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Infrastrutture ed economia, ma con Pedemontana ci sono le proteste

Infrastrutture ed economia, ma con Pedemontana ci sono le proteste

7 Febbraio 2014

Regione Lombardia per la tratta B2 incontrerà presto i sindaci e poi i cittadini per condividere il progetto di Pedemontana. Una promessa questa fatta ieri sera a Cesano Maderno dall’assessore all’infrastrutture Del Tenno.  Quando si parla di Pedemontana, però, sembra ormai inevitabile che si scatenino le proteste. È quello che è successo a Palazzo Borromeo a Cesano Maderno durante la tavola rotonda sul tema “Ripresa economica: il ruolo delle infrastrutture”. Un’occasione per discutere di strade e ferrovie, ma soprattutto del loro impatto sull’economia.

Per la prima volta l’assessore di Regione Lombardia alle Infrastrutture Del Tenno è venuto in Brianza invitato dalle associazioni “Patto per la città” e “Agorà”.

Non si è sottratto alle critiche l’uomo della Giunta di Maroni  che anzi ha affermato: «Ho ereditato una situazione che non è detto che sarà poi ciò che realizzeremo: la discussione sul tratto da Lentate in poi è aperta. Prima di prendere una decisione vogliamo condividere con dei tavoli di confronto il progetto».

Ma l’argomento Pedemontana è quanto mai scottante, e l’incontro di giovedì 6 ha infatti attirato un folto pubblico, composto in parte anche da cittadini preoccupati, che si sono raccolti prima fuori da Sala Aurora per un volantinaggio informativo, e che poi sono entrati per confrontarsi con i relatori, e far sentire le loro ragioni.

cesano-maderno-ripresa-economica-e-ruolo-delle-infrastrutture-pubblico-mb«Vogliamo fermare la Pedemontana a Lomazzo – ha dichiarato Marco Fraccetti, del coordinamento No Mafia, fattosi portavoce del gruppo No Pedemontana – La petizione popolare partirà a fine febbraio».

Dall’altra parte i relatori, dal sindaco Gigi Ponti al giornalista Paolo Pirovano, fino al vicedirettore delle Ferrovie Nord Marco Mariani che parlavano di mobilità, territorio ed economia, evidenziando le ragioni, i vantaggi, ma anche le problematiche annesse.

L’appuntamento ha posto l’attenzione sulla necessità di nuovi e più significativi interventi e investimenti infrastrutturali per favorire la ripresa economica e il rilancio delle attività imprenditoriali, facendo il punto, anche in vista di Expo 2015, sulle opere previste in Brianza, dalla Pedemontana alla riqualificazione della tratta ferroviaria Milano-Asso.

In sala, però, cresceva il malumore tra gli aderenti del gruppo No Pedemontana: la protesta è montata nel corso degli interventi di Luciano Minotti, segretario tecnico Tem, che parlava di «opportunità del trasporto su gomma», e di Gabriele Galli, che lamentava che «senza infrastrutture adeguate si perde di competitività per prima cosa dal punto di vista dell’impresa», facendo notare che «durante il Salone del Mobile si calcolano 60mila visitatori quotidiani, ed è già caos. Come faremo durante l’Expo, quando si prevede 200mila ingressi al giorno?».

I commenti di protesta fatti ad alta voce durante gli interventi precedenti hanno raggiunto il culmine con la relazione di Maurizio Del Tenno, assessore regionale adinfrastrutture e mobilità, che pure ha ben spiegato che il progetto della tratta B2 non sarà approvato prima di una lunga discussione e di un confronto partecipativo.

Un manipolo di manifestanti ha poi lasciato la sala prima della fine dei lavori. Qualche minuto dopo Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani, è intervenuto con un commento che avrebbe fatto la “gioia” di qualunque ambientalista: «Dopotutto, le infrastrutture hanno sì un impatto sul territorio, ma le auto ferme finiscono per inquinare di più di quelle in movimento».

E’ arrivato poi il momento del dibattito. Salvatore Colombo e Giuseppe Cazzaniga, del comitato Noi per Cesano hanno preso la parola. Salvatore Colombo ha commentato il disagio di dover cercare di conciliare le «parole ragionevoli e condivisibili, come quelle dette stasera, con i fatti», mentre Paolo Cazzaniga ha dato voce ad alcune delle ragioni contro la Pedemontana: «a che serve creare una strada a 8 corsie (3 e 3, più le 2 di emergenza), con una strozzatura a Nord (Como) e una a Sud (Milano)? E perché fare tutto questo quando il guadagno è solo di una 20ina di minuti? Senza contare la questione dei pedaggi: tra A4, Pedemontana e BreBeMi saranno triplicati». Del Tenno, ma non solo, hanno preso atto delle segnalazioni con la promessa che ne faranno tesoro. 

Da ultimo, Alberto Colombo, consigliere comunale di Meda, ha ribadito: «ancora non è stato fatto nulla a proposito della richiesta di svolgere un esame sulle aree contaminate dalla diossina nell’incidente del ’76. E non è stato fatto nulla neppure per le compensazioni ambientali, sulle quali non c’è nemmeno un progetto». Ed è questo ciò che preoccupa di più chi lì vi abita.

G.S.

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Commenti

  1. gianfranco dice:

    ma le persone che protestano per le autostrade, sono gente che lavora o personaggi che vivono alle spalle dello stato?

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