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I migliori ospedali d'Italia. Nella top dieci ben cinque strutture lombarde

I migliori ospedali d’Italia. Nella top dieci ben cinque strutture lombarde

4 Ottobre 2013

Non è una classifica, come sottolinea Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), ma indicatori per fare la massima trasparenza possibile e per consentire alle Regioni la migliore programmazione. A questa stregua, Regione Lombardia avrebbe di che sorridere: ben 5 ospedali nelle top 10 delle strutture italiane, secondo la ricerca targata dalla stessa Agenas.

Il rapporto mette a confronto ogni anno – questa è la quarta edizione – i risultati ottenuti in base a 47 indicatori comuni a tutti gli ospedali, che vanno dalla mortalità a 30 giorni per ictus a quella per infarto, dalla proporzione dei parti con taglio cesareo alle complicanze a 30 giorni per colecistectomia. Numeri, in realtà, da prendere con le dovute molle per le differenti specializzazioni delle strutture e delle dimensioni dei nosocomi ma che forniscono comunque un quadro generale.

Ecco la top dieci: San Raffaele di Milano, Ospedali Civili di Brescia, Santi Antonio e Biagio di Alessandria, Ospedale A. Manzoni di Lecco, Azienda ospedaliera di Perugia, Poliambulanza di Brescia, Fornaroli di Magenta, Niguarda di Milano, Alto Chiascio di Gubbio e Santa Maria del Carmine di Rovereto.

A livello regionale, una rielaborazione consente di dire che in questo momento la realtà dove la sanità funziona meglio per i cittadini pare essere la Toscana. Fanalino di coda la Campania: quasi in un quarto dei casi (24,5%) gli indicatori di esito delle sue strutture sono inferiori alla media. La Toscana si ferma all’8,6%, il Veneto all’11, l’Emilia al 12, la Lombardia e il Piemonte al 13. Male Abruzzo (23%), Puglia (22%) e Lazio, Sicilia e Calabria (tutti al 19%).

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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