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La Tav merci incombe su Monza, il comitato San Fruttuoso in allarme

La Tav merci incombe su Monza, il comitato San Fruttuoso in allarme

3 Ottobre 2013

Treni come se piovesse, a tutte ore del giorno e della notte. Treni lunghi e grossi, treni pensanti che fra non molto potrebbero mettere la città della regina Teodolinda sotto assedio. Lo scenario, apocalittico, è un tantino esagerato. Tuttavia, potrebbe non essere così lontano dalla realtà visto e considerato ciò che scrive il comitato San Fruttuoso 2000, lo stesso che per anni si è battuto per ottenere l’interramento dell’ultimo tratto della statale 36.

In una nota stampa diramata poche ore fa, spiegano che fra tre anni potrebbero arrivare convogli lunghi fino a 800 metri, con carri alti 4, e carichi da 2 mila tonnellate. Ne passeranno più di 10 ogni ora, giorno e notte. Si chiama Tav merci del Gottardo che viaggerà sulla linea Milano – Chiasso e che Rfi ha intenzione di riqualificare proprio per consentirne il transito.

“Il momento dell’apertura dei cantieri si avvicina – spiega il gruppo di lavoro sulla mobilità del comitato -. C’è già un progetto di Rfi per la tratta Chiasso-Seregno, un intervento da 1 miliardo e 300 milioni, dal 2003 in attesa del via libera del Cipe”. Il dettaglio del progetto prevede un quadruplicamento sulla linea da Bivio Rosales a Seregno-Desio per circa 37 chilometri. Il problema è: come attraverseranno Monza? E il rischio, come è facile intuire, è di soffocare il già asfittico trasporto passeggeri.

Le alternative non sono molte: o lungo la Milano – Chiasso o lungo la Milano – Lecco. La prima soluzione è la più probabile, anche se richiede un grosso intervento di adeguamento della galleria che passa sotto il centro storico. Rfi sta premendo sull’acceleratore e la Confederazione elvetica stanzierà un prestito di 230 milioni a tasso agevolato alle Ferrovie italiane, a condizione che i lavori della nuova linea collegata alla galleria del Gottardo partano al più presto e che tutto sia pronto per il 2016. Le linee passeggeri, ovviamente, rischiano di uscirne penalizzate da questa ristrutturazione.

“La Brianza ha una necessità cronica di trasporto pubblico rapido ed efficiente – dice -. La Tav merci sarà pure importante, ma per i cittadini servono metropolitane Bettola verso il nord di Monza e nella zona di Vimercate” e sui collegamenti, occorrono più collegamenti est-ovest e urgono le metrotranvie di Seregno e Limbiate. I progetti ci sono, rilanciamoli”

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


Commenti

  1. Stefano S dice:

    Speriamo arrivino preso questi treni perchè di smog si muore!!!

    Con le giuste compensazioni il rumore non è un problema.

  2. Stefano S dice:

    Speriamo arrivino presto questi treni perchè di smog si muore!!!

    Con le giuste compensazioni il rumore non è un problema.

  3. Convogli merci lunghissimi e molto frequenti. Dovrebbero togliere camion dalle strade, ma da noi toglieranno anche spazio ai treni locali. In Svizzera hanno realizzato megastrutture e una mega galleria per farli passare lontano dai centri abitati, da noi ce li metteranno giusto sotto casa. Non capisco chi se ne compiace….

  4. Michele Isotti dice:

    beh se diminuisce il trasporto su gomma in favore delle rotaie è solo un vantaggio per tutti, come al solito, però, i lavori (anche quelli utili) vengono fatti coi piedi e, per favorire le merci, ci saranno le linee passeggeri ancora più intasate.
    se portassero quella benedetta metropolitana a monza e limitrofi poi potrebbero anche usare la ferrovia per le merci, ma fino ad allora non se ne parla

  5. MassimoC dice:

    Le decisioni devono essere prese a livello nazionale, non è certo una singola linea che può cambiare le cose.
    Il fatto è che trent’anni fa l’Italia ha fatto una scelta: convogliare le merci da ferro a gomma. I risultati li vediamo tutti: gli scali merci delle stazioni sono stati chiusi, e persino i grandi interporti ferroviari come MI Smistamento sono ormai aree enormi ma in gran parte abbandonate.
    Ora dicono che vorrebbero fare questa linea merci in arrivo dalla Svizzera.
    Già, ma la cosa in Svizzera è motivata dal fatto che loro da sempre scommettono sul ferro, anzichè sulla gomma. Quindi a che serve portare qui le merci via treno se poi in tutto il resto del paese si procede su gomma? Se anche le merci arrivassero all’interporto di MI Smistamento, come farebbero poi ad arrivare capillarmente nelle varie Monza piuttosto che Biassomo-Lesmo-Parco, dal momento che gli scali merci sono stati chiusi? Si dovrebbe ricorrere alla gomma, ma allora val la pena di investire una cifra colossale peri soli 40 km da Chiasso a Monza?
    A me sa tanto del solito spreco di denaro pubblico. E poveretti gli Svizzeri che presteranno quel mutuo a tasso agevolato alle ferrovie italiane! Scontato che non un centesimo verà investito (finiranno tutti nelle tasche di politici e alti dirigenti), chissà mai se torneranno indietro nella Confederazione! Non vorrei essere nei loro panni!

  6. Come scrive l’Associazione HQMonza (Comitato San Fruttuoso 2000) che ha portato alla ribalta questa faccenda, associazione della quale mi onoro di far parte, la vicenda è molto complessa e ci sono ancora un sacco di cose da dire e da valutare. Aggiungo un’informazione utile a MassimoC qui sotto. E’ una delle cose che ho sentito e visto su documenti in una riunione del comitato: è previsto un centro di interscambio modale (leggi mega area per scaricare dai treni e mettere su camion) anche a Carnate.

  7. non conosco in dettaglio il progetto ma il fatto che gli svizzeri ci prestano i soldi a tasso agevolato è la chiara prova che il progetto conviene a loro ed è una fregatura per il popolo italiano in quanto loro hanno molto su rotaia e gli interessa che le loro merci non transitino su gomma e quindi ce le portano e ce le vengono a prendere con le rotaie. a beneficiarne saranno come al solito i furboni leghisti di como e varese che vedranno una riduzione del traffico a discapito dei lavori a monza e milano che si vedranno poi l’aumento dello smog per drenare le merci su gomma a o da destinazione. non ci vuole una laurea per capire chi ci guadagna e chi ci perde, chi sono i cittadini egoisti e quelli ingenui che si fanno fregare. come i cittadini di carnate che le FS hanno preso i soldi dello stato e il terreno del comune per fargli pagare il biglietto del parcheggio. gli amministratori locali non possono fare molto con le nuove leggi di berlusconi-lega che hanno impedito la concertazione e spianato un’autostrada per i progetti ‘ad alta priorità’ che poi, puntualmente non realizzano perchè i nostri imprenditori, a differenza di quelli germanici puntano solo a recuperare i soldi delle penali o far lavorare imprese mafiose. del bene dell’italia non si interessa nessuno. quello che più mi dispiace è che la lega distrugge l’italia sfruttandola a suo piacimento e i lombardi gli hanno anche dato la poltrona di presidente della regione. chi è causa del suo mal pianga se stesso

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