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Fango, panchine rotte e cartacce: la nobiltà decaduta dei Boschetti reali di Monza

Fango, panchine rotte e cartacce: la nobiltà decaduta dei Boschetti reali di Monza

8 Gennaio 2014

E’ una regalità che sta lentamente decadendo quella dei Boschetti di piazza Citterio. Tutta Monza li conosce appunto come Boschetti reali, ma basta fare due passi lungo i sentieri fangosi o lungo il viale centrale ridotto a un gruviera per colpa delle buche per rendersi conto che l’area avrebbe bisogno di un profondo intervento di restyiling.

monza-giardinetti-reali-3-mbNon siamo alle prese con atti vandalici o con un alto livello di degrado. Non ci sono siringhe per terra e nemmeno cumuli di rifiuti. Tuttavia, la sensazione globale che si perpepisce è di disordine generale, come se venisse eseguito solo un livello minimo di manutenzione per evitare l’area deperisca del tutto. Il disordine è fatto di cartacce abbandonate in mezzo ai prati, cestoni porta rifiuti e panchine divelte, graffiti e scarabocchi fatti con la verniche spray sui muri dei sottopassi e da vaste pozze di acqua e fango in mezzo ai sentieri. E dire che i Boschetti sono la punta estrema del Parco Valle Lambro, l’ultima propaggine del vasto polmone verde che arriva fino alle porte del centro storico cittadino. Anche la statua di Garibaldi sta risentendo dell’abbandono. Sul basamento le scritte sono sempre più numerose e anche le vicine vasche dove una volta nuotavano pesci rossi e girini stanno andando in malora.

Al tutto, poi, si aggiunge la mancata raccolta delle foglie cadute in autunno che, col freddo e la pioggia, si sono trasformate in una poltiglia melmosa che rende difficoltosa la camminata (il rischio di scivolare e finire per terra è alto). Al pari di altre zone vicine, se non proprio all’interno del centro storico, i Boschetti reali si stanno trasformando lentamente in una sacca di degrado. Lo stesso sta accadendo in piazza Cambiaghi e nella zona del “punt di ass”. La prima è diventata punto di raccolta fisso per un gruppo di clochard che hanno trasformato la piazza in una latrina cielo aperto; la seconda invece è frequentata periodicamente da un nutrito gruppo di giovanotti che ha vandalizzato tutta la zona vicino al ponte.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. monzesenato dice:

    beh quando ero bambino io c’erano sempre siringhe in quantità industriale, almeno quelle non ci sono più…

    • Darkkest dice:

      Infatti, adesso si riempiono tutti il naso di bamba, l’eroina non va più di moda, per lavorare sempre di più e fare tantissimissimi soldini ci vuole un aiutino, altrimenti non sei nessuno.
      Almeno l’eroina rendeva evidente agli occhi il decadimento di un essere umano, invece le merde di oggi sono tutte pettinate e eleganti di fuori e marcissimi dentro.
      Bella soddisfazione non vedere più le siringhe.

      • monzesenato dice:

        sì però da meno dipendenza dell’ero

        • Darkkest dice:

          Sì sì come no. Infatti è pieno in giro di impizzati che continuano a ripetere “tanto smetto quando voglio”, peccato che poi hanno le narici smerigliate.
          E se seghi una precedenza in macchina sono capaci di ucciderti.

          • monzesenato dice:

            esageratoooooooooo

          • Darkkest dice:

            A volte ho l’impressione di vivere in un mondo parallelo. Non sto affatto esagerando, forse guardiamo quanto ci sta intorno da due prospettive diverse, e forse è meglio la tua se non noti certe cose…Non hai minimamente idea di quanta gente abbia degli aspirapolveri al posto del naso, e il bello è che si va da quello che pulisce i cessi al chirurgo affermato. E sulle reazioni spropositate degli automobilisti non ci vuole molto a capire che non possono essere dettate dal solo nervosisimo, specialmente se uno sa riconoscere chi si pippa 3 grammi di cocaina al giorno.

          • monzesenato dice:

            beh però non è facile sgamare al volo chi pippa, spesso si scambiano lucciole per lanterne.

            non è come sgamare uno ubriaco, in quei casi lo si capisce al volo per esempio.

      • bella aula, aiutini nella vita, mica solo alla partita
        il vero sballo é dire no

        • monzesenato dice:

          a sto giro hai segato

        • Darkkest dice:

          E checcazzo vuol dire quello che hai scritto? A parte la banalità “il vero sballo è dire no” che sa tanto di slogan sfigato delle pubblicità progresso del ministero che spinge la gente a fare esattamente il contrario…

  2. MassimoC dice:

    Il primo passo da fare, e vale non solo per l’argomento in questione, ma in generale, è uscire dal buonismo, che è padre di buona parte della microcriminalità, dal bullismo al vandalismo.
    Chi delinque deve essere reso noto, e smettiamola col fatto che sia minorenne. D’accordo i bambini, ma già a 15 anni sanno benissimo quello che fanno. Quindi: nome, cognome e foto pubblicati sui media.
    Poi: i danni devono essere pagati da colui che delinque, e se minorenne, dalla famiglia di origine. Senza sconti. Quindi, se il padre del bulletto non può pagare con liquidi la malefatta del figlio che ha imbrattato il muro o divelto il sedile di un autobus, gli si metterà un’ipoteca sulla casa.
    Ripeto: basta col buonismo. Lo so, sono politically uncorrect, ma vedrete che in questo modo la microcrimininalità subirà una netta riduzione.

  3. Felice Terrabuio dice:

    Sicuramente il sottopasso verrà ripulito e ridipinto dagli studenti della scuola lì accanto.

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