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Alloggi popolari, boom di domande. Foa: "Recuperiamo gli edifici dismessi"

Alloggi popolari, boom di domande. Foa: “Recuperiamo gli edifici dismessi”

14 Ottobre 2013

Si allunga a vista d’occio la lista di richieste per una alloggio popolare e spesso l’attesa per chi è in graduatoria risulta infinita. Decine le persone che oggi, 14 ottobre, hanno affollato l’ufficio alloggi del Comune di Monza. Pubblicata la graduatoria dell’assegnazione delle case comunali, agli esclusi non resta ora che sperare in quella di emergenza.

Matteo Castellani

Matteo Castellani

«Il 15 maggio abbiamo occupato simbolicamente il primo piano degli uffici dei Servizi Sociali di Monza in via Appiani mostrando come la pratica dell’autorecupero degli appartamenti sfitti e degli stabili abbandonati sia una delle risposte concrete alla situazione di crisi che mina il diritto all’abitare – spiega Matteo Castellini portavoce del Foa Boccaccio -. Il 12 ottobre  abbiamo occupato in maniera permanente “K2occupato” uno stabile in via Buonarroti 93, angolo piazza Bonatti, per rilanciare lo stesso tema, facendo un passo in più: aprire a Monza un punto di incontro per riflettere insieme sui problemi generati dalla crisi individuando soluzioni originali e praticabili, attraverso uno sportello per il diritto alla casa, laboratori anti-crisi, servizi di mutuo aiuto, condivisione di saperi, offrendo in maniera incondizionata uno spazio-rifugio a persone o famiglie sfrattate.

Contiamo di rendere perfettamente agibile e ospitale questo spazio entro fine novembre per ospitare la prima famiglia che verrà esclusa dalla graduatoria d’emergenza che si è aperta oggi. Come volevasi dimostrare l’ufficio alloggi del comune questa mattina è affollatissimo: a fronte di questa coda si può capire come le case messe a disposizione sia davvero troppo poche rispetto alla domanda presente a Monza».

Una decina in tutto gli alloggi messi a disposizione dall’amministrazione: «Dieci alloggi non bastano – dice Castellani – Ci sono decine e decine di persone in attesa di una casa. A Monza ci sono tantissime abitazioni ed edifici da recuperare che potrebbe andare a chi non ha un tetto sopra la testa, ma questa amministrazione pare non abbia intenzione di muoversi in questa direzione. Il primo passo per porre rimedio a quella che sempre più è da considerarsi una “emergenza” sarebbe sospendere gli fratti fino a quando non verrà aperta una nuova graduatoria»

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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