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Agrate, St: il sindaco Colombo scrive a Letta. Fiom in campo contro la vendita

Agrate, St: il sindaco Colombo scrive a Letta. Fiom in campo contro la vendita

27 Novembre 2013

La notizia della vendita di una parte delle quote di St da parte dello Stato ai privati ha messo in allarme non solo i lavoratori dell’azienda di Agrate Brianza, ma anche la Fiom che ritiene la svendita un non affare e il sindaco Ezio Colombo, che ha scritto al presidente del consiglio Letta per chiedergli un passo indietro.

12 miliardi. Questi i ricavi previsti dal governo Letta con le vendita di parte delle azioni delle maggiori aziende italiane in mano allo Stato: Eni, Fincantieri, Snam, Trenitalia e St. Anche se per St non è stata data una cifra di riferimento per la vendita delle quote, si è subito alzata molta preoccupazione.

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Angela Mondellini – Fiom Cgil

In prima linea la Fiom che ha scritto una lettera per spiegare come la vendita non farà guadagnare lo Stato, ma in realtà sarà una perdita dal punto di vista economico: “Secondo un recente studio della School of Management del Politecnico di Milano gli investimenti per la realizzazione dell’Agenda Digitale genererebbero, in termini di minori costi e di maggiore efficacia, un valore complessivo di 35 miliardi per lo Stato e per le imprese – afferma Angela Mondellini, Segretario Generale Fiom Cgil Monza e Brianza – A beneficiare dell’operazione sarebbe tutta la filiera dell’ICT, da chi produce e commercializza circuiti integrati e dispositivi discreti, a chi produce sistemi di gestione per reti terrestri, apparati per telecomunicazioni ottiche su fibra, apparati di trasmissione radio a microonde, per finire con chi scava le buche e installa le antenne. Ogni euro d’investimento nel settore ICT, scrivono i ricercatori del Politecnico, genera un incremento sul PIL nazionale pari a 1,45 euro. Senza politiche industriali, che non escludano anche accordi con altri gruppi internazionali, si rischia un processo di dissolvimento di alcuni centri industriali, e la loro rilocalizzazione in aree forti del nord Europa.”.

Preoccupato anche il primo cittadino di Agrate: per la città brianzola, la St ha sempre rappresentato un punto di eccellenza oltre che una grande fonte di occupazione per la città e tutto il circondario. “Ritengo assolutamente non condivisibile questa decisione per diverse ragioni. La prima e’ che Stmicroelectronics risulta essere, tanto nel sito in Lombardia quanto in Sicilia, una realtà aziendale di prim’ordine e di indiscutibile eccellenza. In secondo luogo questa azienda genera nel nostro Paese occupazione diretta e indiretta per 20.000 persone, e anche negli ultimi anni, attraversati da una crisi feroce che ha distrutto le aziende hi-tech, è stata ed è volano di occupazione e sviluppo. Inoltre si deve aggiungere il non trascurabile particolare che Stmicroelectronics distribuisce ogni anno cospicui dividendi che vengono incassati anche dallo Stato”.

 

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


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