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Lissone, “Freschi d'inverno”. Pacchi di viveri per 210 cittadini in difficoltà

Lissone, “Freschi d’inverno”. Pacchi di viveri per 210 cittadini in difficoltà

21 Gennaio 2014

Oltre 210 lissonesi sabato 11 gennaio, nella sede della Protezione Civile, hanno potuto ritirare 65 pacchi-famiglia e 55 pacchi-infanzia, l’aiuto dell’amministrazione della città del mobile e di alcune associazioni di volontariato alle famiglie in difficoltà. Il progetto, reso nota solo ora, per «rispettare la privacy dei beneficiari», come specifica il comune di Lissone, denominato “Fresco d’inverno”, è stato condotto il prima linea dall’assessorato alla Persona. Stanziamento di 7.000 euro per un totale di 165 pacchi-famiglia e 55 pacchi-infanzia: nei primi erano contenuti vegetali (frutta e verdura freschi) e un buono per la consegna della carne, nel secondo sono stati raccolti invece generi destinati alla prima infanzia (omogeneizzati, pastina, biscotti, latte, crema di riso).

Concertata tra diversi attori, l’amministrazione ha messo a disposizione le risorse economiche, ma sono stati poi i volontari a impiegarsi attivamente – in particolare, il Centro Aiuto alla Vita si è occupato dei viveri per i neonati, l’Auser di ordinare i prodotti freschi, la Caritas di organizzare la consegna della carne, la San Vincenzo ha partecipato a preparare le liste dei beneficiari (che hanno ricevuto a domicilio un voucher per il ritiro), mentre aderenti di Aral, Avo, Avis e Gruppo padre Mauro Calderoni hanno collaborato nella confezione e distribuzione dei pacchi, sotto il coordinamento generale della Protezione Civile – l’operazione deve fare i conti con un accresciuto fabbisogno da parte delle famiglie, come conferma l’assessore di riferimento, Anna Maria Mariani: «I volontari hanno gestito benissimo la giornata. Speriamo di poter ripetere questa esperienza che è stata positiva per le famiglie ma anche per le associazioni che hanno condiviso un percorso di collaborazione. Il numero delle famiglie che necessitano di assistenza è sensibilmente cresciuto negli ultimi tempi e, mentre negli anni passati il nucleo famigliare medio che chiedeva aiuto era tipicamente straniero, ora sempre più si tratta di lissonesi che si trovano in difficoltà, in particolar modo le giovani famiglie che non riescono a entrare nel mondo del lavoro. Si è pensato di tendere una mano verso queste persone, affiancandosi ad attività già programmate da altre associazioni ma mirate a distribuire viveri di lunga durata».

 

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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