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Aria di montagna in città: è tempo di Monza Montagna

Aria di montagna in città: è tempo di Monza Montagna

7 Novembre 2013

Monza Montagna torna in città per il nono anno consecutivo, dal 9 novembre al 1° dicembre. Due settimane di incontri, mostre, proiezioni ed eventi all’insegna della cultura, della tradizione e dello sport di montagna.

Era il 2004 quando le associazioni alpinistiche monzesi decidevano di mettere da parte i campanilismi, raggruppandosi per offrire ai cittadini una manifestazione che potesse portare un po’ di aria di montagna a Monza, che pure non è così lontana dalle cime della Grigna e del Resegone. «Volevamo unire i nostri sforzi per fare qualcosa di bello per Monza – ha detto il presidente del Cai di Monza, Carlo Alfredo Pessina. – Abbiamo scelto novembre, un momento dell’anno tradizionalmente un po’ spento, e l’abbiamo ravvivato con un’iniziativa che si è rivelata subito molto apprezzata». Qualche dato sulla partecipazione? «Abbiamo sempre registrato il pienone in tutte le serate».

Basta dare un’occhiata al programma, fittissimo (per il programma completo vi rimandiamo al sito del Cai).

Si parte sabato 9 novembre alle 15 in Piazza Roma a Monza, con la “Montagna in Piazza”: vin brulè e castagne per tutti, musica della banda, esposizione di sculture in legno e, per chi vuole saperne di più, anche i gazebo delle diverse associazioni.

La lista degli appuntamenti che seguono è lunga fino alle 21 di sabato 30 novembre con “La montagna canta”, concerto dei cori Fior di Montagna e Amici della Montagna, insieme al coro alpino Capitano Grandi dell’Università Bicocca, presso la Chiesa delle Grazie Vecchie, in via Montecassino 18.

Eposizioni e musica tradizionale, dunque, ma soprattutto incontri con chi la montagna la conosce davvero. Martedì 11 alle 21, al Teatro binario 7 di via Turati 8, “Avventure al confine del cielo” con Daniele Bernasconi, uno dei più forti alpinisti del panorama italiano attuale. Giovedì 14 alle 21, presso il Circolo Libertà in viale Libertà 33, chiacchierata con l’alpinista ed esploratore Luigino Airoldi. Giovedì 21 alle 21 serata con i protagonisti della spedizione del Cai di Monza alle Torri del Paine in Patagonia nel 1963. È prevista una serata anche Rossana Podestà, che martedì 26 alle 21 ricorda il compagno Walter Bonatti al teatro Binario 7 con la proiezione del film “W di Walter” girato con Paola Nessi.

In coda a Monza Montagna, si terrà anche la 15esima edizione del Corso gratuito di sci di fondo per bambini: quattro domeniche fra dicembre (il 1° e il 15) e gennaio (il 12 e il 19) per imparare a muoversi sulla neve. Iscrizioni presso la sede PELL e OSS via Boito 2 martedì e venerdì dopo le 21,00 (tel 039 384576) o dal maestro Matteo Sironi (335 7696144).

Monza Montagna è organizzata da: Associazione Amici della Montagna, Associazione Nazionale Alpini di Monza,
Associazione Sport e Arrampicata, CAI – sezione di Monza, CAI – sottosezione di S.Fruttuoso, Fior di Montagna – Società Alpina, Giovani Escursionisti Monzesi, Società Alpinisti Monzesi, Società U.O.E.I. Pell e Oss, Penna Azzurra – Società Alpina, in collaborazione con il Comune di Monza e con il patrocinio della Provincia di Monza e Brianza.

by G.S.

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Commenti

  1. Il problema che vedo in queste società sciistiche è che sono vecchie. Non vecchie in quanto “esistenti da tanto tempo”, Sono “vecchie dentro”, gestite con mentalità vecchie, e generalmente hanno un’età media degli iscritti altissima. Le uscite sembrano le gite in torpedone dei pensionati. La cosa più assurda di queste società è che, nonostante si trovino tutte in crisi, mai e poi mai accetterebbero l’idea di fondersi, associarsi… perchè ognuno si trova bene nel proprio orticello…

    • MassimoC dice:

      I membri sono più che altro della terza età per diverse ragioni: anzitutto, perchè i giovani di solito lavorano, nel week end ci sono da fare le pulizie, la spesa e altri impegni magari coi bambini; poi perchè i giovani ormai non hanno più la cultura della montagna, abituati fin da piccoli a posare il culo sul velluto; infine per una questione di tradizione: il Brianzolo è legato alle nostre Prealpi, ma il “foresto” non può ovviamente saperne nulla; e poichè ormai a Monza sono tutti “foresti”….

      • Non sono molto d’accordo. Da sciatore ti posso dire che le piste sono piene di gente giovane, e di qualunque origine geografica tra l’altro. Ho frequentato per un po’ uno sci club, e ti assicuro che era deprimente, facevano una fatica mostruosa persino a mettere insieme un pullman. Ed erano inspiegabilmente riluttanti ad associarsi con altri sci club, come se ognuno volesse tenersi il proprio orticello. Ecco perchè la gente giovane scappa. Non è questione di “foresti” e “non foresti”, è questione che uno fa prima a prendere sci, macchinuccia, navigatore e via !!!

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