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Lissone, dove ci si perde tra le “Padanie”. Ne resterà soltanto una?

Lissone, dove ci si perde tra le “Padanie”. Ne resterà soltanto una?

27 Novembre 2013

Gli anni – parecchi – di amministrazione leghista in quel della città del mobile hanno lasciato in eredità, tra le altre cose, un certo surplus di Padanie e un po’ di confusione odonomastica ai lissonesi, specialmente ai postini. Tra via Padania, viale Padania e piazzale Padania, il trittico di strade a denominazione Carroccio, che si rincorrono tra loro in poche centinaia di metri, la Giunta di centrosinistra – per adesso attraverso un’informativa, non ancora deliberata – avrebbe deciso di “salvare” solo il piazzale, che coinvolge oltre 50 residenti. Cambierebbero nome via e viale. Quest’ultimo sede del Museo d’Arte Contemporanea.

«La procedura è attivata – conferma l’assessore di riferimento, Roberto Beretta – oltre a togliere l’impronta partitica che i precedenti amministratori hanno voluto imporre alla città, anche la legge prevede che non ci possano essere ripetizioni, per evitare confusioni. La comunicazione è stata inviata agli indirizzi interessati, che sono soltanto poche realtà commerciali e che hanno tempo 30 giorni per eventuali ricorsi. Dopodiché la delibera della Giunta sarà mandata in prefettura, dove passerà al vaglio della commissione storica e del prefetto».

Il lotto di nomi nuovi per viale Padania, «solo abbozzi», specifica Beretta, comprende Carlo Emilio Gadda, per la citazione lissonese all’interno del suo romanzo L’Adalgisa e, come proposto dal consigliere Cesare Fossati, Elisa Ancona, unica ebrea deportata da Lissone ad Auschwitz, quando aveva già più di 80 anni, «l’idea è di dedicare a lei il viale che presumibilmente è l’ultimo percorso prima di prendere il treno per il campo di sterminio».

«Non è nemmeno tramontata – conclude Beretta – l’ipotesi di cambiare nome a piazza Craxi, abbiamo già tentato, ci riproveremo. Come detto ai tempi dell’inaugurazione vorremmo fosse scelto il socialista giusto per quella piazza, Sandro Pertini».

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. propongo viale unione sovietica! compagni!!

    • Oppure viale della resistenza e liberazione!

      • via santissimi stalin e pol pot …

        • Non fare lo spiritoso si è capito benissimo da che parte stai.

          • orgoglioso di non essere mai stato di sinistra. è un reato?? in italia parrebbe di si ultimamente ….

          • Non è un reato, lei è libero di stare con chi vuole ma almeno eviti cercare di far ridere perché il risultato è opposto!!!

        • hasta la victoria dice:

          io gli eventuali quattrini da spendere li chiederei ai famosi leghidioti che oltre a mentire clamorosamente alla gente , essere asserviti ad un unico padrone e non aver combinato un beato c…o hanno pensato bene di crear solo danni e confusione nel territorio che tanto hanno blaterato di salvaguardare.Ma basta!!

  2. ForzaMonza dice:

    premesso che a me di piazza padania interessa zero (se non altro abitando non a Lissone) vorrei chiedere ai kompagni sindako e assessori se per caso non ci siano problemi più importanti e modi migliori di spendere i soldi dei contribuenti che questo.

    • Un bel corso di italiano no eh?

      • ForzaMonza dice:

        perché, dove sono gli errori?’ se si riferisce alle “k” sono ironiche, lo capirebbe pure un pirla! forse non sa che a Lissone sindaco e assessori sono sovietici .. (ancora ironia, nota bene)

        • E’ la sintassi che non conosce, non basta mettere assieme delle parole a casaccio per formare una frase. E poi è così ironico che non fa neanche ridere.

  3. Francesco dice:

    Ben tre padanie nei nomi delle vie di Lissone e neanche una padania nella realtà 🙂
    Comunque vorrei sapere quanto è costato il sole delle alpi all’esterno del museo e quanto è costato, in termini di danni d’immagine, la scelta di dedicare una piazza a Craxi.

    • se gli altri hanno buttato soldi non significa dove rifare la stessa cosa. è una strada, che si chiami in un modo o nell’altro, ormai è cosi’, lasciatela cosi’! mica è piazza hitler!!

      • Francesco dice:

        Infatti hanno deciso di eliminare il problema dei nomi identici modificando i due indirizzi con meno numeri civici. Se fosse stata solo un’azione politica avrebbero eliminato tutte e tre le padanie. Poi sindaco ed assessori non mi sembrano certo dei pericolosi estremisti che vogliono imporre denominazioni di stampo sovietico…
        Comunque non ti nascondo che il mio desiderio sarebbe quello di eliminare tutte le padanie, il sole delle alpi ma soprattutto piazza Craxi. Sarebbero soldi spesi bene per risollevare il nome di Lissone.

  4. Certo che bisogna essere dei veri geni per dare lo stesso nome contemporaneamente ad una via, una piazza e ad un viale… ma non un nome simile, proprio lo stesso. Va bene essere obnubilati dal fanatismo (pseudo)politico… ma pensare al disagio di chi si deve orientare, no ? Già Lissone è talmente piatta e monotona e priva di punti di riferimento che occorre davvero il navigatore GPS per orientarsi, se poi ci si mette anche lo “scienziato” di turno, siamo fritti…

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