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Imprese femminili: la ripresa parte da qui

Imprese femminili: la ripresa parte da qui

17 Agosto 2013

La ripresa parte dalle donne: il giro d’affari delle imprese a guida femminile, un esercito di oltre 1,2 milioni di aziende in Italia, segna un +1,6% rispetto al 2012. E crescono anche i fiocchi rosa: nei primi sei mesi del 2013 sono nate oltre 61.700 imprese femminili(3.895 in più rispetto al primo semestre del 2012), e di queste una su dieci è aperta da una straniera.

Da nord a sud il giro d’affari registra segni positivi: la Lombardia con oltre 172.400 imprese femminili traina la ripresa in rosa. Al secondo posto le imprenditrici del Lazio (quasi 120 mila, +2,9%), al terzo quelle del Veneto (quasi 100.000, +2,7%). Questa la fotografia scattata attraverso una elaborazione e una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese e Istat.

«I segnali positivi che arrivano dal fare impresa al femminile e dai “fiocchi rosa” in più ci proiettano nell’autunno con una carica di fiducia – ha dichiarato Mina Pirovano, presidente del Comitato della Camera di commercio di Monza e Brianza e presidente del Coordinamento dei Comitati Imprenditoria Femminile lombardi- Le donne che lavorano e fanno impresa rappresentano la nuova chiave di volta per il nostro sviluppo perché generano a loro volta occupazione e stimolano la nascita di nuove imprese. Per questo occorre sostenerle con politiche di incentivo e di semplificazione dello start up, facilitandole nell’accesso al credito per l’impresa e nella valorizzazione delle proprie esperienze e competenze».

Le imprenditrici straniere Contribuiscono alla ripresa le imprenditrici straniere, che al secondo trimestre del 2013 rappresentano l’8,1% del totale delle imprese femminili, in crescita rispetto all’anno precedente del 4,6%. Nei primi sei mesi dell’anno ci sono stati 431 fiocchi rosa stranieri in più rispetto al primo semestre dello scorso anno. Complessivamente le imprese femminili straniere registrano le migliori performance in Emilia Romagna in crescita del 7% rispetto al 2012, in Toscana (+6,2%), in Lombardia e Veneto (entrambi +5,9%). E le imprenditrici straniere si mettono in proprio nel settore del commercio e dei servizi: i più gettonati gli ambulanti (oltre 7.600 fra tessile, abbigliamento, calzature e bigiotteria) bar (oltre 5.500 attività), , parrucchieri (più di 3.200) e ristoranti (oltre 3.100), ma anche i mestieri tradizionali legati al “saper fare”, come la confezione di articoli di abbigliamento (più di 2.200) e la sartoria su misura (più 1.500).

Le imprenditrici italiane Considerando i principali settori di attività, le imprenditrici di casa nostra riscoprono il valore della terra e l’impresa agricola (nelle coltivazioni sono oltre 151 mila le attività imprenditoriali al femminile), ma le donne non riunciano a fare della cura della bellezza un’impresa con più di 52 mila parrucchiere e oltre 23 mila istituti di bellezza.

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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