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Riforma Rc auto: a Milano e in Brianza a rischio 300 carrozzerie

13 Gennaio 2014

Carrozzieri in rivolta contro la riforma dell’Rc auto. Potrebbero essere il 30%, qualcosa come circa 330 realtà, le carrozzerie milanesi e di Monza e Brianza a rischio chiusura nel 2014. Un migliaio (1072) i lavoratori impiegati che rischierebbero di stare a casa. Sono i dati allarmanti divulgati dall’Unione Artigiani in concomitanza con l’entrata in vigore oggi, lunedì 13 gennaio, del provvedimento di riforma dell’Rc auto contenuto nel decreto “Destinazione Italia” approvato dal Governo alla vigilia di Natale.

Il settore, 17mila imprese per più di 60mila addetti in tutta Italia, contesta la misura che traduce in obbligo la cosiddetta “forma specifica” nel risarcimento dei danni ai veicoli incidentati. La normativa applicabile da settimana prossima infatti imporrà la riparazione del veicolo incidentato esclusivamente ad opera di officine convenzionate con le compagnie di assicurazione e pagate direttamente da queste ultime.

Chiamati in causa i 271 carrozzieri di Milano, i 552 della provincia, i 19 di Monza e i 238 della Brianza. Un totale di 1080 officine di riparazione auto coinvolte che assorbono 3510 lavoratori.

Il rischio  è quello del venir meno della libera concorrenza, impedendo ai consumatori di avvalersi del carrozziere di fiducia– commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero -. Le carrozzerie convenzionate, cui verranno imposti margini risicati da parte delle assicurazioni, saranno un numero limitato e oberate di lavoro con un evidente pericolo di abbassamento della qualità del servizio e delle riparazioni. Quelle realtà artigiane che non vorranno o potranno sottostare agli standard imposti dalle compagnie, che noi quantifichiamo in circa il 30% del totale, saranno automaticamente emarginate nel mercato e nel giro di breve costrette alla chiusura.”

L’Unione Artigiani calcola che la potenziale ripercussione negativa sull’occupazione nelle officine di carrozzeria di Milano e provincia e di Monza e Brianza potrebbe coinvolgere fino a mille dipendenti.

“Per questo motivo – continua Accornero – condividiamo la protesta della categoria che si concretizzerà in un presidio, da lunedì 13 a venerdì 17 gennaio, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. L’auspicio è che le proposte di modifica a questa riforma vengano attentamente valutate e positivamente accolte, in primis il mantenimento della libertà di scelta del proprio carrozziere.”

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Commenti

  1. MassimoC dice:

    Uhmmm…. secondo me invece è grasso che cola. Chi ha sempre lavorato onestamente non avrà difficoltà a sottostare alle nuove regole, che impongono emissione di ricevute fiscali/fatture e prezzi equi. Chi invece finora si è divertito a fare il furbetto (vedasi i servizi di striscia piuttosto che delle jene), avrà qualche problema in più. Finalmente.

    • Lo spero vivamente anche se i furbi continueranno a fare come sempre, ma sta anche a noi farsi dare ricevute e fatture e non farci prendere dall’ euforia dello sconto perché “loro” non pagheranno le tasse e noi le pagheremo anche per loro!!

  2. Giuseppe dice:

    Non sono d’accordo. Un conto è obbligare a fatturare e magari divugare una sorta di “prezzo standard”. Un altro conto è obbligare un artigiano a fare una convenzioni con una assicurazione. Ma non è che sei un assicuratore, eh?

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