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Punt di ass, il ponte che collega il centro storico di Monza al degrado

Punt di ass, il ponte che collega il centro storico di Monza al degrado

5 Novembre 2013

C’è il Ponte dei Leoni, il ponte di San Gerardino e anche il ponte della Mariota. Non tutti però sanno che c’è anche il “punt di ass”. O  meglio, l’amministrazione comunale pare essersene completamente dimenticata visto le condizioni in cui si trova: graffiti, assi rotti, blocchi di cemento divelti e sporcizia. Il ponte mette in collegamento spalto Maddalena a spalto Piodo, a sud del ponte dei Leoni. Basta fare due passi in zona per osservare il solito mix di degrado e incuria che nel giro di qualche anno ha trasformato quello che potrebbe essere uno degli angoli più caratteristici di Monza in uno dei punti peggio tenuti. E guarda caso si trova a pochi metri da piazza Cambiaghi, un’altra zona che nonostante alcuni interventi di sistemazione rimane una delle zone peggio messe, soprattutto se si considera che si tratta di centro storico.

Il punt di ass, uno ponte fatto di assi di legno, appartiene alla tradizione monzese. In passato è stato uno dei passaggi più frequentati fra le due sponde di Monza. Poi, venne eliminato, superato dal progresso economico, da ponti più larghi e funzionali al passaggio di auto e moto. Una decina di anni fa, tuttavia, venne ricostruito mantenendo inalterato il dettaglio degli assi di legno (ovviamente il ponte è stato costruito con materiali più solidi e moderni di quelli usati in passato). Le foto però testimoniano un degrado oramai arrivato a uno stadio avanzato. Al di là dei graffiti, balzano agli occhi la sporcizia dei sedili di cemento armato, alcuni blocchi completamente divelti dal terreno, i corrimano spaccati e alcuni assi di legno del ponte spaccati o mezzi marciti.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Quante balle. I responsabili di questo degrado hanno nomi e cognomi, sono un gruppo di teppistelli adolescenti che bighellonano lì tutti i giorni, chiunque li può vedere passando di lì, figuriamoci le forze dell’ordine. E’ da anni che stanno lì, le facce sono sempre quelle, quindi possono beccarli, identificarli e sanzionarli quando vogliono, SE vogliono.

    • Diego Della Valle dice:

      Massimo ha pienamente ragione!!!!!

    • Andrea Brambilla dice:

      Vero, oltretutto la scorsa primavera un gruppo di volontari ha ripulito (riverniciandole) le parti di muratura, ma è solo un palliativo se poi alla fine non viene contestato niente a nessuno…

  2. Io mi domando e chiedo per quale motivo sia tanto difficile prendere quelli che rovinano i beni pubblici e privati e dare loro una bella lezione (ad esempio fare loro ripagare tutto). Sono anni che ogni singola cosa che viene fatta a livello di arredo urbano e di opere pubbliche deve essere costantemente rovinata da questi tizi. Si annoiano, poverini? Hanno il disagio giovanile, poverini ? Se si trovassero a dover lavorare gratis per qualche mese per ripagare i danni fatti, vedete che non si annoierebbero più. Avete voglia di sfasciare ? sfasciate casa vostra !!!!

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