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Giornata mondiale dell'infanzia, un ricordo per le piccole vittime di abusi

Giornata mondiale dell’infanzia, un ricordo per le piccole vittime di abusi

20 Novembre 2013

Istruzione, cibo, ma soprattutto tanto amore, è ciò che la nostra società dovrebbe fornire ai bambini. Purtroppo ogni anno facciamo i conti con le piccole vittime della crudeltà o della mancanza degli adulti. Oggi, giornata mondiale del bambino, vogliamo ricordare le piccole voci mute della Brianza, finite inconsapevolmente sulle pagine dei nostri giornali perché vittime di violenza, senza poter dire la loro.

“L’umanità deve all’infanzia il meglio di ciò che ha da offrire”. Sono le parole pronunciate, il 20 novembre 1989, dall’allora Segretario Generale Kofi A. Annan all’Assemblea delle Nazioni Unite, nel giorno dell’approvazione della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. Un primo, piccolo passo. Nacque così la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia cui aderiscono oggi 193 i paesi al mondo, tra i quali, dal 27 maggio 1991, anche l’Italia. Eppure, nonostante la società sia progredita ed ambisca sulla carta ad un miglior approccio all’infanzia, le cose brutte non smettono di accadere. I ricordi delle brutte esperienze lasciate a bambini sottoposti a violenze, non si cancellano con un documento.

Ricordiamo per questo “Elena”(nome di fantasia), che a soli tre anni fu vittima delle sevizie dello zio. Sua madre, cognata dell’”orco”, si accorse della cosa perché la piccola improvvisamente smise di dormire serena. Piangeva nel sonno, aveva una sorta di allucinazione. Le indagini portarono in galera a Monza il 33enne maniaco, ma chi può dire se “Elena” abbia mai dormito più bene, da allora.

Era l’anno 2000. Sei anni più tardi una madre coraggiosa scoprì sua figlia, di soli 5 anni, vittima delle violenze del nonno. Una battaglia familiare e legale durissima. I segni di ciò, la famiglia brianzola, li porta ancora indosso. Nel 2009 un pensionato di 62 anni fu arrestato, a Seregno, con l’accusa di aver seviziato e violentato suo nipote da quando aveva 7 anni. La vittima ha subito soprusi per 18 anni. Saprà amare? A tredici anni molte ragazzine sembrano ormai adulte, in realtà è così solo per chi sceglie di guardarle solo con gli occhi. Deve aver fatto proprio così lo zio acquisito di una monzese che, fingendo di volerla aiutare a liberarsi da un “pedofilo in rete” (che poi era probabilmente sempre lui sotto mentite spoglie) si era fatto inviare fotografie della ragazzina e poi di aver abusato di lei qualche settimana più tardi, nel 2011.

Meno di due mesi fa, un padre è stato arrestato perché colto sul fatto a percuotere il suo bambino di 3 mesi in ospedale, a Monza. Un caso che ha strappato il cuore a chi lo ha seguito, che non si spiega con nessuna “motivazione medica”. O meglio, si potrà spiegare, ma non comprendere. E non sono citati tutti quei bambini che, quotidianamente, sono vittima di una violenza silenziosa. Quella del vivere i contrasti psicologicamente e fisicamente violenti tra i propri genitori. Quelli che per mancanza di soldi o per credo religiosi, sono tenuti lontano dalle scuole, dalla possibilità di istruirsi e scegliere come vivere la propria vita.

 

 

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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