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Alcatel: a Vimercate a rischio 500 posti di lavoro. Pronta la protesta

Alcatel: a Vimercate a rischio 500 posti di lavoro. Pronta la protesta

9 Ottobre 2013

Sono arrivate le prime conferme riguardo ai tagli al personale previsti per l’Italia: dei 568 circa 500 riguarderanno il sito di Vimercate. Una notizia, arrivata dopo la riunione all’interno dell’azienda, che ha messo in allarme i sindacalisti e i rappresentanti Rsu, che già oggi si trovavano nella sede parigina della multinazionale per discutere di quanto sta per accadere.

Sono 15mila gli esuberi previsti a livello mondiale dal colosso delle telecomunicazioni: la maggior parte di questi tagli al personale colpiranno il vecchio continente. L’Italia farà la sua parte con le dismissioni delle sedi più periferiche tra cui Sesto Fiorentino, Padova, Bari, Napoli, Rieti, Battipaglia. Mentre la sede produttiva di Trieste, che conta circa 200 addetti, sembra essere l’unica non toccata dal piano di ridimensionamento.

Umebrto Cignoli - Rsu Alcatel

Umebrto Cignoli – Rsu Alcatel

“Vimercate subirà però a livello numerico il taglio più drastico con circa 400/500 lavoratori a rischio – afferma Umberto Cignoli, delegato Rsu Fiom – i settori colpiti saranno la vendita e l’amministrazione ma soprattutto la ricerca e sviluppo”.

Il tutto a pochi giorni dall’annuncio del trasferimento nella nuova sede. Lunedì si svolgerà una nuova assemblea dove verranno presentate ai lavoratori maggiori particolari rispetto al numero di persone coinvolte e al settore oltre a decidere i giorni di sciopero, che come annunciato da Cignoli saranno almeno un paio: “L’assemblea di questa mattina ha visto la presenza di 600 persone tutte desiderose di conoscere le sorti del proprio futuro – continua Cignoli – oltre alla consapevolezza delle proprie capacità i lavoratori hanno cercato soluzioni a quanto potrebbe accadere, come ad esempio la volontà di trovare possibili nuove aziende interessate ad investire a Vimercate”.

Il 17 ottobre è già in previsione un incontro al Ministero dello Sviluppo economico dove è prevista anche una manifestazione dei lavoratori. “Attendiamo che il governo tracci la linea sulla politica industriale per fermare quanto sta accadendo, ma visto quanto fatto fino ad ora non nutriamo molte speranze” conclude Cignoli.

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Lorenzo Giglio
Classe 1981, giornalista pubblicista, ho sempre cercato la verità bella o brutta che sia in tutto ciò che mi circonda. Amante dell'arte, della fotografia e soprattutto del rock, non mi tiro mai indietro se devo guardare una bella partita di calcio. Non mi piacciono gli schemi prestabiliti e trovo troppo strette le appartenenze di partito, anche perchè come dicevano i Queen: "Anyway the wind blows doesn't really matter to me".


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