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Comitato Beni Comuni unito al M5S? "Così non sono autonomi", parola di Scanagatti

Comitato Beni Comuni unito al M5S? “Così non sono autonomi”, parola di Scanagatti

23 Settembre 2013

Ricordate il ricorso al Tar presentato dal Comitato Beni Comuni e dal Movimento Cinque Stelle riguardo al presunto affidamento illegittimo della gestione dell’acqua a Brianzacque? Ebbe sull’argomento il sindaco Roberto Scanagatti alle richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri grillini a Monza ha ammesso pubblicamente che in questo caso il Comitato beni Comuni si è sottomesso al Movimento di Grillo e che quindi sarebbe necessario “riconsiderare il livello di autonomia del Comitato poiché questa “commistione tra parte politica e società civile è sintomo di “assenza di autonomia” e di “subalternità del Comitato” al Movimento 5 Stelle”. Parole che hanno suscitato l’accesa risposta dei rappresentanti del Comitato.

«Il nostro scopo è quello di consentire ai cittadini di esprimersi sui beni comuni dei quali, alla comunità, non può essere sottratto il godimento e la possibilità di partecipare alla loro gestione; che la gestione di ciò che è riconosciuto come bene comune deve essere attuata nel suo pieno rispetto e con la massima trasparenza; che a tal fine il Comitato ripudia qualsiasi forma di illegalità e di illegittimità ad essi collegata – hanno spiegato – Ma per il Sindaco, il fatto che il Movimento 5 Stelle abbia sostenuto la battaglia per la legalità nella gestione dell’acqua brianzola, portata avanti dal Comitato già da prima che si celebrassero i referendum e già da prima che il Movimento 5 Stelle fosse rappresentato nel Consiglio comunale di Monza, è da considerare come un disvalore; per noi risulta abbastanza fastidioso che il Sindaco sprechi il suo tempo in Consiglio comunale per impartire lezioni di indipendenza tra comitati, movimenti e partiti, quando la città è afflitta da gravissimi problemi quali il traffico, l’inquinamento, la bolletta per lo smaltimento dei rifiuti (la più alta di tutta la regione Lombardia con i suoi 22 milioni di euro annui a fronte di risultati assai modesti nella raccolta differenziata). Non sarebbe più serio e produttivo affrontare queste problematiche, cercando di individuare i motivi che hanno impedito di mantenere quanto promesso nella sua fortunata campagna elettorale, durante la quale vennero addirittura concepiti i cosiddetti cantieri della partecipazione?»

Nel suo discorso il sindaco ha parlato in modo negativo delle “cinghie di trasmissione” tra partito e comitato. Sembra strano visto che da sempre il Pd ha vantato stretti legami, cinghie insomma tra sindacato, cooperative, associazioni dei consumatori, comitati di vario genere. Lo stesso Scanagatti, giustamente, quando era all’opposizione e non solo, è sempre stato attento alle richieste di Comitati come quello di Sant’Albino e ha portato avanti battaglie anche importanti insieme a Comitati come quello per il Parco ad esempio. Insomma non è mai stato un male, anzi, che il partito lottasse per migliorare le cose insieme ai soggetti impegnati nella società civile … soprattutto quelli che poi diventano bacino di voti in campagna elettorale. Magari.

 

 

 

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Laura Marinaro
Giornalista dalla punta dei capelli a quella dei piedi. Nella vita di cronista e di comunicatore a 360 gradi ho fatto di tutto. Gli inizi a La Notte, ultimo quotidiano del pomeriggio, e poi i viaggi per il mondo. Il ritorno alla cronaca è stato a Monza dove attualmente faccio base ma per espandermi nel milanese e in Lombardia. Amo indagare soprattutto sui fenomeni di corruzione. Ho pubblicato due libri, uno sui papà separati e uno sulla Corruzione e ora sono impegnata nel sociale con CosaPubblica. Passioni? Oltre il lavoro la mia splendida Martina;)


Commenti

  1. Marco Lamperti dice:

    C’è una sottile differenza tra l’ascolto che il Gruppo Consiliare del PD capitanato dall’attuale Sindaco e il PD stesso praticavano (e praticano ancora per quanto le persone siano in parte mutate) nei confronti di associazioni e comitati e l’evidente indissolubile legame che è nato tra M5S e Comitato Beni Comuni (ahimè!).

    Per più di tre anni (2010-2013) sono stato nella segreteria politica del PD Monza e l’indipendenza di tali associazioni è sempre stata una priorità sia per noi che per loro. Con loro si sono condivise non poche battaglie (Variante al PGT, Parco e Villa Reale, etc..), ma mai si è potuto lontanamente confondere il Partito Democratico con questi liberi comitati di cittadini. Mai.
    Il mantra “battaglia comune, coscienze distinte” risuona ancora nelle mia testa, perché non passava settimana che non ce lo ripetessimo.
    Non lo facevamo per puro vezzo, ma perché i ruoli che interpretavamo erano per loro natura diversi.

    La prova di questa “sottomissione” – come l’ha chiamata Roberto Scanagatti – ha evidente prova nell’emorragia di cittadini che il Comitato Beni Comuni ha subito negli ultimi due anni a causa – a mio modesto avviso – dell’eccessiva partigianeria verso il M5S.
    Molti elettori dei partiti di centrosinistra, e non solo, se ne sono andati proprio perché hanno riscontrato che il Comitato si fosse trasformato in una specie di propaggine del M5S.
    Sono sicuro che per ogni “deluso” vi siano stati non uno, ma quattro nuovi cittadini pronti a dare una mano, ma le lamentale le ho sentite e non da poche persone.

    Sia chiaro: non mi sento assolutamente in diritto di criticare questa scelta. La riconosco come tale e la rispetto, ma chiedo che si abbiano l’onestà intellettuale di non negare una realtà più che evidente e il coraggio di portarla fino in fondo.

    Detto questo, la mia stima verso il Comitato e il M5S resta ovviamente immutata.

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