25 Novembre 2020 Segnala una notizia
In Lombardia 7 ginecologi su 10 sono obiettori. E negli ospedali brianzoli?

In Lombardia 7 ginecologi su 10 sono obiettori. E negli ospedali brianzoli?

10 Settembre 2013

Quasi sette ginecologi su dieci, il Lombardia, sono obiettori di coscienza. È l’interessante dato emerso dal rapporto delle Asl regionali e consegnato nelle mani del vicepresidente regionale, Sara Valmaggi. Per entrare nello specifico: il 67,8 per cento dei ginecologi operativi nel 2012 nei presidi ospedalieri della Lombardia si è dichiarato obiettore. A cui andrebbero aggiunti anche il 49,8 per cento degli anestesisti e il 38,9 per cento del personale infermieristico e ostetrico.

Il tema, pare evidente, è l’interruzione volontaria di gravidanza, prevista dalla legge e che in Lombardia, numeri alla mano, potrebbe trovare difficile adempimento, «Nella nostra regione la legge 194 è disattesa», il commento della stessa Valmaggi.

I numeri dei nostri ospedali – A Monza, presso l’ospedale San Gerardo, dove non sono nuove manifestazioni abusive contro l’aborto, 12 ginecologi su 15 e 83 anestesisti su 91 si dichiarano obiettori.

Al presidio ospedaliero di Vimercate obiettori sono 9 ginecologi su 12 e 14 anestesisti su 23; a Desio si contano 11 ginecologi su 15 e 11 anestesisti su 24 (meno della metà, ndr); a Carate e Giussano 9 ginecologi su 14 e 11 anestesisti su 16.

C’è chi spiega lo stato dell’arte additando quasi vent’anni di governo di Roberto Formigoni, con una sanità diventata feudo di Comunione e liberazione, e ragioni di opportunità professionale. Intanto, in 11 presidi ospedalieri lombardi, si registra il 100% di ginecologi obiettori di coscienza: succede a Treviglio, Montichiari, Iseo, Gavardo, Oglio Po, Cuggiono, Melzo, Broni, Chiavenna, Gallarate e al Bassini di Cinisello Balsamo.

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


Commenti

  1. Chissà cosa penserebbe uno di questi simpaticoni ciellini se la figlia fosse vittima di violenza e tragedia nella tragedia rimanesse incinta.
    Mi sembrano tanto quelli che fanno la festa della famiglia con due divorzi alle spalle.

  2. L’obiezione di coscienza sarà pure un diritto per i medici (in una struttura Pubblica e laica non dovrebbe esistere) ma un diritto negato per la donna.

Articoli più letti di oggi