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Malato di Sla si scontra con le barriere architettoniche dello stadio. "Comune e Armstrong insensibili"

Malato di Sla si scontra con le barriere architettoniche dello stadio. “Comune e Armstrong insensibili”

25 Ottobre 2013

Il signor Alberto Augustin, malato di Sla e costretto su una sedie a rotelle, è un grande tifoso del Calcio Monza ma, a causa della scarsa manutenzione delle tribune non può godere della partita così come vorrebbe. Alla redazione di Monza News suo figlio Andrea ha recapitato una lettera in cui pone l’accento sulle barriere architettoniche con cui suo padre deve fare i conti.

Sono Andrea Augustin e ieri insieme a mio padre Augustin Alberto , abbiamo assistito alla gara MONZA-ALBINOLEFFE valevole per la Coppa Italia di Lega Pro.
Bella vittoria dei ragazzi ed essendo stata una bella giornata, abbiamo potuto essere presenti.
Mentre scendavamo dalla macchina, Andrea Gasbarroni è passato in auto diretto al parcheggio della tribuna.
Si è fermato a parlare con noi, poi è andato a parcheggiare ed è ritornato per chiedere come stesse mio padre ed abbracciarlo calorosamente.
Si è intrattenuto 15/20 minuti a parlare con noi, rendendo molto felice mio padre.
Entriamo in curva sud “Davide Pieri” e salendo dall’unica rampa esistente (piena d’erba e con ostacoli), ci posizioniamo per assistere alla bella vittoria dei nostri.
Finisce il primo tempo e viene appositamente a trovarci Davide Sinigaglia.
Contattato da me via facebook, si è interessato molto alla nostra causa, chiedendo spiegazioni in società.
Gli hanno detto che i disabili in carrozzina,per ora, possono assistere alle gare o dalla curva, oppure dalla bassa tribuna (lontano dal campo e con le panchine che ostacolano la visuale).

Queste due visite hanno fatto molto piacere a mio padre ed oltre che a commuoverlo per i bei gesti dimostrati, gli hanno alzato il morale. Quello che invece fa rimaner male me, ma sopratutto demoralizzare mio padre, è la mancanza di risposte del presidente Armstrong. Contattato da me via Facebook, in italiano e poi in inglese, non si è degnato neanche di rispondermi. Di conto inserisce nel suo profilo continuamente notizie, a dimostrazione del fatto che è presente in Facebook.

PRETENDIAMO UN COLLOQUIO CON IL PRESIDENTE ARMSTRONG ED IL SINDACO DI MONZA PER CHIARIRE IL TUTTO, NATURALMENTE CON UN TRADUTTORE PER SPIEGARE MEGLIO LA SITUAZIONE. Ho scattato alcune foto per dimostrare come, con poco denaro e poco tempo, si potrebbe sistemare il problema dell’accesso in tribuna per i disabili. Affiancando alle scale metalliche, che dal campo salgono in tribuna, una rampa sempre in metallo.
Capisco che dovrebbe farlo il Comune di Monza, ma se lo facesse la società AC MONZA E BRIANZA oltre che accontentare i disabili che vogliono seguire la propria squadra al coperto, si farebbero una buona pubblicità. Di contro il Comune da risposte solite e dimostra piena insensibilità verso chi ha disabilità e NON lo parifica ai diritti dei normodotati.
 
In conclusione io e mio padre volevamo ringraziare tutti coloro che ci aiutano in questa lotta e due grandi uomini oltre che grandi giocatori ANDREA GASBARRONI e DAVIDE SINIGAGLIA.

 

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Commenti

  1. Pietro Ravasi dice:

    Egregi Sig. Andrea e Alberto Augustin Buona sera, sono l’ing. Pietro Ravasi, volontario nella squadra di hockey di Monza per ragazzi disabili che giocano con le carrozzine elettriche, la A.S. Sharks Monza ONLUS, e vorrei raccontarvi quello che mi è successo alla partita del cuore giocata con i piloti di F1 il mercoledì sera precedente al gran premio di quest’anno. Premetto che sono volontario da 7 anni e sono abituato ad accompagnare ragazzi in carrozzina sia Elettrica che manuale. Quella sera mi sono recato accompagnando il capitano della squadra di serie A2 al Brianteo, è stata un’esperienza del tutto negativa. Per prima cosa, nessuno mi ha indirizzato verso un parcheggio riservato, così ho parcheggiato praticamente nel prato dovendo poi utilizzare una carrozzina manuale per trasportare il giocatore. All’ingresso ( di solito i disabili si accomodavano a bordo campo scendendo dalla rampa a destra delle tribune dove transitano le ambulanze ed i mezzi di soccorso), nessuno sapeva niente, poi dopo alcune insistenze ( in tutto c’erano 3-4 carrozzine) ci hanno fatto andare verso la curva, dove però c’è voluto un bel po’ prima che qualcuno ci facesse salire da quella rampa che Voi avete ben descritto. Si figuri poi a scendere dopo la partita, non si vedeva praticamente niente. Mi sono informato e le persone addette al servizio mi hanno detto che lo stadio di Monza non è strutturato per avere disabili a bordo campo ( ma come, l’hanno scorso nessuno ha detto niente, anzi, in parecchie manifestazioni sono stato personalmente a bordo campo). A questo punto mi domando se le 3-4 persone in carrozzina, emarginate sulla curva dove praticamente non si vede molto, potevano dare così tanto fastidio a bordo campo, dove nell’occasione c’era di tutto e di più. La cosa mi ha dato molto fastidio e quindi ho aspettato che qualcuno si lamentasse di quanto successo per dare “voce alla sua voce”. Il giorno seguente siamo stati in autodromo, visto che i piloti li avevamo visti con il ……..binocolo, al walk about. Qui il paragone è stato impietoso: parcheggio riservato per i disabili, accoglienza in corsia box in zona protetta, autografi con i piloti che prima venivano da questi ragazzi e poi seguivano il programma come voluto dalla FIA. Se mi permette, questo è un messaggio di civiltà alla faccia di tutti quegli asini detrattori del GP di Monza. Mi rammarica molto, essendo io volontario e quindi con una certa visione della vita, come sia possibile che uno stadio e la sua gestione manageriale ( dalla proprietà al comune stesso) non facciano proprio niente per aiutare chi purtroppo deve lottare con gli scherzi del destino. Non mi sembra che si chieda di fare degli investimenti stratosferici ma solo di usare il buon senso. A questo punto devo dire che sono veramente deluso dal mondo del calcio. Nel caso che ho vissuto F1-Autodromo-SIAS batte Brianteo-Calcio Monza-Comune 10-0. Ed è superfluo aggiungere che certi geni non dovrebbero essere dove sono, visto come vanno le cose…..Se volete venire a vedere un vero sport, venite a vedere questi ragazzi che giocano alla palestra Bellani a Monza:non si paga e si vede benissimo. Cordiali Saluti. Ing. Pietro Ravasi

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