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Lampedusa: una luce in mezzo al mare

Lampedusa: una luce in mezzo al mare

4 Ottobre 2013

Una luce in mezzo al mare, così si poteva immaginare romanticamente da lontano quel fuoco in mezzo alle acque. Invece no, era una torcia di morte, il simbolo di una situazione drammatica, lasciata andare alla deriva per anni e con migliaia di morti al seguito.

I centinaia di migranti morti ieri a Lampedusa rappresentano tutti coloro che, armati di speranza, sono partiti alla volta delle coste italiane per rimanere uccisi dall’indifferenza dell’Europa, dal menefreghismo dei governi dei loro paesi e di chi per troppo tempo ha lasciato l’Italia sola nell’emergenza.

Bambini, donne incinte, intere famiglie hanno trovato la morte in mezzo al mare, sperando di attirare l’attenzione accendendo un fuoco sul ponte e finendo invece per affondare. Il dramma di questi migranti, esattamente come per tutti gli altri, è metafora del sistema totalmente inadeguato con cui l’Italia è costretta da anni a confrontarsi nella gestione della piaga di chi fugge dal proprio paese per cercare una vita migliore. Papa Francesco afferma “Chi non accoglie si deve vergognare”, è vero. Ma chi lascia che per accogliere la gente muoia? Chi lascia che un’Italia in ginocchio per la crisi veda sbarcare anche migliaia di delinquenti felici di operare nella “Repubblica delle Banane” finendo per esasperare i cittadini che ormai fanno di tutta l’erba un fascio? Chi non si preoccupa minimamente di instaurare rapporti di collaborazione con i governi dei paesi da cui questa gente scappa? L’Europa assente? Troppe domande, nessuna risposta e migliaia di anime sulla coscienza. L’unica certezza è Lampedusa meritevole del Nobel per la Pace.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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