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Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia

Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia

17 Dicembre 2013

E’ in un mare di guai il nuovo Piano territoriale di coordinamento della Provincia. Fra poche ore Confindustria Monza a Brianza dovrebbe depositare un ricorso al Tribunale amministrativo contro il documento fortemente voluto dalla giunta targata di centro destra guidata da Dario Allevi per mettere un freno al consumo di suolo. Sotto accusa sono finiti quei passaggi in cui, secondo l’associazione di categoria che rappresenta il mondo imprenditoriale brianzolo, intacca i diritti acquisiti delle aziende.

In altre parole, decine di aziende si sono lamentate perché i loro piani di espansione su aree confinanti ai loro insediamenti sarebbero stati bloccati dal Piano. Il dato di partenza del Piano evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq. Il consiglio provinciale ha confermato così la proposta formulata dalla giunta che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante.

Andrea Dell'Orto

Andrea Dell’Orto

Restano libere, pertanto, aree pari a 14,73 kmq, ovvero solo il 3,6% dell’intera superficie, nelle quali verranno comunque applicate le misure di compensazione territoriale previste per gli interventi a consumo di suolo. Tuttavia, questa strategia sta risultando indigesta al mondo imprenditoriale brianzolo. E Confindustria ha così deliberato la presentazione del ricorso entro il 23 dicembre, data ultima entro la quale espletare l’operazione di deposito. “Non abbiamo niente contro la Provincia – ha commentato il presidente, Andrea dell’Orto -. Collaboriamo su molti fronti e non abbiamo assolutamente nulla contro la linea verde del Piano. Tuttavia, riteniamo che in diversi punti interferisca con alcuni diritti acquisiti delle aziende, congelandone i piano di sviluppo e bloccando anche nuove assunzioni”.

Nel frattempo, la Provincia ha organizzato per mercoledì 18 dicembre all’Urban Center di Monza, a partire dalle 9.30, l’incontro di approfondimento sulla Pianificazione Territoriale della Brianza al quale sono invitati tutti i Comuni e le Associazioni di categoria interessate. Fino a questo momento sono stati presentati sei ricorso contro il Piano, ma molto probabilmente ne arriveranno parecchi altri proprio sul filo di lana.

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Commenti

  1. MassimoC dice:

    Quante balle. Nulla vieta alle aziende di ampliarsi in verticale, perlomeno per quanto riguarda gli uffici, così da liberare il pian terreno per aumentare il reparto produttivo e di logistica. In questo modo, una buona percentuale di queste aziende potrebbe ampliarsi senza consumare il suolo; per le altre si può valutare di caso in caso.
    La provincia potrebbe dare indicazioni di consumare altro suolo purchè in contropartita se ne liberi altrettanto in aree dismesse.
    Stiamo cmq parlando del sesso degli angeli: in primis perchè a questa giunta resta solo un annetto di vita, in secundis perchè cmq la provincia come ente (quindi non solo la nostra, ma in generale), purtroppo non ha mai avuto un reale potere nella pianificazione territoriale, può soltanto dare delle indicazioni che ogni comune può decidere se ratificare o meno.

    • alessandro dice:

      Caro Massimo, questo non è del tutto vero. Ci sono vincoli sovraordinati, come gli ambiti agricoli strategici sui quali i comuni non possono sovvertire le previsioni di piano della Provincia. Ma non solo questi

    • Se, ad esempio, nulla può contro gli ambiti di trasformazione già adottati anche se in sfregio alla Rete Ecologica Regionale – RER oppure non tutela adeguatamente molte aree effettivamente agricole come il sistema del Bosco Urbano di Lissone o l’alta valle della Brovada a Besana in Brianza, il PTCP MB, pur con tutta una lunga serie di limiti, di varia natura, presenta una stratificazione di vincoli ai quali, a seconda delle classificazione delle aree libere (agricole, naturali, dismesse), i PGT comunali si devono attenere.
      Mi riferisco, oltre ai citati Ambiti agricoli di interesse strategico, alla Rete verde di ricomposizione paesaggistica (art- 31 delle NdP), al relativo corridoio trasversale di salvaguardia attorno a Pedemontana e alle opere viarie connesse (art. 32) nonché, in misura minore, agli Ambiti di Interesse Provinciale – AIP. Non è un caso che, una volta compreso cosa effettivamente la provincia aveva combinato, molti comuni (che, evidentemente, avevano sottovalutato la posta in gioco) stanno ricorrendo contro il piano territoriale di coordinamento.

  2. Marco Lamperti dice:

    I diritti acquisiti poi non esistono più in urbanistica da un pezzo. Salvo Piani Attuativi già approvati.

  3. matteo pietrini dice:

    stop al consumo di suolo.appoggio la provincia di monza.

  4. Trovo che l’utilizzo di suolo attuale sia già a livelli esagerati, aumentarlo non avrebbe molto senso. Poi mi viene anche da chiedermi un’altra cosa: Ma come, non erano in crisi ? Si licenziano i dipendenti mo poi si ampliamo le aziende ? Allora fateci capire, la crisi c’è o no ? oppure c’è dove fa comodo e non c’è dove fa comodo (nell’altro verso) ?

  5. Ci vorrebbe un INTERVENTO della REGIONE che ponesse una MORATORIA TOTALE per qualche anno al CONSUMO DI SUOLO ORA LIBERO. Ma ho paura che non verrà, perchè gli INTERESSI ECONOMICI IN GIOCO SONO TROPPI e purtroppo ormai si ragiona più col portafoglio che con la TESTA e con il CUORE.

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