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Monza, varato il piano triennale: 174 milioni di euro per le opere pubbliche

Monza, varato il piano triennale: 174 milioni di euro per le opere pubbliche

11 Dicembre 2013

Oltre centoventi opere pubbliche in tre anni: è questo il programma auspicato dall’amministrazione di Roberto Scanagatti e messo nero su bianco nel piano delle Opere pubbliche.  I numeri del documento, a fronte di una crisi economica che sta riducendo al lumicino i conti pubblici, parlano di 174 milioni di euro di investimenti per realizzare interventi che vanno dalla realizzazione del museo etnologico e il centro socio culturale nell’area dell’ex cotonificio Cederna, al recupero della scuola ex Borsa, passando per il parcheggio di piazza Citterio, la passerella ciclopedonale di viale Stucchi, la ricostruzione della nuova scuola media Bellani.

Antonio Marrazzo

Antonio Marrazzo

«Il nostro non sarà un libro dei sogni – ha ribadito più volte il primo cittadino monzese – Non ci possiamo permettere di illudere i cittadini. Le esigenze cui si farà fronte saranno quantomai reali e concrete». Il capitolo di spesa maggiore è quello inerente l’anno 2014, con oltre 68milioni 730mila euro. Ad incidere parecchio saranno i progetti di housing sociale e co-working, tra le priorità di questa amministrazione. Nel 2015 non si andrà oltre la quota di 47milioni e 255mila euro, mentre l’anno seguente sono previste opere per circa 58milioni.

Strade, viabilità, manutenzione delle scuole e interventi di housing sociale: l’elenco è alto una spanna: «Le vie di finanziamento saranno molteplici – ha commentato l’assessore alle Opere Pubbliche Antonio Marrazzo – Ci sarà un equilibrio tra pubblico (mutui e alienazioni) e privato (Regione, nella Provincia e nello Stato). Non si tratta di un elenco di opere certamente realizzabili, bensì di previsioni. Il piano dedica molta attenzione ai progetti futuri ma anche a interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Vogliamo garantire funzionalità, decoro e sviluppo della città».

Tra le opere in previsione di realizzazione, condizionale quantomai d’obbligo per il sottopasso ciclopedonale via de Marchi – Molino San Michele fermata ferroviaria Monza Est – Parco: «La stazione ferroviaria di Monza Est e il conseguente passaggio ciclopedonale è pronta per diventare realtà ma l’attivazione dell’iter non dipenda da noi  bensì da Rfi» sottolinea il borgomastro. Capitolo a parte poi il forno crematorio, spesso al centro di polemiche cittadine. «È una competenza regionale – ha concluso Roberto Scanagatti – Si tratta di un atto di civiltà: se dalla Regione dovesse arrivare il consenso, il forno crematorio si realizzerà. I cittadini però devono stare assolutamente tranquilli, sarà costruito senza alcuna deroga a quelle che sono le prescrizioni regionali».

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


Commenti

  1. Emilio Dilda dice:

    Perfetto, bellissima notizia! Allora sicuramente si finiranno i lavori dell’opera gabibbo che da anni figura nei piani programmatici delle opere pubbliche di Monza e che passa sotto il nome di SOTTOPASSO BORGAZZI-GENTILE. Un tunnel mai finito e che è stato voluto dalla collettività sborsando denaro pubblico… e mai terminato.

    • MassimoC dice:

      E quando sarà ultimano, bisognerà spendere capitali immani per pulizia e messa in sicurezza, dato che a Monza i sottopassi servono in primis come latrine, poi come rifugio per malintenzionati, e infine, ma proprio se non si può fare altrimenti, per attraversare la strada.
      Io lascerei perdere l’apertura di quel sottopasso, peraltro molto lungo, e farei una passerella. A parità di costi, non c’è paragone in termine di fruibilità quotidiana.

      • Emilio Dilda dice:

        Una piccola ma sostanziale differenza: NON E’ UN SOTTOPASSO PEDONALE!

  2. Pascal17 dice:

    Bello il forno crematorio! Avremo un gran traffico di carri funebri in qualche nostro quartiere, in arrivo da mezza regione, un motivo di orgoglio e di lustro per la città! Ah complimenti, complimenti!

    • MassimoGH dice:

      Ben venga il forno crematorio, così magari si smette di ampliare a dismisura il cimitero.Scommetto che tanto ci sarà già qualche comitato pronto a dire..NO FORNO ..sicuro come l’oro .

      • Pascal17 dice:

        Forse non hai capito: è un forno crematorio regionale, il quartiere che lo ospiterà vedrà un avanti e indietro di carri funebri a tutte le ore. Lo vorresti sotto casa tua?!? Dovrebbero metterlo in altre zone della Lombardia, in campagna aperta, no?!?

        • MassimoC dice:

          in effetti di campagna in bassa Lombardia ce n’è ancora tanta: non si poteva fare nelle lande del Cremasco, tanto per dirne una?
          Quanto al cimitero, per rispondere a MassimoGH, meglio che si allarghi quello che non che costruiscano 3 o 4 grattacieli, non trovi?

          • MassimoGH dice:

            Per vostra informazione abito a due passi dal cimitero e sinceramente i carri funebri sono l’ultimo dei problemi.Non sn superstizioso, sono auto come le altre.Guarda che non c’è nessun “quartiere” che lo ospita, viene fatto interno al cimitero.che problema vi da?

          • MassimoGH dice:

            E circa il “via vai” di carri funebri..ma lo sapete che per arrivare al cimitero si prende la tangenziale e poi il viale stucchi? mi spiegate sotto gli occhi di quali “condomini” passerebbe questa processione di carri funebri??? mica lo fanno in piazza trento!!

  3. Sarebbe stupendo anche che, insieme a tutte queste opere, che sono magari non proprio di primissima necessità, trovassero anche quattro soldi per riasfaltare le strade della città, che sono piene di buche,

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