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Foa Boccaccio: in piazza per manifestare il "diritto all'abitare"

Foa Boccaccio: in piazza per manifestare il “diritto all’abitare”

17 Febbraio 2014

Casa e reddito per tutti. Questa la scritta sul lungo striscione, che porta la firma del collettivo autonomo monzese Foa Boccaccio, esibito nel corso della manifestazione tenutasi sabato 15 febbraio.

Dopo lo sgombero definitivo della palazzina occupata dai giovani del Foa Boccaccio in via Buonarotti, avvenuto il 6 febbraio scorso, i giovani del Foa hanno deciso di manifestare il loro dissenso scendendo in piazza.  I ragazzi si erano messi al lavoro per ristrutturare quello che ormai avevano ribattezzato laboratorio K20: creato in una palazzina privata e vuota occupata lo scorso ottobre il loro scopo era di mostrare all’amministrazione come sia possibile attarverso il recupero di edifici abbandonati garantire un tetto sopra la testa a chi non ce l’ha.

Il corteo per il “diritto all’abitare” è partito alle ore 14.30 in largo Mazzini, ha percorso le strade del centro monzese per poi giungere al laboratorio in via Buonarroti.

(foto da http://boccaccio.noblogs.org/)

 

 

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Commenti

  1. Nella casa volete anche un mignottone con annesso ferrari parcheggiato in garage per caso?
    Basta con queste cazzate, soprattutto in una terra dove la gente ha dimostrato di ottenere le cose rimbocandosi le maniche per lavorare, non per fare il cazzone facendo finta (perchè di ciò si tratta) di recuperare vecchi edifici, quando in realtà vi trovate per spaccarvi di canne, imbrattare tutto quello che vi circonda e dare solo un pessimo esempio di come comportarsi.

  2. giovanna dice:

    bravo luca, e soprattutto non sono affatto sexy come i leghisti

  3. MassimoC dice:

    Quando si dice: il mondo è bello perchè è avariato. Spiace solo per quelle 2 bambine sull’estrema dx della foto, che cresceranno con quella mentalità… mah!
    A quando un corteo per il DIRITTO al tablet di ultima generazione, al tv al plasma da 60 pollici, alla settimana bianca e alla villa-vacanze in Sardegna?

    • Ma allora, secondo te chi non può permettersi una casa è giusto che dorma sotto un ponte? Andemm, non estremizziamo sempre ogni cosa, diamo il giusto peso e poi è meglio crescere con “quella mentalità” che con quell’ altra…

      • MassimoC dice:

        Andiamoci piano col dire “non può permettersi una casa”. Domandiamoci piuttosto PERCHÈ uno ad un certo momento della sua vita non può permettersi una casa. Ci sono casi evidenti: portatori di handicap, malati cronici che per forza di cose non possono lavorare e quindi non possono avere un reddito. Per questi casi tanto di cappello, ci sono le case popolari ed è giusto che ci siano, anzi una tirata d’orecchie all’Aler che le lascia andare in malora.
        Ma suvvia, quanti sono questi in percentuale rispetto alla popolazione? Una quantità irrisoria.
        Le persone di cui a questa foto non hanno l’aria di essere malati o handicappati. PERCHÈ allora io, impiegatino di una dittarella qualunque (giusto per fare un esempio concreto, ci metto la mia faccia) ho potuto comprarmi una casa, facendomi un mutuo ventennale, e questi qua reclamano il DIRITTO di avere una casa? Cioè, in altre parole, hanno la pretesa che la società, cioè anche io, debba REGALARE loro la casa? Cos’hanno fatto nella loro vita fino al momento di essere immortalati in questa foto? Hanno fatto la formica o la cicala?
        Nella vita si fanno delle scelte: ci sono persone che risparmiano e altre che hanno la mano bucata. Spesso queste ultime deridono chi piano piano risparmia, a suon di sacrifici, bollandoli come braccini corti, salvo poi ad un certo momento scendere in piazza reclamando il diritto ad avere una casa, a che la società dia loro una casa.
        Chiaramente ad ogni scelta corrisponde una conseguenza. L’importante nella vita è essere coerenti, essere consci delle proprie scelte ed accettarne le conseguenze.
        Ecco perchè quelli di cui a questa foto non troveranno mai la mia approvazione, specialmente i più giovani (a parte i bambini) non meritano altro che ricevere porte chiuse in faccia.

        • stra quoto! andate a lavorare,mettete da parte i soldi e compratevi la casa.

          • financialadvisor dice:

            non risparmiate solo per la casa, mettete da parte pure due lire per il collare e per il guinzaglio, che il padrone mica ve li dà gratis, vi fa pagare pure quelli

          • gia che parli ancora di padroni, dimostri che sei un coglione. poverino.io lavoro, E SONO ORGOGLIOSO di essermi comprato una casa facendo sacrifici. certo, era più facile stare in piazza a far casino .son scelte.

        • il mondo non è solo bianco o nero…

          io lavoro ormai da diversi anni, contratti a progetto uno via l’altro e guai anche solo a parlare di determinato/indeterminato (“una spesa eccessiva”, cosi mi viene costantemente ripetuto…), le maniche me le sono ampiamente rimboccate, spese extra non ne ho nè me le posso permettere
          non ho forse diritto ad avere una casa? se provi a chiederlo alle banche, che ormai mi ridono in faccia quando provo a parlare di mutuo, evidentemente no

          • MassimoC dice:

            Ma perchè parli di diritto? Perchè la casa deve essere un diritto? Chi l’ha detto? Nessuno ti biasima perchè hai un lavoro precario, ma per quale motivo pretendi che la società (ripeto: quindi anch’io) ti paghi la casa? E’ colpa mia? E perchè dovrei pagarti la casa e non anche la macchina? E il tablet? E le sigarette?
            Potrebbe capitare anche a me di essere sbattuto in mezzo alla strada dalla mia ditta, solo i pubblici hanno il posto fisso cadesse anche un meteorite (e anche questo è sbagliato), ma in linea di principio, da buon settentrionale, ancor prima di andare a cercare il colpevole, mi rimbocco le maniche e cerco altrove. Anche a costo di andare all’estero.

          • cristina dice:

            ho l’auto vecchia, è un diritto averla nuova. scendo in piazza con lo straccio rosso a urlare…si fa così in effetti..ma andate a zappare la terra( anche in campagna hanno bisogno, per non parlare dei pizzaioli e panettieri..certo,svegliarsi alle 4 è dura, soprattutto se hai passato la vita a farti i cannoni e svegliarti alle 11 di mattina.

          • non cambiamo discorso, non ho mai parlato di macchina, tablet o sigarette…
            io non pretendo che tu mi paghi la casa, nè che me la paghi nessun altro: come ho scritto sopra, la casa vorrei pagarmela da solo, ma le banche, se non porti garanzie a sostegno (il famoso posto fisso), non ti concedono nemmeno un saluto

        • Per quello dico di non estremizzare, c’è chi non ha la fortuna di avere un lavoro, c’è anche chi nasce povero e non riesce a venirne fuori. Anch’io ho fatto sacrifici per avere una casa ma ho sempre avuto la fortuna di avere lavoro e famiglia, cosa che non tutti hanno, sta alla società e quindi a noi dare una mano la dove serve!

  4. Ai soloni del terzo millennio: brave formichine, che difendete il formicaio e la regina.
    Qualcuno ha parlato di coerenza, di accettare le conseguenze delle proprie scelte. Alcuni insetti dopo la riproduzione si uccidono a vicenda, o si divorano; quella è coerenza. Gli esseri umani sono solo pagliacci che vivono in un carnevale permanente, chi con una maschera chi con un altra, per alleggerirsi il peso del fatto che non si sa come stare al mondo. Buffoni e ridicoli, questo siamo. A tutti i cavalieri del lavoro con le pezze al culo che insultano a caso, spero di cuore che non lo perdiate voi il lavoro. Con la mentalità bicroma che vi ritrovate non so se reggereste il colpo, e mi dispiacerebbe. Ne si ha abbastanza ormai di vedere gente che soffre. Sapete quale sarebbe la differenza tra voi e loro (quelli della foto)? Che voi in strada non ci scendereste mai, perché vi roderebbe il culo, perché “siete quelli che risparmiano da una vita”, l’orgoglio della nazione (che non c’è), gli inossidabili homini faber lombardi, ma per piacere… Su cosa credete di avere il controllo? La vita se vuole vi fotte e vi strafotte nei momenti più impensabili come vuole, senza che neanche ve ne accorgiate. Lavorate? Vi sacrificate? Fate bene, bravi, davvero, avete tutta la mia solidarietà. Vi svelo un segreto: è quello che fanno un quinto delle persone sulla Terra. Incredibile eh, che orginali che siete e neanche lo sapevate. Gli altri quattro quinti non vivono abbastanza per provarci, muoiono prima di miseria. E, inspiegabilmente, non solo nel “terzo mondo” (cristo santo..), ma anche nella civilizzatissima Europa, magari a due passi da casa vostra. Poi c’è una sparuta minoranza parassitaria che è la stessa alla quale vi rivolgete per chiedere i vostri sacri mutui. Fatemi il favore di non andare a rompere i coglioni a chi non ce la fa’, predicando nel tempio solo perché vi siete pagati il mutuo. Chi ha cuore e orecchie per ascoltare ascolti, chi no vada pure a quel paese, il biglietto lo pago io.
    Per inciso, è evidente che qui non si parla più del corteo, del quale mi frega relativamente. Mi interessava solo dare il mio contributo al flusso di vaniloqui (e mi ci metto dentro pure io) che scorre abbondante.
    Saluti e care cose.

    • Sono d’ accordo, ognuno difende l’ orticello che ha coltivato anche con sacrifici e poi mette il filo spinato attorno…. è che, purtroppo, si recinta anche il cervello!!

    • MassimoC dice:

      A parte il fatto che augurando il male al proprio prossimo si rischia di tirarselo addosso da soli (è un antico detto popolare… non te l’hanno insegnato da piccolo?). Superstizioni a parte, un lungo commento, ma non hai risposto alla mia domanda: perchè la società, noi, io dovremmo pagare la casa a te?
      E poi sembra che per te siamo tutti ricchi. Guarda che, come diceva paolo, non c’è solo il bianco e nero. La stragrande maggioranza della gente non è ricca, semplicemente vive una vita in relativa tranquillità economica (da non confondere con la ricchezza!), stando attento a non andare in sofferenza (cosa che può capitare: una malattia, una spesa dentistica, il passo è brevissimo), per questo cerca di risparmiare qualcosina.
      Tu lavori? Se no, cosa fai per cercartene uno? Oppure anche il lavoro è un diritto?

      • Massimo, guarda che forse sei scivolato sulle parole (complice l’amarezza che le fertilizza, è vero lo ammetto, e le può rendere labirintiche) e non ti sei accorto che dico la stessa cosa che dici tu. Innanzitutto la casa non la devi pagare a me, dato che grazie a Dio ne ho una (ovviamente in affitto). Secondariamente, il senso del mio forse acre messaggio era proprio di farvi vedere che i vostri discorsi, sintetizzabili in “andate a cercarvi un lavoro, sfaticati”, erano secondo me troppo bipolari (bianco/nero), in un contesto come quello di oggi in cui non dai giornali, ma dai tuoi amici più vicini, ti confronti sempre più con storie di gente che perde tutto, casa, dignità, lavoro, nel giro di pochissimo, in circostanze del tutto involontarie, e magari pur essendo un paladino della parsimonia (e non lo dico in modo offensivo, ma bonariamente scherzoso). Guarda, io vengo da una famiglia brianzola costruita sul lavoro e sul sacrificio personale, ho 27 anni, due lauree, un lavoro a mia volta ce l’ho, pur discontinuo, e vivo (aiutando mia madre) col poco che mi dà. Ma il punto non è questo, non è venire a farmi l’interrogatorio, a me o a chi per me. Cosa siamo, nella Corea del Nord? Il punto secondo me è: come puoi permetterti di giudicare quella gente, partendo da presupposti così aleatori come la convinzione che siano tutti sfaticati, fannulloni, furbetti e parassiti, solo perché ormai chiunque partecipi ad un corteo in strada appare come un fanatico o un anarchico? Poi posso essere d’accordo sul fatto che dappertutto, anche tra gli agnelli in corteo, si nascondono i lupi. Ma perché dobbiamo sempre essere così inutilmente giudiziosi, aggressivi e accusatori a prescindere? Vuoi una risposta secca alla tua domanda? Devi pagare anche tu per loro perché vivi un uno Stato che aderisce ad un modello assistenzialista. Io sono e rimango un duro critico, se me lo chiedi, del welfare-state, della tutela e dell’assistenza ad ogni costo, perché penso che poi nella vita quando hai problemi seri, la maggior parte delle volte devi imparare a sbrigartela da solo, altro che assistenza; ma questo di cui parliamo, le spese per l’assistenzialismo, è una questione tecnica (di gestione della res publica), economica, sociale e politica. E’ complessa, capisci. Il fatto che funzione male, è un problema che dipende da mancanze sia della gente che compone la società, sia del gruppo delegato ad amministrarla. E pretendere di vederla risolta con frasi del tipo “pezzenti, andate a lavorare”, mi fa incazzare, perché significa scaricare, come al solito, tutto il peso della situazione sull’ultima ruota del carro.
        Con questo perdonatemi la lunghezza, di nuovo, dell’intervento, ma più esplicativo di così si muore. Non intendo proseguire in quello che poi rischia di diventare uno scontro infinito sulla tastiera. Comunque mi fa’ piacere che ci siano state risposte, e mi fa’ ancora più piacere il dialogo (quello vero, non quello tipo televisione dove si vomitano addosso la propria boria e non si capisce un cazzo). Dopodiché se ancora mi rispondete cose del tipo “evidentemente se hai tempo da perdere al pc, vuol dire che sei un fannullone. Vai a lavorare”, allora scusate ma i rancorosi siete voi, e anche un po’ stupidi.
        Saluti.

    • e dopo sta pippa mentale cosa hai risolto? ti sei sfogato? bene.il lavoro c’è , adattatevi. scaffalista al supermercato, forza, ci son 20 centri commerciali entro 20 km da monza..su le maniche,il resto son scuse.

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