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Votata la fusione di Alsi in Brianzacque. Scoppia la polemica

Votata la fusione di Alsi in Brianzacque. Scoppia la polemica

17 Dicembre 2013

È stato approvato nella seduta del consiglio comunale monzese di ieri il progetto di fusione per l’incorporazione della società partecipata Alsi Spa in Brianzacque Srl. Con 26 voti favorevoli, un solo astenuto (Paolo Piffer, Cambiamonza), e due contrari (Nicola Fuggetta e Gianmarco Novi, Movimento 5 stelle) si è così compiuto il completamento del percorso di riorganizzazione del servizio idrico integrato.

Un ordine del giorno, quello dell’Assise cittadina, che ha suscitato però non poche polemiche. Ad alzare i toni è l’Osservatorio Antimafie MB- Comitato Beni Comuni MB:  «Questa sera in consiglio comunale hanno votano per la fusione di ALSI in Brianzacque, in linea con l’affidamento del servizio idrico a quest’ultima azienda che, oltre a essere coinvolta con il suo ex presidente in inchieste giudiziarie, oltre ad essere coinvolta in presunte irregolarità per richiesta fondi della regione, non ha i requisiti di legge» questo è quanto il comitato ha diffuso attraverso una nota stampa.

Parole gravi, come macigni, che pesano ancora di più alla luce delle ultime vicende che vedono la città di Monza tristemente alla onori della cronaca: «Con questo atto tutto il movimento per la legalità e la trasparenza viene cacciato indietro, mentre la corruzione e il malaffare continuano a prosperare in  Brianza. – prosegue la nota stampa – Oltre al merito, anche nel metodo vi è stata scarsa trasparenza. Questa sera a relazionare era presente il segretario comunale Spoto che, essendo membro del C.d.A di Brianzacque, avrebbe, anche solo per opportunità, dovuto assistere e basta. Scandalosa e inaccettabile risulta l’ennesima minaccia pronunciata dal Sindaco Scanagatti in merito alla messa a gara del servizio se, come tra l’altro appare certo, l’affidamento in favore di Brianzacque cesserà ex legge al 31 dicembre. […] La Costituzione contiene un principio democratico che è posto a garanzia della sovranità popolare, ovvero il principio di legalità amministrativa. Se queste cose le fa la destra berlusconiana tutti si scandalizzano, se le fa lo pseudo centrosinistra è tutto normale, anzi meritorio. A maggior ragione il movimento per la difesa della legalità e dei Beni Comuni devono continuare nella battaglia per difendere e far affermare questi valori essenziali per la democrazia».

Roberto Scanagatti

Roberto Scanagatti

Nella seduta di ieri sera il primo cittadino monzese Roberto Scanagatti ha spiegato come «fosse necessario rispettare il termine perentorio del 31 dicembre per il completamento del processo di fusione poichè, in caso contrario, si sarebbe andati incontro all’istituzione di una gara di appalto».

A sollevare dei dubbi in aula anche Nicola Fuggetta, Movimento 5 stelle: «cosa accadrebbe se la Provincia di Monza e Brianza dovesse venire meno?». La questione non si pone per il sindaco di Monza che ha risposto: «Allo stato attuale le situazione prevede che, nel caso in cui la provincia dovesse venir meno, diventerebbe un ente di secondo livello. Il problema dunque non sussiste, si tratterebbe semplicemente di una altra governance».

Sulla questione “prevenzione dei reati” si è invece espresso il segretario generale Mario Spoto: «Il piano c’è: i membri di vigilanza lavoreranno in modo tale da garantire la massima trasparenza. Sono inoltre partiti degli approfondimenti per capire gli illeciti commessi in passato». 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Marco Lamperti dice:

    Io sinceramente non ho ancora capito l’avversione del Comitato Beni Comuni – di cui ho sincera stima – riguardo questa fusione.
    Si sono appellati ad ogni possibile cavillo e scusa per non permettere questo passaggio che darà garanzia di acqua pubblica in mano pubblica, che mi sembra sia anche un loro obiettivo.

    Le quote di Brianzacque saranno interamente nelle mani dei comuni della Brianza, senza partecipazioni di altri enti extraprovincia o di privati.

    Pensare di bloccare un’operazione societaria perché un suo ex-presidente è indagato (indagato, manco rinviato a giudizio, per dire!) per tutt’altra questione mi sembra a dir poco singolare.
    Seguendo questo principio dovrebbero chiedere anche di far saltare anche il Piano di Zonizzazione Acustica del Comune di Monza adottato la scorsa primavera, visto che la dirigente responsabile è stata anch’ella arrestata la settimana scorsa per il caso Sangalli.

    Davvero non riesco a capire, mi sembra una manovra protezionista nei confronti di ALSI che ha ben poco a che fare con la difesa dell’acqua pubblica e tutto il resto.

    Dico questo a valle delle numerose e-mail ricevute dal Comitato e dai numerosi discorsi fatti dal M5S in aula. Sinceramente non capisco dove si voglia andare a parare.

    • Biagio Catena cardillo dice:

      Caro Marco, mi permetto di darti del tu e vorrei instaurare con te, nei limiti del possibile un discorso all’insegna della chiarezza assoluta.
      Brianzacque così come è nata e strutturata non è sinonimo di acqua pubblica, se così fosse ne saremmo lieti e felici.
      Brianza acque nasce in ragione della famigerata legge regionale che stabiliva le doppie funzioni (gestore= patrimoniali-erogatore Brianzacque). In relazione a tale nefasta norma regionale da noi sempre contrastata lungo il corso degli anni, in lombardia e nei 12 Ato nacquero e proliferarono tanti soggetti, tra cui anche Brianzacque. Questo artificio regionale, unico caso in Italia, era congeniale agli appetiti della politica, poichè moltiplicava i posti di potere(C.d.A, direttori generali , revisore dei conti, consulenze, appalti ecc). Non ti sei mai chiesto perchè, Brianzacque fu favorita sopratutto dal centro destra e della lega allora in pieno della loro ascesa e potere in Brianza(Ponzoni. Perri, Brambilla, Giordano e altri ancora?. non ti sei mai chiesto perchè Idra ebbe la maggioranza in Brianzacque? Bene, quando tu e gli altri vi porrete in termini storici e conosciutivi tutti questi interrogativi, forse allora capirete che intorno al Ciclo dell’acqua in Brianza, c’era e c’è tuttora un iter di illegittimità che sfocia inevitabilmente in illegalità. Se avrai la pazienza e ti munisci di un pizzico di curiosità intellettuale, vai sulla pagina FB del Gruppo Beni comuni e studiati tutti i file da noi pubblicati e capirai che la nostra non è avversione, o approccio burocratico. La nostra contrarietà è supportata da fatti e dalla consapevolezza di essere rispettosi delle norme, che stabiliscono,legittimità, requisiti, che un soggetto dovrà possedere. Brianzacque non possedeva e non possiede tali caratteristiche. Tutto ciò potrà sembrarti puro formalismo , ma detto da te e dai tanti che rappresentano le istituzioni,, mi pare molto pericoloso , pensare che si possa amministrare a prescindere i principi di legittimità e legalità. Poi, ti prego di bandire ogni forma di ipocrisia teso a voler far sembrare voi garantisti e gli altri giustizialisti: i famosi tre gradi di giudizio. Marco, o capisci e capite che la colpa non è soltanto di Raho e Rizzuto , altrimenti, giocate a nascondino e come al solito non volervi accorgere che il malaffare intorno Acqua-Rifiuti è di sistema e viene da molto lontano. e andrà molto lontano. Ma il vero guaio è costituito dla fatto che il business è bipartisan che tenta ancora una volta a mettere un tappo micidiale.
      Comunque quando, vuoi , vorrete conoscere i dettagli tecnici, legislativi storici , basta convocarci e dedichiamo una serata.-dieci – cento- mille in consiglio comunale o in altri ambiti a voi congeniali
      Ecco dove volgiamo parare:partecipazione- trasparenza- legalità- difesa dei Beni Comuni.

      • Marco Lamperti dice:

        Aspettavo proprio la tua risposta, Biagio.
        Ci mancherebbe: devi darmi del tu.

        Come avrai capito, sono una persona di buon senso e poco affezionato alle bandiere ideologiche su aspetti così pratici se l’obiettivo – alla fine – è comune. Pertanto sono completamente aperto ad ogni confronto di sorta.

        Allora, capisco perfettamente tutto quanto hai detto e condivido molte delle opinioni che hai espresso riguardo la “storia passata dell’acqua in Brianza”.

        Brianzacque ora, però, ha cambiato conformazione: è una società in mani unicamente pubbliche (prima non era così a causa di ACSM-Agam che aveva anche azionariato privato) ed è direttamente gestita dai Comuni che ne hanno appunto il diretto controllo.

        Ora vorrei capire cosa paventate, perché davvero non riesco a capire. Probabilmente sono stupido io, perché i vostri documenti/e-mail me li son letti quasi tutti e mi sembra che sottolineiate il rischio di “affari sporchi”, ma solo sulla base che in passato ci sia stato dell’affarismo sul tema e che qualche personaggio potrebbe essersi reso colpevole di qualche reato. Se l’operazione è sana e ha un obiettivo che condividete, perché non va bene?
        Non è pretestuosa la domanda, davvero non comprendo.

        • maurizio dice:

          Uno dei mali attuali è proprio questo: l’autoassoluzione della politica. E’ sempre colpa di qualche mela marcia, ma il resto è sano. La magistratura arriva a fatto compiuto, quindi sempre dopo. Compito della politica è arrivare prima, prevenire la formazione di atti illeciti. Come? Attraverso la deliberazione di atti semplici, comprensibili e controllabili. Sembra così per Brianzacque, una spa? La strada dopo il referendum è l’azienda speciale e bisognava lavorare per quell’obiettivo. In maniera chiara e trasparente. Come l’acqua.

    • Giuseppe Poliani dice:

      I furbetti del quartiere ci sono anche a Monza ed in tutta la Lombardia e da tempo.
      Dopo quest’ultimo ventennio diffidare della politica e dei privati è un obbligo e chi non lo fa e come minimo un ingenuo. Soprattutto in Lombardia.
      Il meccanismo subdolo in tutta questa vicenda è chiaro: passo dopo passo l’illegale diventa legale: ma questo per chi non lo sapesse o non si fosse accorto è il nuovo stile della mafia che alla fine è “legale” ! Incredibile vero ? Ma ancora più incredibile è che un centrosinistra paladino della legalità di presti a questi giochi.

      E’ un po lo stesso stile della dirigenza industriale liberista che smantella a poco a poco i diritti dei lavoratori, se ne va dall’Italia (FIAT), è lo stile delle banche che a poco a poco ti fregano, dei fondi comuni pensionistici e il mondo finanziario che lentamente ti mangiano i tuoi risparmi, etc.

      Se Brianzacque va bene così allora perchè se fai un concorso e non hai i requisiti non ti ammettono ? Potresti dire che fra un mese li avrai ?

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