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Guido Barilla e la libertà di penna: pasta da mangiare in famiglia

Guido Barilla e la libertà di penna: pasta da mangiare in famiglia

29 Settembre 2013

Un’opinione forse troppo al dente, quella espressa da Guido Barilla in merito alla non volontà di pubblicizzare i prodotti Barilla attraverso uno spot che ritragga anche famiglie gay? Forse non l’ha cucinata abbastanza, prima di spararla, ma fatto sta che il Presidente dell’azienda produttrice di pasta più famosa al mondo è stato immediatamente bollato come “scotto”. Ma ha davvero fatto un’affermazione così fuori luogo?

Barilla produce pasta e la sua è un azienda privata. Ha giustamente diritto di scegliere in che modo rappresentare con la pubblicità il suo prodotto. Punto. Eppure oggi no, così non va. Devi pensarla liberamente, ma come ti viene “liberamente” imposto. Barilla non ha offeso gli omossessuali e non ha pronunciato frasi razziste nei loro confronti, altrimenti sarebbe tutta un’altra storia. Ha semplicemente espresso un pensiero circa la sua personale idea di famiglia. E’ lo stesso principio di chi crede che la famiglia sia fondata sul matrimonio e chi invece sostiene che la famiglia sia anche tra due persone che senza “contratto” scelgono di condividere la vita, o due amici o due amiche. Lo stesso principio di chi discute del valore tra il matrimonio in Chiesa e chi in Comune, etc… Dobbiamo per forza vivere costantemente indignati? Questo sentimento, che fa sentire ogni singolo italiano ormai in diritto di contestare a prescindere, senza approfondire, senza comprendere che la verità sul pensiero universalmente riconosciuto come giusto non esista, sta davvero stancando. Dal mio punto di vista si sta davvero rasentando il ridicolo. In un paese civile e democratico ci deve essere la libertà di pensiero, qualsiasi esso sia, purché non si traduca in reato (sarebbe bello che fosse reato anche quando qualcuno dice stupidate, ma in carcere non c’è già più posto per i delinquenti). Invece sembra che il pensiero “libero” sia solo in certe direzioni, in certe stanze dove si sceglie cosa sia giusto o sbagliato solo e semplicemente perchè è più facile. Come le battaglie a cui è facile aderire senza doversi affaticare a fare pulizia, a ponderare bene le parole, ma sparando a zero “politici tutti ladri e corrotti”,  “la giustizia fa schifo” ect…Adesso si sentirà per mesi parlare di “Barilla omofobo”, nonostante abbia presentato delle scuse benchè perplesso dal clamore attirato da un pensiero che si è visto imposto di non poter avere.

Il nostro paese, come il resto del mondo, ha una storia fatta di lotte di pensiero, di scioperi, di proteste e di indignazione. Ancora oggi abbiamo molto lavoro da fare, tutti quanti, per comprendere come il genere umano sia diverso, come la natura lo abbia creato diverso. Dobbiamo applicarci, per accettare ogni tipo di amore e di famiglia. Ma non possiamo imporre a chi vende un prodotto in che modo lo debba pubblicizzare.

Le altre aziende produttrici di pasta adesso popolano il web di slogan e immagini che fanno il verso al signor Barilla. Triste. Se avessero voluto trasmettere un messaggio, perché hanno atteso di veder attaccato al fondo della pentola il fusillo più forte del mercato, prima di dichiarare che i loro ingredienti sono diversi?

Marketing, presunti scoop dell’ultimo minuto e niente altro. E che ognuno mangi la pasta che vuole, nella famiglia che preferisce.