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Una strada per non dimenticare il campione di F1 Vittorio Brambilla

Una strada per non dimenticare il campione di F1 Vittorio Brambilla

23 Ottobre 2013

Dedicare una via a Vittorio Brambilla, l’indimenticato campione di Formula Uno, uno dei cinque italiani che possono vantarsi di avere vinto almeno una gara del mondiale nel dopo guerra.

Accadde nel lontano 1975, in Austria, sulla pista dell’Osterreichring trasformata in piscina dalla pioggia battente. Lui, Vittorio Brambilla, monzese doc, che alle spalle aveva già 38 primavere, anziché togliere il piede dall’acceleratore come facevano tutti, spinse a più non posso. Spinse sul rettilineo e in curva, spinse anche quando la pioggia non permetteva di vedere che a pochi metri, spinse senza mai voltarsi indietro e alla fine, dopo avere lasciato alle spalle gente come Lauda e Hunt, tagliò il traguardo a bordo della sua March arancione che si vedeva lontano un chilometro. Fu così tanta la sua gioia, una gioia da ragazzino, che alzò le mani al cielo e la macchina andò a sbattere contro il guard rail. Da notare che su wikipedia dicono che correva in F1 con una macchina “chiaramente sottodimensionata, soprattutto nei freni la March 751 altro non era che una Formula 2 con motore Dfv 3.0 e un serbatoio di maggiore capacità”. Insomma, se avesse avuto qualcosa di meglio sotto le chiappe, forse la storia dell’automobilismo mondiale sarebbe diversa. Adesso, c’è chi a Monza ha deciso di avviare una petizione per raccogliere firme e proporre al sindaco di intitolare una via proprio a lui, ex campione scomparso nel 2001 che i monzesi sembrano avere colpevolmente dimenticato.

Il promotore dell’iniziativa è un vecchio amico, Walter Pozzi, che sulla sua pagina Facebook ha avviato la petizione, pubblicando anche il suo indirizzo e-mail (walterpozzi@alice.it)al quale scrivere per lasciare la propria adesione. Pare che il sindaco, Roberto Scanagatti, sia d’accordo, o che quanto meno l’idea gli sia piaciuta. Fra le intitolazioni di questi ultimi anni, molte delle quali anonime e senza identità, quella di Vittorio Brambilla ha sicuramente un significato più profondo. Ehi tu, dove abiti? Ma che domande, in via Vittorio Brambilla. Suona bene. Molto bene. Se esistesse, mi piacerebbe viverci.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Un atto dovuto, è il minimo che si possa fare per il nostro campione, scomparso prematuramente nel 2001. E direi che CI starebbe bene anche un monumento in pieno centro, anzichè alcune sculture di dubbio significato (e gusto) che hanno messo.
    Purtroppo la nostra è una città che, essendo profondamente a vocazione immigratoria, subisce in pochi anni il rimescolamento della popolazione, e quindi dimentica in fretta i suoi personaggi illustri e gli eventi particolari.
    Vorrei ricordare anche il terribile incidente ferroviario del 1957 (se non erro), in cui un treno sviò sul sottopasso di viale Libertà allora in costruzione. Ci furono decine di morti, ma non un cartello, non una lapide è stata collocata sul posto a ricordare le vittime di quel triste evento.

  2. Grande, grandissimo Vittorio, amico di famiglia e mai dimenticato!

  3. la lapide c’è, a dire il vero, messa al cinquantenario se ricordo bene. certo che se ne fottono tutti per il motivo detto, ovvero che in gran parte non c’era e/o non aveva nessuno a monza nel 1957 e quindi non ne sanno nulla.

    di vittorio brambilla io ho il ricordo di quello che mi diceva mio padre, per motivi di età ma io sono indigeno, protetto dal wwf.

  4. Sarebbe un’ottima idea, approvo. Anzi, mi pare davvero scandaloso che a Monza, specie nella zona vicina all’Autodromo, non ci siano vie dedicate al mondo dell’automobilismo (e preche’ no, anche del motociclismo). Possibile che fra patrioti, poeti, santi e navigatori non ci sia tra le vie di Monza uno spazio anche per piloti e personaggi importanti del mondo dei motori ? Perchè a Monza non esiste una Via Enzo Ferrari, ad esempio ?

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