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Province capro espiatorio: "Non sono loro lo spreco di soldi"

Province capro espiatorio: “Non sono loro lo spreco di soldi”

13 Dicembre 2013

“L’abolizione a tutti i costi delle Province significa voler creare un capro espiatorio rispetto ad una cattiva gestione della cosa pubblica”: e’ il parere di Giuseppe Bortolussi, responsabile dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, l’associazione artigiani e piccole imprese di Mestre.

In laguna, gli analisti della associazione hanno deciso di fare i conti in tasca alla “spending review” dalla quale è nata l’idea di tagliare le Province. E il risutato finale delle verifiche non ha fatto altro che confermare quanto già si era ampiamento intuito: le Province faranno la parte dell’agnello sacrificale.

“Fin dall’inizio – ha spiegato Bortolussi – sono stato molto perplesso che si trattasse un argomento di questa importanza in maniera cosi’ leggera, senza dati e documenti. Da un nostro studio, risulta che il risparmio sarebbe di 500 milioni su 12/13 miliardi di euro, che ci sembra poco”. Da qualche parte, tuttavia, bisogna pur iniziare e in molti considerano l’abolizione degli enti intermedi come un segnale di buona volontà. Bortolussi, però, la vede in maniera diversa.

“Inoltre – ha precisato – non mi sembra che le Province siano il centro di spreco in Italia. Per questa ragione e’ sospetto questo attacco, questo carosello mediatico che ha portato la gente a credere che il problema siano le Province. In Italia i problemi sono tutt’altri e stanno da un’altra parte. Anche abolendo le Province, ci si accorgera’ che non ci sara’ un gran risparmio, anzi”.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. Questa pratica viene definita in gergo “Benaltrismo”. Quando si vuole cercare di attuare misure per razionalizzare un pochino lo Stato, emergerà sempre, sempre, sempre, qualcuno che dirà: “ah, ma non tagliate qui, gli sprechi sono altrove, c’è ben altro da tagliare” … Procedendo ricorsivamente in questo modo, lo Stato non verrà mai riformato.

    • OK per il “benaltrismo”, ma se hai un TUMORE DEVASTANTE non risolvi il problema andando dall’estetista a farti togliere i punti neri alla base del naso …

  2. ForzaMonza dice:

    non c’era bisogno della cgia di mestre per capire sta cosa ovvia! specie se 100 province verranno sostituite da 10 costosissime e “tangentissime” città metropolitane!
    aboliscano le regioni e dimezzino i parlamentari, allora si che è uan cosa seria. le province sono il nulla nel marasma degli sprechi della politica.

  3. MassimoC dice:

    Ci sono province e province. Quelle del sud sono notariamente voragini mangiasoldi, per me potrebbero sparire tutte.
    La nostra invece si automantiene, non chiede una lira a Roma e anzi vanta un enorme credito verso quella di milano.
    Con questo provvedimento si butta via il bambino assieme all’acqua sporca.

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