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Ipotesi amnistia: lo Stato dalla doppia faccia

Ipotesi amnistia: lo Stato dalla doppia faccia

10 Ottobre 2013

“Stop al sovraffollamento nelle carceri. Stop alla condizione umiliante in cui l’Italia viene a porsi dinanzi alla comunità internazionale per violazione dei princìpi sul trattamento umano dei detenuti”. E’ questo il cuore del messaggio con cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha invitato il Parlamento ad ottemperare a quanto richiesto dalla Corte di Strasburgo. La richiesta potrebbe tradursi anche in amnistia o indulto. Il provvedimento fondamentale invece dovrebbe essere la riforma sostanziale della Giustizia e del sistema carcerario.

Depenalizzazione di alcuni reati in primis, amnistia come estrema ratio, l’idea che il problema delle condizioni di vita nelle carceri italiane venga risolto con la rimessa in libertà dei detenuti è un argomento difficile da affrontare. Ci sono due scuole di pensiero, da un lato chi sostiene (assodato il dato oggettivo del sovraffollamento e relative condizioni di vivibilità delle strutture detentive) che pene alternative o un sistema di reinserimento siano la chiave di volta, dall’altro chi si oppone strenuamente all’idea che chi commette un reato, spesso ormai già in grado di usufruire di sconti di pena o sospensione della stessa, possa non restare in galera per il tempo atto ad espiare la sua colpa. Forse le due strade dovrebbero intrecciarsi ed incrociarsi con le dovute cautele e differenziazioni.

E’ vero che in carcere si vive male, eppure non si capisce perché non si costruiscano nuovi istituti, anche basati su una diversa concezione della vita detentiva, o si riqualifichino strutture già esistenti. I soldi? In Italia, per molti crimini di varia natura, la percentuale di recidiva è molto alta. Il denaro pubblico impiegato per arrestare la stessa persona più volte e processarla, sarebbe il medesimo e meglio impiegato per costruire spazi nuovi e dare ai detenuti istruzione e nuovi programmi di reinserimento. Se è vero che i provvedimenti di indulto ed amnistia non riguarderebbero reati “gravi” (per chi?), è anche vero che la “clemenza” non è la soluzione giusta per garantire la sicurezza e la giustizia di un paese che invece la richiede a gran voce. In Italia la condizione dei detenuti viene definita umiliante.

Non si può affermare il contrario. Ma è anche umiliante per le migliaia di vittime di qualsiasi reato, immaginare che il proprio aggressore venga “graziato” perché lo Stato non è in grado di garantire la sua detenzione e la sua (possibile) redenzione. Il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni si è opposto, insieme al Movimento Cinque Stelle, all’ipotesi di indulto ed amnistia. In questo caso però, a me non viene da pensare alle reazioni politiche, ma alle reazioni dei genitori di bambini investiti da pirati della strada, a chi ha subito un furto in abitazione e per mesi non dormirà più sereno in casa sua, a chi con coraggio va a denunciare e poi, se anche non riguarda il suo caso in particolare, vede lo Stato essere “clemente” con chi delinque, invece di essere “comprensivo” con chi è vittima e mettersi a lavorare per garantirne la sicurezza.

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Commenti

  1. MassimoC dice:

    Chi beneficerà di questo indulto saranno i cosiddetti “reati minori”, di fatto tutto ciò che non ha avuto per oggetto reati per mafia o quando ci sia scappato il morto.
    Ora: mettetevi nei panni del genitore a cui un gruppo di bulletti sedicenni ha violentato la figlia oppure ha picchiato il figlio. Questi reati rientrano appunto nella categoria suddetta di reati “minori”.
    Già incazzato per la condanna ridicola a loro inflitta (non oltre il paio d’anni, magari con la condizionale, visto che sono minorenni), ora li vede tornare a piede libero con la fedina penale bella ripulita.
    Nulla importa se il figlio o la figlia porteranno il trauma per tutta la vita, nulla importa se quei teppisti torneranno a vessare la vittima e per giunta si faranno beffe del padre che aveva sporto denuncia.
    Questa è l’itaglia. Unico paese dove il crimine paga, dove se affonda un barcone di clandestini in alto mare, la colpa è degli italiani.
    Quanto avrei voluto nascere su in Europa.

    • stra quoto quanto detto.Aumenterebbe la microcriminalità,furti scippi e quant’altro.Concordo anche in pieno sulla frase finale, affonda la barca( perchè loro gli han dato fuoco) e noi paghiamo i funerali di stato.che paese..

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