diversamente. Possono sempre rimediare se vogliono. Le istituzioni devono imparare che gli sbagli non li fanno solo gli altri.

  4. Sono d’accordo con il consigliere della lega! Da lissonese mi vergogno di aver votato la sig.ra monguzzi!

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