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Lissone, bambino precipita da 5 metri. Tragedia sfiorata in palestra

Lissone, bambino precipita da 5 metri. Tragedia sfiorata in palestra

7 Ottobre 2013

Un salto nel vuoto, forse per emulare le gesta dei campioni di parkour, disciplina metropolitana nata in Francia e che consiste nel seguire un percorso stabilito, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente. Una sorta di “free running” quasi videoludico che, per poco, non si trasforma in tragedia venerdì sera a Lissone, poco dopo le 20, quando un bambino di 11 anni, finiti gli allenamenti di pallacanestro, è precipitato all’interno del cavedio che divide la terrazzina della palestra di via Caravaggio dal tetto della centrale termica, cadendo da 5 metri.

Una caduta “in piedi”, stando alle prime ricostruzioni, forse causata dal buio, che ha procurato la frattura della gamba destra ma scongiurato rischi maggiori. I compagni hanno subito dato l’allarme ad alcuni genitori, impegnati in una riunione all’interno dello stabile, sul posto era presente un caposquadra dei vigili del fuoco di Lissone che ha allertato i soccorsi. Sul posto è intervenuta una autopompa da Lissone e da Desio e il personale del 118.

Il bambino, rimasto sempre cosciente, ha lamentato immediatamente un forte dolore alla gamba, alcune escoriazioni al volto e sembrava non ricordare le circostanze della caduta, dopo essere stato immobilizzato è stato trasportato in codice giallo all’ospedale San Gerardo di Monza. I compagni hanno riferito che stavano giocando a “nascondino”.

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. Se giocare a nascondino ora si chiama parkour il vostro articolo è esatto altrimenti è una stupidaggine. Informatevi meglio prima di pubblicare qualcosa. Anziche generare qualcosa di emulativo. Accidenti che bel giornalismo !

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