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Bitumificio Arcore non si fa. Caso chiuso in consiglio comunale

Bitumificio Arcore non si fa. Caso chiuso in consiglio comunale

6 Febbraio 2014
Rosalba Colombo

Rosalba Colombo

Potrebbe esserci scritta la parola fine sulla vicenda Bitumificio di Arcore, dopo che lunedì sera il consiglio comunale cittadino ha varato una delibera che archivia la convenzione firmata con la ditta fratelli Doneda Srl.

Una decisione arrivata in consiglio per due motivi che sembrano dare ragione al primo cittadino Rosalba Colombo anche dopo le sentenza arrivata nel 2013 prima dal Tar Lombardo e successivamente dal Consiglio di Stato che intimavano al comune di dare il via libera alla costruzione del bitumificio sul territorio di proprietà dei Doneda nella frazione di Bernate di Arcore. Fra l’altro a settembre Doneda ne aveva chiesto l’ottemperanza. Ma il comune aveva risposto picche, perché c’erano due inadempienze. Intanto a fine 2013 il tribunale di Bergamo emette una sentenza per il concordato preventivo liquidatorio di Doneda e viene incaricato un commissario. Nella relazione di quest’ultimo il comune non viene citato come creditore. Se e quando qualcuno vorrà tornare sull’argomento, dovrà in più tener conto del mutato panorama degli strumenti urbanistici.

La diatriba si trascina da ben tre anni da quando l’allora maggioranza di centrodestra aveva dato il via libera alla sua costruzione poco prima di andare a elezioni: elezioni che avevano sancito la vittoria del centrosinistra da subito contrario alla realizzazione. “Abbiamo operato sempre con lucidità e competenza amministrativa – commenta il primo cittadino – ma soprattutto abbiamo agito con le giuste tempistiche”.

Soddisfatto anche il segretario cittadino del Pd che ha sottolineato: “Gli ultimi eventi ci fanno ben sperare che la promessa fatta in campagna elettorale, riassunta dallo slogan “no all’impianto di betonaggio”, possa essere mantenuta. Ringraziamo anche il comitato dei cittadini arcoresi per l’impegno e la collaborazione”. Un comitato “No betonaggio” che ha sempre fatto sentire la propria voce, sempre presente nei momenti più delicati e che ha raccolto in poco tempo quasi 3500 firme per fermare quello che hanno definito “ecomostro”. Sulla loro pagina facebook si possono leggere i commenti a caldo del risultato, che vanno dalla soddisfazione per il traguardo raggiunto nell’ottica del bene per la cittadinanza e l’invito a non abbassare la guardia.

La parola fine però non può ancora essere pronunciata, la Doneda potrebbe tornare alla carica e rivendicare il suo diritto di costruire. «Però da allora diverse cose sono cambiate – precisa Colombo – Ora il quadro degli strumenti urbanistici è più favorevole al Comune: il nostro Pgt, ad esempio, destina l’area di Bernate a zona verde, il Ptcp brianzolo l’ha inserita nella sua rete ecologica e infine ora c’è anche una legge della Regione Lombardia che riconosce il suolo come bene comune».

Lorenzo Giglio e Simona Sala

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