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Tares: uno sgravio di 100mila euro per i commercianti in difficoltà

Tares: uno sgravio di 100mila euro per i commercianti in difficoltà

12 Dicembre 2013

Un fondo di 100mila euro per ridurre l’impatto della Tares su quelle attività commerciali cui l’imposta è risultata particolarmente indigesta. Questa la decisione presa dalla giunta monzese guidata da Roberto Scanagatti. Uno sgravio scaturito dall’assestamento di bilancio nel corso del consiglio comunale di lunedì scorso. Bollettini alla mano per alcune categorie, generi alimentari in primis, gli aumenti stimati si attestano mediamente tra 30% e il 50%.

Roberto Scanagatti

Roberto Scanagatti

La TARES è composta dai costi relativi al servizio di gestione dei rifuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa pubblica, e dei costi relativi ai servizi generali e indivisibili del Comune (per esempio illuminazione pubblica), finora compresi nella fiscalità generale. Per l’anno 2013 la TARES comprende: una parte destinata al comune che copre il costo di gestione dei rifiuti urbani, una parte (maggiorazione) destinata allo Stato, pari a 0,30 euro al mq e una parte destinata alla Provincia (tributo provinciale pari al 5%).

«Abbiamo recuperato 100mila euro per destinarli ad alcuni commercianti – ha spiegato il primo cittadino monzese – La Tares per alcuni negozi ha avuto rincari molto forti. Lo sgravio verrà rimborsato secondo modalità ancora da definirie: il bollettino Tares ricevuto sarà comunque da pagare. Ci confronteremo con le associazioni di categoria dei commercianti per definire quale sia il modo migliore per distribuire questi fondi».

Gianni Barzaghi

Gianni Barzaghi

Sulla questione Tares si è espresso anche Giovanni Barzaghi, Presidente di APA Confartigianato: «Si rispetti il principio del “Chi inquina paga”. È netta la posizione di Confartigianato riguardo l’applicazione della Tares. Combattiamo da tempo una battaglia senza riserve su questa aliquota, chiedendo agli Amministratori comunali che non vengano ulteriormente penalizzati coloro che producono meno rifiuti. Non vogliamo altro che un’applicazione “virtuosa” della Tares: si tratta di rivedere il tributo calcolandolo solo sull’effettiva produzione di scarti indifferenziati, scongiurando così l’adozione indiscriminata dell’elemento quantitativo della superficie. Chiediamo la detassazione delle superfici produttive e di magazzino e l’applicazione di tariffe eque per le imprese, data la situazione critica che stanno attraversando. La nostra proposta è di conferire i rifiuti al servizio pubblico tramite convenzioni chiare che permettano di scegliere l’operatore, in un’ottica di libero mercato. Infatti, per alcune tipologie d’imprese, l’applicazione della Tares rischia di diventare un vero e proprio salasso: è il caso delle attività artigiane di pizza al taglio operanti in piccoli Comuni che subirebbero rincari del 301,1% e dei laboratori artigiani di pasticceria (+181,7%). Ma gli imprenditori non possono sopportare ulteriori aumenti di pressione fiscale, né l’incertezza su tempi e modalità di applicazione. In definitiva, vanno trovate soluzioni che, oltre ad evitare l’inasprimento della tassazione, siano capaci di garantire la semplificazione impositiva e amministrativa. Da parte nostra, intanto, per supportare le imprese nella verifica della corretta applicazione del tributo abbiamo deciso di attivare uno specifico Sportello Tares presso tutte le sedi di Confartigianato».

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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