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Umilia e diffonde nel web il video hard della fidanzatina: condannato a pagare € 100mila

Umilia e diffonde nel web il video hard della fidanzatina: condannato a pagare € 100mila

16 Novembre 2013

Innamorata, illusa, diffamata, umiliata e perseguitata. In queste cinque parole si riassume la vicenda di “Viola”, la 14enne monzese vittima della diffusione di un video piccante che aveva realizzato su richiesta del suo fidanzatino di 18 anni, nel 2012. Condannato a due anni ed otto mesi per aver indotto la minore a filmarsi ed aver diffuso le immagini su internet, il quasi ventenne non ha chiesto scusa e si è presentato in aula con un assegno da 1300 euro come “da tabella per sinistro stradale” (parole dell’avvocato della vittima).

«Siamo fieri di nostra figlia, vittima di un abuso terribile e poi linciata sulla pubblica piazza – dichiara il padre della 14enne – mia figlia è finita al centro di una persecuzione che prosegue ancora oggi, senza sosta. Inspiegabile». Era il marzo 2012 quando Viola iniziò a frequentare un ragazzo più grande di lei, maggiorenne da qualche mese e visto con gli occhi dell’innocenza il “bello e impossibile”. Invece quel ragazzotto dall’apparenza più matura si interessò proprio a lei, dalla voce d’usignolo, dal carattere forte ma allo stesso tempo non contaminato dall’esperienza adulta che insegna a vedere il pericolo. Viola, il cuore alle prime armi e la voglia di crescere, è felice. Quando però A.P. le domanda un video delle sue parti intime condito da ammiccamenti vari (quasi volesse uno spot pubblicitario ad personam per essere sicuro di aver scelto la ragazza “giusta”), lei tentenna. Telefona ad chi considera persona amica, coetaneo, e gli domanda se accettare la “prova d’amore” o meno. Dall’altro capo del filo del telefono un’altra voce immatura ma consapevole di far parte di un piano articolato, la convince ad accettare “perché a quelli più grandi non piacciono le …di legno, ne possono avere quante ne vogliono” (recita un sms estratto dal cellulare della vittima). Viola decide di accettare la posta in gioco, pensando però che le immagini sarebbero rimaste solo tra lei e A.P. Così non è stato. Con la complicità anche di un terzo ragazzo minorenne (ora indagato per la sola diffusione del materiale), il video della 14enne è diventato virale. Social Network, programmi di messaggistica, le immagini sono arrivate in tutta Italia. Il volto e l’intimità della ragazzina sono stati messi alla mercé di una generazione morbosa e talvolta cattiva, che ha reagito aggredendo la vittima e non il carnefice «Ci hanno devastato. E’ stato come tornare indietro nel tempo, una caccia alle streghe – spiega la madre di Viola – nostra figlia ci ha raccontato tutto il giorno stesso, appena le immagini hanno iniziato a girare. Ha consegnato il telefono a suo padre e siamo subito corsi a presentare denuncia. Abbiamo camminato a testa alta sempre. Siamo fieri di nostra figlia. Vogliamo che sappia di essere stata lei la vittima». A.P. è stato condannato il 5 novembre scorso a 2 anni ed otto mesi «Il ragazzo si è presentato in aula offrendo un risarcimento di 1300 euro – dichiara l’avvocato Roberta Succi, legale della famiglia della vittima – ha rilevato la cifra dalla tabella per sinistri stradali, credo. Un insulto. Non ha mai chiesto scusa». Nonostante siano state riconosciute responsabilità gravi ai tre giovani autori del raggiro prima e della diffusione del video poi, l’incubo di Viola non sembra finire «Continuano ad imbrattarci il muro di casa – conclude il padre della giovane – tempo fa lei mise on-line una cover cantata da lei. E’ brava, l’hanno vista a migliaia. Qualcuno ha scaricato la canzone, rifatto il video con immagini di questa squallida vicenda e l’ha ricaricato. Andiamo tutti da un consulente, che ringrazio pubblicamente. Siamo forti». Il Tribunale di Milano ha condannato Pitignolo a 100.000 euro di provvisionale alla famiglia di Viola. Risuona forte il vuoto delle scuse. Risuona forte la mancanza di educazione al rispetto della donna e del suo diritto di essere padrona del suo corpo, in un 2013 “moderno” dove basta un dito per diffamare e rovinare una vita.

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Commenti

  1. non gli guasterebbe nemmeno una sana scarica di calci nel c**o, così un’altra volta impara…

  2. riccardo dice:

    Quale campana? Quella di uno che manda in giro il video senza autorizzazione? Siamo uno paese retrogrado come ai tempi della guerra…Sempre e solo le ragazzine sapete giudicare. A me piacerebbe incontrare faccia a faccia il signor papà di quel decerebrato che ha umiliato lei. Ne avrei di cose da dirgli. nemmeno la decenza di dire “mio figlio è uno stronzo, mi dispiace”.

    • beh anche essere orgogliosi di una figlia che, a 14 anni, manda in giro le sue foto…Che valori profondi hanno insegnato a questa bambina…

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