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La monaca di Monza: ecco il suo convento e altri luoghi del Manzoni

La monaca di Monza: ecco il suo convento e altri luoghi del Manzoni

8 Novembre 2013

Passeggiando per Monza è facile imbattersi in alcuni luoghi manzioniani. Primo tra tutti la chiesa oggi dedicata a San Maurizio, in passato consacrata a Santa Margherita, nella piazzetta omonima, che si raggiunge imboccando via Carlo Porta, piccola traversa di via Vittorio Emanuele.

L’edificio sorge sul luogo del precedente monastero di Santa Margherita, fondato dagli Umiliati e occupato dalle monache dell’ordine: proprio all’interno di quelle mura si consumò la relazione tra Suor Virginia, la Monaca di Monza, e Gian Paolo Osio. La Monaca di Monza: un nome che evoca episodi torbidi, realmente accaduti, resi immortali dalla penna del Manzoni che, nei Promessi Sposi, ha dedicato diversi capitoli alla vicenda, romanzandola. Ma cosa accadde in realtà? Marianna de Leyva y Marino nacque a Milano nel 1575. Figlia del conte di Monza  Martino de Leyva y de la Cueva-Cabrera, a sedici anni fu indotta dai famigliari a diventare suora:  entrò così nel convento monzese di Santa Margherita assumendo il nome di Suor Virginia. A dare scandalo fu la relazione che la religiosa intrattenne per oltre dieci anni con il conte Gian Paolo Osio, dalla quale nacquero due figli. Il nobile uccise tre persone per nascondere la tresca, ma fu scoperto, condannato a morte in contumacia e poi assassinato. L’arcivescovo Federico Borromeo, messo al corrente della vicenda, ordinò un processo canonico nei confronti di Suor Virginia: al termine del procedimento la religiosa fu condannata a essere murata viva per 13 anni al Ritiro di Santa Valeria, a Milano, nei pressi della Basilica di Sant’Ambrogio. Sopravvissuta alla pena, rimase a Santa Valeria fino alla morte. Il Manzoni nelle sue pagine si ispirò al celebre scandalo, modificando però alcuni particolari, come la composizione della famiglia di Marianna e alcuni particolari biografici, la cronologia, e il nome stesso degli amanti che divennero Suor Gertrude ed Egidio.
Diversi altri i luoghi manzoniani che possono essere facilmente raggiunti con una bella passeggiata. Sempre nel centro di Monza  troviamo via della Signora, che sbocca in via Azzone Visconti; via De Lyeva, nei pressi di via Lecco e, allontanandoci un po’, addirittura l’ex convento dei Cappuccini di via Marsala dove, secondo il Manzoni, Renzo e Lucia sostarono nella loro fuga da Lecco.

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Federica Fenaroli
Cultura, cucina e animali sono il mio pane quotidiano - beh, gli animali solo in senso metaforico, sono vegetariana da una vita. Quando non scrivo leggo tutto quello che mi capita tra le mani, sforno dolci (al cioccolato) o curo le mie rose (rosse). Scrivo per MB News dal 2012.


Commenti

  1. Andrea Ferella dice:

    Articolo molto interessante e scritto con sintesi e per nulla pesante. Abbiamo bisogno di queste cose, soprattutto nella nostra città, poichè Monza, davvero, può diventare un polo turistico attrattivo. Ne è la riprova la discreta presenza di turisti all’ultimo ponte del 1 novembre. Avanti così dunque.

    • MassimoC dice:

      A fianco della chiesa di s. Maurizio, muro contro muro, si staglia un condominio realizzato negli anni 60. Nel convento dei cappuccini di via Marsala è tutt’ora in atto una speculazione immobiliare, che a lavori ultimanti non lascerà nemmeno un sassolino a ricordo del precedente edificio.
      Cosa vuoi attrarre turismo in una città da sempre e tutt’ora in mano ai palazzinari senza scrupoli, in concussione coi politici locali?

    • per i turisti non ci son alberghi e quelli che ci sono costano una fucilata…vedi royal falcone e de la ville..comunque via della signora è un pisciatoio, non certo un “luogo manzoniano…”

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