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Tumore delle ovaie, il killer silenzioso. Al Cam un convegno per discuterne

Tumore delle ovaie, il killer silenzioso. Al Cam un convegno per discuterne

21 Novembre 2013

Un killer subdolo. È il tumore delle ovaie, una diagnosi che otto volte su dieci giunge quando la malattia è ormai in fase avanzata, con importanti ripercussioni sulla sopravvivenza delle pazienti. Il prossimo 27 novembre, presso l’auditorium Cam Monza, in viale Elvezia, alle ore 19.45, si terrà il convegno dal titolo “Un killer subdolo: il tumore dell’ovaio. Dalla epidemiologia alla realtà territoriale”. Nel corso della serata aperta al pubblico, verranno descritti i principali fattori di rischio e prevenzione nonché l’approccio terapeutico chirurgico ed oncologico-medico. Inoltre verranno presentati i primi risultati di un’importante indagine svolta su oltre 6.000 donne in Italia, che hanno compilato un questionario sulle loro conoscenze, sulle loro abitudini, sui loro comportamenti, nell’ambito del Progetto Warning Ovaio.

«Perché “killer” subdolo? – spiega la nota stampa diramata dal Cam Monza – Perché la diagnosi è troppo spesso tardiva, sia per la sintomatologia silenziosa, con segni spesso (troppo spesso) confusi con quelli di banali patologie intestinali, sia per la minore sensibilità della donna a superare e a riconoscere segni provenienti da una sfera del proprio corpo che ancora imbarazza. E allora cosa fare? Una risposta viene dal Progetto “Warning Ovaio” che nasce dalla collaborazione volontaristica fra Medici di Base, Ginecologi, Oncologi, Epidemiologi, che, insieme ad una Fondazione di Ricerca e Formazione (Ars Educandi), al nostro Centro Polidiagnostico ed ad una grande Azienda – una family company quale IKEA Italia, vogliono promuovere informazione, programma di prevenzione, di sensibilizzazione e comunicazione fra Medici e la popolazione femminile italiana».

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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