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Studio FM, vetrine d'autore. Intervista a Francesco Mattavelli

Studio FM, vetrine d’autore. Intervista a Francesco Mattavelli

4 Luglio 2013

Ha compiuto trent’anni nel 2012 e, da semplice vetrinista artigiano, Studio FM di Francesco Mattavelli è ora un’importante realtà del settore, con sede a Brugherio su una superficie di 5000 mq, oltre a 1000 mq di uffici e show room, 14 piattaforme regionali, 15 dipendenti, 2 corrieri Nazionali, 2 padroncini, 60 vetrinisti e 15 merchandiser che operano sul territorio.

La società di Mattavelli, con la moglie Mara all’amministrazione e i figli Valeria e Marco integrati successivamente all’interno dell’organigramma, lavora per importanti marchi internazionali e nazionali del mondo della moda, della profumeria, della gioielleria e dell’ottica.

Mattavelli, essere imprenditori, al giorno d’oggi, ai tempi della crisi, è piuttosto complicato. Come è cambiato (se è cambiato) il vostro lavoro nel quotidiano? Come avete reagito alla crisi?

La nostra realtà ha avuto incremento all’inizio della crisi raggiungendo punte ragguardevoli negli anni 2009 e 2010 proprio perché l’attività pubblicitaria sul punto vendita che svolgiamo attiva l’impulso alla vendita. Poi le vendite sono comunque diminuite anche nel modo del lusso e i budget stanziati rivisti di conseguenza. Per aiutare le società che seguiamo abbiamo rivisto i costi del servizio a fronte di maggiori numeriche di appalto, studiato soluzioni alternative per le produzioni con la ricerca di nuovi materiali che, a minor costo, sapessero comunque dare la sensazione di lusso che non potevamo sminuire. Nel quotidiano affrontiamo ogni singola richiesta di operatività sul territorio nazionale, modifichiamo programmi, attiviamo produzioni anche molto complesse e facciamo sempre più spedizioni urgenti ai nostri collaboratori sul territorio, al fine di aggiungere anche una vetrina per volta da fatturarsi a fine mese. È quindi cambiata radicalmente l’organizzazione del lavoro, oltre al programmato si aggiungono quotidianamente delle attività che a fine mese incrementano il fatturato, senza però darci la possibilità di benché minima previsione.

 “La crisi è un’opportunità”. Un’affermazione che si legge sempre più spesso. È d’accordo?

In questi trent’anni di attività mi sono trovato spesso ad investire in momenti di crisi, sia in risorse umane che in strutture. La legge Tremonti ci ha aiutato a ingrandire le nostre superfici operative e abbiamo avuto la possibilità di proporre maggiori attività alle aziende con le quali operavamo. Anche i nostri fornitori hanno acquistato macchinari e strutture adeguandosi sempre di più alle nostre esigenze. Oggi però questa crisi è un po’ diversa perché le prospettive si chiudono sempre di più e solo in queste settimane si stanno promulgando Decreti Legge che potrebbero essere presi in considerazione dalla nostra società. Sinceramente sino ad oggi ci siamo un po’ frenati ma la voglia di investire, specialmente in risorse umane giovani che affianchino gli attuali vetrinisti sul territorio, è nelle nostre prospettive.

Tre aggettivi per il mondo del lavoro brianzolo.

Capace, tenace ed evolutivo.

Capace: ha sempre saputo evolvere e crescere con le nuove generazioni. Tenace: perché pronto ad affrontare nuove sfide e le difficoltà che si presentano quotidianamente. Evolutivo: perché pronto a innovarsi in tecnologie e anche a produrre le stesse al fine di migliorare le qualità dei prodotti e il loro design.

Quali consigli darebbe a un giovane che decidesse di intraprendere una carriera imprenditoriale oggigiorno in Brianza?

Provarci, provarci e provarci ancora! Questo è il miglior consiglio che mi sento di dare a un giovane brianzolo. L’alternativa è l’immobilismo e l’attesa di un posto di lavoro che fornisce comunque meno sicurezze di una propria attività. Consiglio di porsi anzitutto un obbiettivo sul cosa voler fare. Deve sentire dentro quell’istinto costruttivo che porterà ogni suo interlocutore a credere in quello che vuole fare, ottenendo così gli indispensabili finanziamenti per iniziare. Non deve mai porsi immediate prospettive di estremo ricavo ma deve saper costruire mattone su mattone tutta la sua affidabilità e credibilità. Deve saper incutere fiducia, affidabilità e certezze a tutti coloro che stanno credendo in lui rispettando gli impegni presi nei loro confronti, a costo di dedicare anche buona parte del suo tempo libero all’iniziativa imprenditoriale. Troppo difficile? No, basta provarci e non mollare tutto alla prima difficoltà, questo era valido per i nostri nonni ma è ancora più valido oggi dove le esigenze sono molto ampie ma anche le opportunità sono cresciute di pari passo. Penso che i nostri giovani sentano davvero il bisogno di essere stimolati e non sempre protetti e coccolati.

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Andrea Meregalli
Ho sempre sognato di scrivere una biografia in terza persona singolare, ma ora mi vergogno. E allora Andrea Meregalli, classe 1984, vivo con Isabella e Arturo Bandini, giornalista pubblicista e lettore professionista con una passionaccia [cit.] per la letteratura latinoamericana del novecento, faccio alcune cose male tra cui giocare a backgammon e suonare l'ukulele, mi piacciono il jazz e il calcio, il poker e la mitologia norrena, i whisky e la filosofia greca antica. Soprattutto mi piacciono i libri, cartacei come digitali. Mi trovate su Twitter, su Facebook (poco) e su Finzioni Magazine.


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