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Il Lambro tiene 15 comuni con il fiato sospeso. I numeri del fiume

Il Lambro tiene 15 comuni con il fiato sospeso. I numeri del fiume

26 Ottobre 2013

È l’arteria liquida della Brianza, taglia da nord a sud la provincia ed è uno dei simboli del territorio. Il Lambro, che nasce dalla sorgente Menaresta, quasi a mille metri d’altitudine, e si snoda attraverso 130 chilometri e 6 province lombarde, torna al centro dell’attenzione per la prossima chiusura del Cavo Diotti e l’allerta piene. La maxiesercitazione che ha avuto luogo venerdì e sabato ha coinvolto 300 volontari e 15 comuni brianzoli lungo l’asta del fiume.

lambro_paratieDa nord, il serpentone d’acqua brianzolo prende il “la” a Briosco per poi bagnare Giussano, Verano Brianza, Carate Brianza, Triuggio, Albiate, Sovico, Lesmo, Macherio, Biassono, Arcore, Villasanta, Monza e Brugherio prima di scorrere verso il milanese e il lodigiano. E ancora i parchi: il Parco Regionale della Valle del Lambro, il Parco di Monza e il Parco Media Valle del Lambro sono tutti interessati dal passaggio del Lambrus, dal greco “lucente”, quasi un ossimoro oggigiorno, data la qualità delle acque.

 

lambro_unitàcinofileMonza, Carate Brianza e Brugherio paiono essere i tre comuni brianzoli maggiormente preoccupati dalle possibili conseguenze di un’esondazione. Ad Agliate, frazione di Carate Brianza, sabato mattina, durante l’esercitazione, con l’intervento delle Unità Cinofile, del Corpo Forestale dello Stato e della Protezione Civile, si è simulata la ricerca di due dispersi, quarantacinque minuti di tempo, prima dell’avvento dell’ipotetica piena, sei uomini, due cani e il coordinamento gestito da remoto. Nel frattempo, la Protezione Civile ha montato le paratie a riparo delle numerose abitazione adiacenti al letto del fiume. Lo spettro Lambro torna a far paura. «Tutto dipenderà dalle previsione del tempo – il commento di un supervisore della Protezione Civile – quello che preoccupa sono le “bombe d’acqua”, precipitazione intense che non darebbero modo al terreno di assorbire l’urto idrico, anche a causa dell’urbanizzazione. La città messa peggio? Monza, senza dubbio. È sorta attorno al fiume e molti punti sono interessati dal passaggio del Lambro. E poi attenzione agli affluenti, non tutti sono monitorati».

Gli affluenti, 27 in totale, alcuni poco rilevanti e alcuni noti: dalle varie Rogge, alla Bevera, passando per la Molgora. Occhi anche su di loro, dunque. Mentre in paese, ad Agliate, che chi, scherzando, propone di inscenare una “danza della pioggia al contrario”. Un modo come un altro di esorcizzare lo spettro.

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. Giuseppe dice:

    La Molgora affluente del Lambro?

    Il torrente Molgora è un torrente lombardo che nasce in provincia di Lecco e termina nella Muzza tra le province di Milano e Lodi

    http://it.wikipedia.org/wiki/Molgora

  2. MassimoC dice:

    Quante fregnacce…. l’ultima piena vera da paura risale al 1977, ben 36 anni fa. Già quella del 2002 è stata di portata parecchio inferiore, e cmq con l’aiuto delle previsioni meteo, che oggi sono senz’altro molto più affidabili di quelle dei tempi del Bernacca, è stata in massima parte controllata.
    Non mi sembra neanche il caso di spendere tempo e soldi per eventi che si verificano una volta ogni mezzo secolo, che peraltro, man mano che si va avanti saranno sempre più prevedibili e controllabili.
    In zona, il peggio cmq è stato fatto a Como, con il mini-Mose che è costato fior di miliardi, tutt’oggi ancor lungi dall’essere ultimato, per fenomeni rarissimi, poco dannosi (in piazza Cavour residenti praticamente zero, si tratta di hotel e negozi che sono tutti assicurati) e che tutto sommato fanno parte della coreografia del lago.

    • Già è meglio chiudere la stalla quando i buoi sono scappati vero?
      Così poi ci si può lamentare, chiedere i danni, dire che il Comune non ha fatto nulla per evitare disastri e così via…..Ma perché per ogni cosa che si fa per la comunità certe persone la considerano inutile? Se lei abitasse vicino ad un fiume o un lago cosa farebbe quando l’ acqua le entra in casa? Già forse sarebbe assicurato!

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