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"Messa in prova dei detenuti" o messa alla prova la pazienza degli italiani

“Messa in prova dei detenuti” o messa alla prova la pazienza degli italiani

24 Luglio 2013

Sono trascorsi pochi giorni da quando ho ascoltato il dolore e la rabbia di Nerio Papetti, il padre di Beatrice, uccisa a sedici anni da un pirata della strada, poi “pentito” ad una settimana di distanza (dopo aver fatto sparire macchina e cellulare n.d.r). Lui si aspetta(va) una Giustizia diversa, e non è l’unico.

“I giudici applicano la legge”. Bene, queste non sono sufficienti a garantire la sicurezza e la serenità dei cittadini. Cambiatele. Il Governo (e non solo l’attuale) sembra cieco rispetto al malumore degli italiani che sempre più spesso si manifesta in reazioni violente e il cui braccio viene armato (forse?) proprio dalle mancate tutele. La “messa in prova dei detenuti” del Presidente della Camera Laura Boldrini è di “quelle” per cui la bocca ti si spalanca e fa “mpac”. Come una vignetta dei cartoni animati. Perché vogliamo lentamente scivolare verso un paese vomitevolmente garantista, dove chi sbaglia non paga mai e chi è vittima viene dimenticato? Si sente parlare di carceri stracolme ogni santo giorno. Non sento nessuno disperarsi per lo stato di disagio psicologico permanente conseguente alla perdita di un caro per un crimine violento, di uno stupro, di una rapina con percosse. Perché invece di ostinarvi a svuotare le carceri, non ne costruite di nuove? Come? I responsabili di reati non derivanti da atti predatori (ad esempio reati fiscali), non li si manda più in galera, si fissa una cauzione e gli si sequestra i beni. Con quei soldi costruiamo carceri nuove, anche diversamente concepite, dove soggiornerà (lavorando) chi commette reati “minori”. Perché chi commette reati seriali di tipo predatorio o reati gravi contro la persona, deve restare in galera con pena certa. I primi ad aver diritto alle “garanzie”, devono essere le persone che si comportano bene, non viceversa. L’Italia invece è diventata la “Repubblica della Banane”, dove il delinquente ridacchia come una scimmia perché sa che la galera nostrana è come i tre giorni del militare e non più l’anno di rito e gli italiani onesti collezionano banane dove non ne vorrebbero mai sentire la “presenza”.

 

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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