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Pediatri e minori irregolari: commissione in regione

Pediatri e minori irregolari: commissione in regione

1 Agosto 2013

1.200.000 stranieri in Lombardia, ossia il 12% di tutta la popolazione. A questo dato va aggiunto il numero di immigrati irregolari, senza dunque permesso di soggiorno, il cui numero è stimato dalle associazioni che si occupano di tutela dei diritti degli stranieri in 100.000 persone. Sono alcuni dati emersi nel corso dell’audizione che si è tenuta oggi in Commissione Sanità, presieduta da Fabio Rizzi (LN) con Caritas, Naga, Gris, Avvocati per niente ONLUS e ASGI.

Tra i problemi affrontati il mancato recepimento da parte della Lombardia dell’accordo Stato-Regione (firmato il 20 dicembre scorso) che chiede di uniformare su tutto il territorio italiano il trattamento sanitario nei confronti degli stranieri. Tra i nodi ancora da sciogliere, anche le cure per i minori non regolari e la possibilità di introdurre anche per loro la figura del pediatra di base.

Secondo l’associazione Naga, i minori stranieri che non sarebbero mai stati visitati da medici sarebbe il 40% e il 24 non avrebbe mai ricevuto alcuna vaccinazione con quanto ne consegue a livello di prevenzione. “E’ stato un incontro interessante e pur condividendo alcuni aspetti non possiamo però avallare il principio secondo cui non c’è differenza tra regolari e non regolari”, ha detto il Presidente della Commissione Fabio Rizzi.Sappiamo che è economicamente svantaggioso il fatto che i minori non abbiano un’assistenza di base ma di fatto riteniamo si debba tenere ferma la differenza tra clandestini e non, considerato che comunque la Lombardia garantisce appieno prestazioni e cure sanitarie”. Il numero di bambini che non vengono fatti visitare sono tantissimi – ha detto Umberto Ambrosoli (Patto Civico) – e questo crea problemi di tipo sociale ed economico. La mozione che avevo  presentato in Aula sulla materia è stata bocciata. Ora lavoriamo a un progetto di legge che preveda l’assistenza sanitaria di base a tutti, compreso gli irregolari”. “Premesso che la Regione – ha spiegato Stefano Carugo (PDL) in questi anni ha fatto tanto per gli immigrati e i minori stranieri, non potevamo approvare una mozione che aveva aspetti parziali, politici e mediatici. Come PdL lavoreremo su un progetto di legge, scevro da ideologie di partito, che dia attuazione in modo ragionevole, concreto ed economicamente vantaggioso all’accordo del dicembre scorso”.

Presenteremo una mozione da discutere in Consiglio regionale – ha detto la Consigliera Iolanda Nanni (M5S) che solleciti il rapido recepimento da parte di Regione Lombardia dell’accordo Stato-Regioni per l’accesso uniforme ai servizi sanitari da parte degli stranieri su tutto il territorio nazionale. La Lombardia, rispetto ad altre Regioni, è in forte ritardo, dunque chiediamo un atto e un segnale forte che superi la farraginosità di un sistema che impedisce il pieno rispetto di diritti fondamentali”.

Non si tratta solo di un atto doveroso di solidarietà – ha spiegato Sara Valmaggi, Vicepresidente del Consiglio regionale (PD) – ma riconoscere un pediatra di base ai minori, che mai in alcun modo vanno considerati clandestini, produrrebbe un forte risparmio nelle casse sanitarie nazionali e regionali. Investire sulla salute degli stranieri e sulla prevenzione significa investire sulla salute di tutti”.

 

Sono alcuni dati emersi nel corso dell’audizione che si è tenuta oggi in Commissione Sanità, presieduta da Fabio Rizzi (LN) con Caritas, Naga, Gris, Avvocati per niente ONLUS e ASGI.

Tra i problemi affrontati il mancato recepimento da parte della Lombardia dell’accordo Stato-Regione (firmato il 20 dicembre scorso) che chiede di uniformare su tutto il territorio italiano il trattamento sanitario nei confronti degli stranieri. Tra i nodi ancora da sciogliere, anche le cure per i minori non regolari e la possibilità di introdurre anche per loro la figura del pediatra di base.

Secondo l’associazione Naga, i minori stranieri che non sarebbero mai stati visitati da medici sarebbe il 40% e il 24 non avrebbe mai ricevuto alcuna vaccinazione con quanto ne consegue a livello di prevenzione. “E’ stato un incontro interessante e pur condividendo alcuni aspetti non possiamo però avallare il principio secondo cui non c’è differenza tra regolari e non regolari”, ha detto il Presidente della Commissione Fabio Rizzi. “Sappiamo che è economicamente svantaggioso il fatto che i minori non abbiano un’assistenza di base ma di fatto riteniamo si debba tenere ferma la differenza tra clandestini e non, considerato che comunque la Lombardia garantisce appieno prestazioni e cure sanitarie”. “ Il numero di bambini che non vengono fatti visitare sono tantissimi – ha detto Umberto Ambrosoli (Patto Civico) – e questo crea problemi di tipo sociale ed economico. La mozione che avevo presentato in Aula sulla materia è stata bocciata. Ora lavoriamo a un progetto di legge che preveda l’assistenza sanitaria di base a tutti, compreso gli irregolari”. “Premesso che la Regione – ha spiegato Stefano Carugo (PDL) in questi anni ha fatto tanto per gli immigrati e i minori stranieri, non potevamo approvare una mozione che aveva aspetti parziali, politici e mediatici. Come PdL lavoreremo su un progetto di legge, scevro da ideologie di partito, che dia attuazione in modo ragionevole, concreto ed economicamente vantaggioso all’accordo del dicembre scorso”.

“Presenteremo una mozione da discutere in Consiglio regionale – ha detto la Consigliera Iolanda Nanni (M5S) che solleciti il rapido recepimento da parte di Regione Lombardia dell’accordo Stato-Regioni per l’accesso uniforme ai servizi sanitari da parte degli stranieri su tutto il territorio nazionale. La Lombardia, rispetto ad altre Regioni, è in forte ritardo, dunque chiediamo un atto e un segnale forte che superi la farraginosità di un sistema che impedisce il pieno rispetto di diritti fondamentali”.

“Non si tratta solo di un atto doveroso di solidarietà – ha spiegato Sara Valmaggi, Vicepresidente del Consiglio regionale (PD) – ma riconoscere un pediatra di base ai minori, che mai in alcun modo vanno considerati clandestini, produrrebbe un forte risparmio nelle casse sanitarie nazionali e regionali. Investire sulla salute degli stranieri e sulla prevenzione significa investire sulla salute di tutti”.

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