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Chiudere il Parco alle auto? Non ora: priorità sistemare le vie di accesso ciclopedonali

Chiudere il Parco alle auto? Non ora: priorità sistemare le vie di accesso ciclopedonali

6 Novembre 2013

Cari Monzainbici, Comitato Parco, WWF, Italia Nostra, Legambiente e Creda, la vostra richiesta di chiusura di Viale Cavriga è fuori luogo e fuori tempo. Ecco, però, quello che con forza bisogna richiedere e ve lo dico da ciclista, da pedone e, perchè no, da runner.

Bisogna migliorare le vie ciclopendonali di accesso al Parco che ad oggi sono una vergogna. Sì, una vergona. E il perchè preferisco dimostralo coi fatti di seguito. Al momento, quindi, la vostra richiesta è fuori luogo, perchè più che vietare il transito delle auto all’interno del Parco di Monza, che è una cosa che scommetto tutti noi non amiamo, e non ci vuole un ambientalista accanito per capire quanto strida il passaggio dei mezzi a motore in una delle pochissime aree verdi rimaste in questa povera Brianza, bisogna migliorare le vie ciclopendonali di accesso al Parco che ad oggi sono una vergogna. Lo ripeto per chi non avesse sentito e mi rivolgo a tutti i sindaci, qualcuno con più colpe, qualcuno con meno, ma tutti si sentano in qualche modo tirati in causa.
La logica che sta dietro a questa richiesta, non inedita, per carità, è sempre la stessa: se incentiviamo l’uso della bicicletta, dall’altra parte avremo meno auto in circolazione.

villasanta - via- della-vittoria-con-auto-mb

Via della Vittoria che collega Arcore e Villasanta al Parco di Monza (zona Porta di San Giorgio)

 Fuori tempo, perchè oggi ci sono troppe automobili in circolazione, ma gli automobilisti non hanno scelta. Chi non eviterebbe code, inquinamento, costi del trasporto in auto se potesse? Viale Cavriga oggi è una soluzione, pesante da mandare giù, secondo me, ma inevitabile per evitare la paralisi della città di Monza e di quelle vicine.

Le ragioni della vergogna –  Se per esempio da Arcore per arrivare al Parco di Monza, già in molti preferiscono caricare biciclette e figli in macchina è perché non c’è una pista ciclopedonale sicura che collega questo paese al parco. A Vedano? Idem con patate. Lungo via Villa la ciclabile è un marciapiede, largo, ma pur sempre un marciapiede. L’accesso principale del Parco di Monza, l’arcinota discesa di via Vedano: per arrivarci non c’è alcuna ciclabile. Le porte di San Giorgio e di Biassono? Probabilmente le più rischiose in assoluto, una, in particolare, a Biassono, in discesa e “a gomito”.

E se per andare dal centro di Monza al parco la sera devo percorre una strada riservata alle biciclette piena di buche, tutta sconnessa, ma soprattutto con una illuminazione scarsissima è ovvio che preferirò sempre andare in auto, preferirò inquinare uno dei pochi polmoni verdi della nostra zona, piuttosto che rischiare la vita. Rischiare la vita, lo scrivo due volte, perché sia chiaro di cosa stiamo parlando.

Allora la richiesta da oggi, deve essere quella di migliorare le vie di accesso al Parco di Monza. Dopo verrà tutto il resto. Anche la chiusura di viale Cavriga ai mezzi motorizzati. Cari Monzainbici, Comitato Parco, WWF, Italia Nostra, Legambiente e Creda volete aiutarmi in questa battaglia, non nuova ma sempre di grande importanza?
Attendo vostre considerazioni il mio numero di telefono e la mia email la conoscete.

Ingresso al parco da San Giorgio

Ingresso al parco da San Giorgio

Parco di Monza - prato-alberi-mb

Una bella immagine del nostro amato Parco di Monza – Foto Matteo Speziali

 

 

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Matteo Riccardo Speziali
Chi sono? Matteo Riccardo Speziali, una vita nel cercare di scoprirlo (chi sono) e nel frattempo il raccontare fatti, il ricercare notizie mi tengono molto occupato. Scrivo da sempre e nel 2008 sono tra i soci fondatori di MB News che dirigo. Quando non scrivo (e non dirigo),mi piace leggere, soprattutto gialli, mi piace cucinare (e mangiare) e mi piace correre. Se avete qualche bella storia da raccontarmi o se volete denunciare un fatto chiamatemi 039361411


Commenti

  1. Diego Della Valle dice:

    Questo è parlare! Questo è buon senso!!! Ma i nostri politici sono troppo occupati a rubare per vedere le vere esigenze delle gente, banalmente dei ciclisti, e gli ambientalisti sono troppo ottenebrati per chiedere cose che in buon conto sarebbero dovute.

  2. Giuseppe dice:

    ciao a tutti,
    concordo che gli accessi ciclopedonali al Parco vanno assolutamente migliorati (meglio dire fatti…) per agevolare piu` gente a entrarci in bicilcetta.

    Aggiungo che, secondo me, sarebbe necessario anche affiancare a viale Cavriga una pista ciclabile protetta, io il parco lo attraverso quasi tutti i
    giorni per andare al lavoro (in bicicletta!) e via Cavriga e` la via
    piu` breve ma anche la piu` pericolosa in quanto condivisa col traffico
    veicolare.
    Le alternative comportano allungare il percorso di quasi 3Km

    Chiudere viale Cavriga oggigiorno creerebbe piu` danni che benefici, tenerlo aperto oltre l’attuale orario non ha senso. Un esperimento di chiusura parziale 10-16 potrebbe pero` valere la pena provarlo.

    Saluti,
    Giuseppe

    • Diego Della Valle dice:

      Concordo!!! Lo spazio c’è e andava fatta da tempo!!!

    • caro Giuseppe, è proprio quello che chiediamo, la chiusura dalle 10.00 alle 17.00 o 16.00, ma almeno proviamoci e abbiamo aggiunto, non per un mese, perchè la sperimentazione deve essere più lunga per i necessari assestamenti. E poi, se chi può lasciare l’auto continua invece ad usarla non libererà mai le strade per chi invece non ne può fare a meno. Ammettiamo, siamo tutti molto comodi e non vogliamo cambiare anche quando si può. MonzainBici porta avanti questa battaglia da anni e avremmo bisogno di essere aiutati per ottenere risultati. Molte richieste sono state avanzate alle amministrazioni che si sono succedute, ma come si vede, i risultati non ci sono perchè non ci ascoltano. Manca la mentalità giusta, la cultura che invece ha attecchito nei paesi nordici, dove le mobilità ciclistica è avanzata. Ricordate quando è stato chiuso il Parco alle auto negli anni ’70? Un coro di polemiche, poi tutto è rientrato e nessuno si sognerebbe di riaprire alle auto. Rimane questo viale Cavriga e siamo come negli anni ’70, polemiche, critiche per poi accorgersi che è un bene per tutti.
      Massimo B.

      • Lorenzo - Vedano dice:

        Ma avete letto quello che vi ha suggerito con buon senso il direttore? O siete talmente ottenbrati dalle vostre idee da non riuscire ad ascoltare … Il viale NON si può chiudere adesso, ma avere delle pste ciclabili decenti è un nostro diritto!!! E voi ancora a rompere con sta storia di chiudere il viale?! E va beh…!!!

        • Lorenzo, l’opinione del direttore è assolutamente rispettabile, ma è un’opinione. Noi pensiamo invece che il viale si può chiudere adesso, oppure alla chiusura delle scuole in primavera e iniziare quando c’è meno traffico.Tanto per cominciare. Da subito chiudere le strade davanti alle scuole nelle ore di entrata ed uscita dalle stesse. Altrimenti quando si potrò fare? per i nostri nipoti?

    • Condivido pienamente l’idea di un percorso ciclabile protetto sul Viale Cavriga.
      E’ assurdo che, proprio nel Parco, circolare in bicicletta sia più pericoloso che altrove !!! Oltretutto ora che diventa buio presto e la strada non è illuminata…..
      adriana

  3. In effetti l’idea di aggiungere una bella ciclabile a fianco di V.le Cavriga è sensata e… fra l’altro neanche troppo difficile, visto che il tracciato base di questo percorso già esiste, ai lati del viale ci sono due strisce di terra battuta che basterebbe semplicemente asfaltare o cementare. L’unico problema che vedo è il ponticello sul Lambro, che è largo quanto la strada, lì la pista ciclabile si deve interrompere. Ma sono pochi metri. Concordo comunque con l’idea di aprire al traffico. Perchè sarebbe bello, si, dire che il Parco é il Parco e deve rimanere tale, ma poi bisogna scontrarsi con la realtà e pensare che se chiudiamo il Cavriga, le auto devono passare o da Via Boccaccio o da Biassono-Peregallo… ma vi fate un’idea di che significa ?

    • MassimoC dice:

      Sul ponte sul Lambro, non è necessario spendere cifre astronomiche per allargare il ponte: basterebbe mettere un paio di passerelle prefabbricate, una per lato, ed ecco realizzato il continuum con la paventata ipotetica ciclabile. Costo: un paio di migliaia di euro, a rigor di logica, chiavi in mano. Basta volerlo fare.

  4. Marco C. dice:

    Confermo: la pista ciclabile di Viale Regina Margherita è molto buia perché ormai gli alberi nascondono completamente l’illuminazione pubblica. Ciò accade anche in altre vie di Monza, pensiamo a via Buonarroti che è buia anche di giorno tanto sono cresciuti gli alberi… Penso che l’illuminazione pubblica vada riprogettata in base alle dimensioni degli alberi. Si vede anche su Google Maps: i pali della luce sono più alti degli alberi in Viale Regina Margherita (che senso ha?), mentre in via Buonarroti sono più bassi degli alberi (gustamente).

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