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Consiglio di Stato: no alla discriminazione per le vittime del dovere

Consiglio di Stato: no alla discriminazione per le vittime del dovere

29 Dicembre 2013

È ormai da parecchi anni che l’associazione monzese “Vittime del Dovere” si batte affinché la legislazione italiana elimini le discriminazioni esistenti relative alle differenti tutele previste per i servitori dello Stato che, indossando una divisa, sono caduti o rimasti invalidi per mano della criminalità comune, organizzata o del terrorismo.
«Oggi l’Associazione comunica con grande soddisfazione che il Consiglio di Stato, con due sentenze pubblicate rispettivamente il 20 e il 23 dicembre 2013, ha rimosso una grave sperequazione tra le Vittime del Dovere e le Vittime del terrorismo, tuttora concretamente esistente nonostante il principio di totale equiparazione fissato dalla legge. – ha commentato Emanuela Piantadosi, presidente Associazione – Infatti il Consiglio di Stato, nel giudizio di ottemperanza promosso da due nostri Associati, entrambi assistiti dall’Avv. Andrea Bava che da tempo collabora con l’Associazione Vittime del Dovere, si è espresso sulla questione concernente l’assegno vitalizio di cui all’art. 2 Legge 407/98 e all’effettiva portata limitativa del DPR 243/2006. Il supremo organo della Giustizia Amministrativa ha rilevato che una diversa applicazione della norma comporterebbe “una ingiustificata disparità di trattamento tra categorie di soggetti posti sullo stesso piano in relazione alle conseguenze fisiche di tipo negativo riportate in occasione di eventi di violenza comune e terroristica”.

La decisione, se applicata dalle amministrazioni competenti, comporterà non solo l’innalzamento dell’assegno mensile, ma anche l’erogazione dei dovuti arretrati per tutta la platea degli interessati. «Siamo molto felici per l’importante risultato raggiunto, nello stesso tempo ci rammarichiamo per essere stati costretti a vedere riconosciuto un nostro diritto da un Giudice invece che dal Governo e dal Parlamento. – ha spiegato Piantadosi – Eppure, nel corso di questi anni abbiamo ricevuto da più parti rassicurazioni e promesse che sono rimaste sempre inascoltate e inattuate. Si tratta di una grande vittoria per le Vittime del dovere, un grande passo per giungere alla concreta equiparazione che rimane, a oggi, ancora da completare, poiché quotidianamente vedove, orfani, invalidi e genitori, di chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune, devono combattere contro una burocrazia che quotidianamente ostacola l’applicazione dei loro diritti e tutele».

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Commenti

  1. Era ora. Adesso sotto con la TOTALE EQUIPARAZIONE.

  2. Sarà. Non mi aspetto che si adegueranno subito alle sentenze. Se l’equiparazione fisse stata concessa da governo avrebbero risparmiato gli arretrati. E non credo che si adegueranno. Tini

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