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Nasce il “Comitato Mirabellino”. Appello ai Ministeri per fermare la vendita

Nasce il “Comitato Mirabellino”. Appello ai Ministeri per fermare la vendita

13 Novembre 2013

Sono diciotto associazioni a formare il “Comitato Mirabellino”, costituitosi formalmente martedì 12 novembre nel corso della conferenza stampa con cui il neonato comitato chiede la salvaguardia di Villa Mirabellino, residenza nobiliare della seconda metà del XVIII secolo all’interno del Parco di Monza e di proprietà del Demanio, recentemente posta tra i beni statali da vendere.

«Si tratta di una struttura di straordinaria importanza storica e architettonica, – hanno dichiarato in coro i portavoce delle associazioni – ed è una sciocchezza che venga considerata come una qualsiasi villa da vendere. Non contestiamo l’intervento dei privati ma l’uso privatistico del bene, che dovrebbe restare pubblico. Intendiamo avviare un colloquio e un confronto con le istituzioni locali e nazionali e chiediamo attraverso un appello indirizzato ai Ministri dell’Economia e Finanze e per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo di non alienare Villa Mirabellino ma di trovare una diversa soluzione, come il progetto, poi naufragato, della Direzione del Museo di Storia Naturale di Milano, che prevedeva di installarvi una sede distaccata della Sezione di Botanica del museo stesso e uno spazio espositivo della preziosa Siloteca Cormio che conserva i libretti voluti dall’Arciduca Ranieri d’Austria con l’obiettivo di creare un nuovo tipo di erbario».

Oggi, all’orizzonte, si profila un destino diverso. Nel “Portafoglio Immobili” lombardi dello Stato, dove appare la scheda di vendita di Villa Mirabellino, la conformità urbanistica recita: “tra le destinazioni d’uso ammesse sono indicate quelle turistiche-ricettive, coerenti con il progetto”. Una conformità che farebbe il paio con l’allora progetto “Salva Italia”, dove Consorzio Parco e Villa e Demanio profilavano per Villa Mirabellino un destino da albergo di lusso, prima della messa in vendita del bene.

L’appello, lanciato da Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza onlus, Associazione Internazionale di Belle Arti Monza e Brianza, Associazione Mazziniana Italiana onlus sezione di Monza e Brianza, Associazione Mnemosyne, Centro Culturale Ricerca, Centro documentazione Residenze Reali Lombarde, Collegio di Monza degli Architetti e Ingegneri, Comitato Basta Cemento, Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, Comitato La Villa Reale è anche mia, Comitato per il Parco A. Cederna, Italia Nostra sezione di Monza, Legambiente circolo Alex Langer Monza, Museo Etnologico Monza e Brianza, Novaluna Monza, Università Popolare di Monza, Fai Monza e Pro Monza, a cui si può aderire online, chiede «di evitare nel modo più assoluto la vendita di questo bene a privati, onde garantire finalità e usi compatibili con la storia e il contesto naturalistico del bene stesso e dare un segnale forte nella direzione di un utilizzo più coerente con gli originali valori culturali e monumentali di un patrimonio unico come la Villa Reale, i Giardini e il Parco di Monza».

 

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. ma basta!! dice:

    ma si meglio non vendere e tenere un rudere…l’italia va male perchè per ogni cosa c’è chi dice no, crea comitati, fa ricorsi,etc etc..a questi s comitati che tanto hanno a cuore il parco, dico di farsi sentire per le piante pericolanti, il laghetto dei sospiri che è uno stagno schifoso, per le robinie infestanti..non per la vendita con annessa ristrutturazione di una villa abbandonata che cade a pezzi.

    • Sono d’accordo.

    • pure io sono d’accordo.

    • bianca montrasio dice:

      evidentemente non sa di cosa sta parlando: vada a vedere quanto i comitati hanno fatto per aiutare a curare le piante, cercare di salvare le ville e le cascine del Parco, etc. e poi un po’ di rispetto per quello che definisce un rudere e che è invece un monumento: se è così degradato è colpa di quelli che preferiscono disinteressarsene.

      • ma basta!! dice:

        non ho detto che fa schifo! Ho detto che è un rudere e lei conferma quel che dico definendolo “degradato”.meglio tenerlo come adesso ,che cade a pezzi, o restaurarlo? Circa il lavoro dei comitati, io so solo che il laghetto dei sospiri son 30 anni che è così..le piante pericolanti ci sono( prova ne sono i recenti crolli degli ultimi mesi)il laghetto della villa con acqua putrida e ferma? il tempietto pieno di graffiti? le panchine distrutte o sommerse dai rovi? Il parco lo si ama 365 giorni l’anno, non solo quando c’è il GP o quando c’è la visibilità sui giornali.. Marco

  2. L’importante è venderla bene e non svenderla. Io da sempre ricordo quella villa ridotta malissimo. Se conservare i beni sotto il demanio significa lasciarli cadere a pezzi, ben venga che vengano ceduti a chi li sa valorizzare. Inutile dire: “Si tratta di una struttura di straordinaria importanza storica e architettonica ed è una sciocchezza che venga considerata come una qualsiasi villa da vendere”… Il concetto di per sè non fa una piega, ma ci si rende conto del valore architettonico eccetera eccetera solo adesso ? Per anni è stata lasciata li’ a marcire e, se nulla cambia, per altrettanti anni verrà lasciata li’ a marcire.

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