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Stop alla violenza sulle donne. Monza aderisce e si tinge di rosso

Stop alla violenza sulle donne. Monza aderisce e si tinge di rosso

25 Novembre 2013

Un lenzuolo rosso per dire basta alla violenza contro le donne. Questo il simbolo della campagna nazionale contro la violenza sulle donne che ha preso avvio oggi 25 novembre e a cui ha aderito anche il comune di Monza. Un lungo drappo che il primo cittadino monzese Roberto Scanagatti insieme al suo vice Cherubina Bertola ha fatto calare dal balcone della sala Giunta del palazzo di piazza Trento e Trieste e da altri 24 edifici comunali a simboleggiare la richiesta di fermare urgentemente la violenza che continuano a subire le donne maltrattate.

I DATI. «Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti – ha commentato il vicesindaco Cherubina Bertola – Si tratta  una vera e propria emergenza nazionale, con 86 donne già uccise dall’inizio dell’anno.  Sul territorio regionale esiste una rete di 15 centri antiviolenza che ha accolto nel 2012 2780 donne. Sul territorio è invece presente il C.A.DO.M (centro aiuto donne maltrattate): “un’associazione di donne che opera nella provincia di Monza e Brianza dal 1994 allo scopo di prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne sia in ambito familiare che sociale».

Il progetto associativo si fonda sulla convinzione che la donna vittima di maltrattamenti abbia comunque dentro di sè la capacità di progettare il futuro e le risorse per uscire dalla violenza, riappropriandosi della propria identità e riprendendo in mano la propria vita. Questo percorso è lungo e difficile: affrontato insieme ad altre donne può diventare più facile. «Nel 2012 C.A.DO.M. ha accolto 243 donne contro le 173 del 2011 (un incremento del 40%) di cui 70 provenienti da Monza, 26 stranieri. – ha spiegato la fondatrice Franca Cavalazzi – Il numero dei figli coinvolti è di 354. Nel 2013 fino ad oggi C.A.DO.M. ha accolto 267 donne: in dieci mesi abbiamo già ricevuto 270 telefonate, cifra che deve far riflettere se si pensa che in tuttol il 2012 le chiamate sono state 247».

Cherubina Bertola

Cherubina Bertola

La violenza non solo colpisce le donne ma anche chi assiste: i bambini coinvolti inaffti hanno problemi nello sviluppo e sono dei potenziali carnefici. «È quasi sempre tra le mura domestiche, nel rapporto con il marito o il convivente o l’ex, e avviene sempre più spesso davanti ai figli. – continua Bertola – La violenza sulle donne è un fenomeno che in Italia non diminusce e si connota sempre più con la violenza fisica: a testimoniarlo, le 124 donne uccise nel 2012». La violenza fisica aumenta dal 18% al 22%: ma questa non è mai sola perchè la violenza psicologica, le minacce e la violenza economica sono altri componenti ad essa connessi. Spesso la preoccupazione di non poter sostenere economicamente i figli diventa la catena che costringe la donna a rimanere nella violenza e, solo quando sono i figli stessi ad interporsi tra la madre e il violento nel tentativo di difenderla, la donna trova la motivazione e il coraggio di rischiare e fuggire . Il dato forse più impressionante che emerge dal campione di 1562 donne che si sono rivolte a Telefono Rosa nel corso del 2012, però, è quello dell’82% che dichiara di avere figli che assistono alle violenze, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Si chiama violenza assistita ed è un fenomeno ampiamente sottovalutato: senza un adeguato aiuto, i minori possono avviarsi alla vita adulta con un bagaglio di problematiche comportamentali e psicologiche fino allo sviluppo di disturbi dissociativi e di personalità.

A Monza inoltre è presente il progetto Artemide: che vede appunto nel capoluogo brianzolo il comune capofila. «Il progetto ha realizzato azioni finalizzate a costituire tra tutti gli enti pubblici e del privato sociale che si occupano del fenomeno “violenza di genere in ambito familiare” un protocollo di intesa che stabilisce modalità e procedure con cui la donna oggetto di violenza potrà trovare interlocutori affidabili e distribuiti nel territorio. garantisce, da parte di tutti gli operatori del settore, un approccio al problema condiviso ed omogeneo. favorisce l’emersione del fenomeno attraverso l’offera dei servizi utilizzabili su tutto il territorio indipendentemente dalla residenza della vittimastessa» ha concluso il vice sindaco.

Artemide oltre a sensibilizzare tutti i soggetti offre agli operatori, privati e pubblici, strumenti e competenze per riconoscere il fenomeno, modelli e processi condividìsi per contrastarlo e per rispondere trasversalmente ai bisogni specifici delle diverse tipologie di violenza. Alle vittime poi da il supporto necessario secondo modelli rispondenti al bisogno individuale.

Il Comune di Monza  in occasione di questa giornata aderendo alla campagna nazionale, organizza varie  iniziative e presenta i servizi relativi al tema della violenza presenti sul territorio.

PROGRAMMA
Fino al 2 dicembre

La rete di Artemide
Una rete di stoffa  da apporre sul Palazzo dell’Arengario come simbolo della rete dei soggetti del Progetto Artemide che collaborano sul fenomeno del contrasto alla violenza sulle donne.

dal 18 novembre al 2 dicembre 2013 – spazio espositivo Biblioteca San Gerardo via Lecco, 12
Mostra “La donna nell’immaginario dei giovani”
Esposizione di disegni e fotografie realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Preziosissimo Sangue e dall’ISA promosso dall’Associazione C.A.DO.M. – Centro Aiuto Donne Maltrattate in collaborazione con Comune di Monza. Premiazione dei lavori migliori lunedì 2 dicembre ore 11.

25 novembre alle ore 14.00 alle ore 17.00 Centro Civico via D’Annunzio- via D’Annunzio, 35
Convegno “L’ho uccisa perché l’amavo-Falso”
Un incontro per riflette sul fenomeno delle violenze ad opera di fidanzati, mariti, compagni e padri nei confronti delle donne. A cura del Coordinamento donne  Fnp-cisl, Spi-cgil, Uilp-uil

27 novembre ore 10.00 Teatro Binario 7, Spettacolo teatrale VIOLEperENZA
Sette storie di donne, sette storie di violenza. Rivolto agli studenti delle scuole medie superiori di Monza e Brianza promosso da Zeroconfini Onlus

30 novembre ore 9, all’Istituto “Leone Dehon”, in via Appiani 1, Seminario “Non solo racconti. Le donne violate: dialogo e sostegno”. A cura dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza. Un incontro per informare e sensibilizzare sul fenomeno sociale del femminicidio e della  violenza domestica.

 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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