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Monza: continua la protesta dei dipendenti comunali - MBNews
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Monza: continua la protesta dei dipendenti comunali

Tornano a protestare i dipedendenti del comune di Monza che ieri mattina si sono dati appuntamento davanti all'Urban Center di via Turati per un presidio che è andata avanti fino alle 13.30.

presidio dei lavoratori in comune

Tornano a protestare i dipedendenti del comune di Monza che ieri mattina si sono dati appuntamento davanti all’Urban Center di via Turati per un presidio che è andato avanti fino alle 13.30.

«Trecentomila euro: ci sono. Forse ci saranno. Non ci sono più – questo è quanto si legge sul volantino distribuito dalle Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) – I dipendenti del comune di Monza prendono atto della mancata predisposizione del piano di razionalizzazione e della conseguente mancata erogazione dei fondi concordati con i lavoratori nell’accordo sulla destinazione del fondo per la produttività 2012. Ribadiamo la nostra contrarietà al modello organizzativo proposto basato su incentivazione e responsabilizzazione delle sole figure apicali». Ma non solo, le Rsu hanno infatti «denunciato il crescente clima intimidatorio attuato nei confronti dei lavoratori attraverso l’uso sistematico di provvedimenti disciplinari, trasferimenti e cambi di mansioni repentini e immotivati».

L'assessore al Personale del comune di Monza, Rosario Montalbano

L’assessore al Personale del comune di Monza, Rosario Montalbano

Pronta la risposta dell’assessore al Personale Rosario Montalbano: «Su queste ultime affermazioni ho chiesto delucidazioni alle Rsu se si tratti di episodi specifici, e di moticare caso per caso. Loro hanno proclamato lo stato di agitazione il 25 settembre e, convocati dal Prefetto, ognuno ha presentato le sue posizioni».

Perdurando questo clima di agitazione dunque i 300mila euro in questione sono venuti meno. «Ci hanno chiesto di ritirare tutti i provvedimenti ma noi naturamente abbiamo rifiutato perchè si trattava del nuovo piano di organizzazione. Abbiamo più volte espresso la nostra volontà al confronto ma non sulla base del ritirare tutto».

 

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