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Camera di commercio: "Tredicesima a rischio per oltre 600 mila lavoratori" - MBNews
Economia

Camera di commercio: “Tredicesima a rischio per oltre 600 mila lavoratori”

Il settore più a rischio sarebbe quello delle costruzione, meglio invece nel settore industriale, in quello del commercio e in quello dei servizi

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Natale amaro per i lavoratori lombardi. Uno studio della Camera di commercio di Monza e Brianza intitolato “Le imprese lombarde e le aspettive per il 2014” ha rivelato che oltre 600 mila dipendenti sono a rischio tredicesima. C’è chi potrà pagare solo lo stipendio di dicembre (8,6%), chi né la mensilità né il bonus di fine anno e il 14,4% che chiude il 2013 con arretrati da pagare, compreso dicembre e la tredicesima. E in base a quello che emerge dall’analisi, la Provincia che sta registrando maggiori sofferenza è proprio quella brianzola, seguita a ruota da Bergamo e Brescia e da Como e Varese.

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Carlo Edoardo Valli

“Occorre mettere le imprese nelle condizioni di sostenere la ripresa perché le aziende devono fare i conti con un livello di tassazione e con una burocrazia non più sopportabile – ha dichiarato Carlo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza –. È necessario abbassare il più possibile il cuneo fiscale per incrementare il reddito disponibile delle famiglie, per creare nuovi posti di lavoro e quindi far ripartire il mercato interno”. Il settore che sta patendo maggiormente la situazione di crisi è quello delle costruzioni, dove un’impresa su due potrebbe non pagare il bonus di fine anno e anche con il normale stipendio.

Va un poco meglio nel settore dell’industria (il 75,5% prevede pagamenti regolari), del commercio (68,3%) e dei servizi (67,5%). Per tentare di risolvere i problemi e uscire dalla difficile congiuntura economica, le propoeste arrivate dal mondo imprenditotriale per il 2014 vedono al primo posto la riduzione dell’Iva (la chiede il 36,5% degli imprenditori, in particolare il 43,3% nel settore costruzioni) per far ripartire i consumi, in secondo luogo abolire l’Imu sugli immobili di impresa (18,4%) e detassare le tredicesime (16,5%).

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