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Alessio Tavecchio: «Il Comune è ostile al progetto della Fondazione».

Alessio Tavecchio: «Il Comune è ostile al progetto della Fondazione».

27 Luglio 2013

«La nuova amministrazione, malgrado le belle parole espresse anche in una delibera di giunta, ci ha completamente abbandonati, senza dare alcun seguito e alcuna risposta alla nostra proposta». A parlare è Alessio Tavecchio, fondatore della onlus che porta il suo stesso nome, impegnata da anni nella realizzazione dell’Open Village Monza, un centro polifunzionale di riabilitazione, formazione e sostegno a persone con disabilità, con annesso anche una Residenza per Anziani.

«Con la passata amministrazione la Fondazione Alessio Tavecchio aveva presentato una proposta di Programma Integrato di Intervento (PII) per la realizzazione dell’Open Village Monza sul terreno di sua proprietà di 12.000 mq – spiega Alessio -. Il Comune continua ad essere ostile al Progetto sociale perché la giunta, avendo azzerato la variante al PGT di Monza, ha reso il nostro terreno temporaneamente non edificabile in attesa della definizione del nuovo documento di piano che si presume completato entro la fine dell’anno 2014. Quindi fino a quel giorno non conosceremo nemmeno la destinazione urbanistica e l’indice di cubatura edificatoria del nostro terreno».

Conseguenza di quanto accaduto, e descritto dallo stesso Tavecchio, è stata la perdita del partner finanziatore dell’opera disposto ad investire circa 20 milioni di euro. «Il nostro progetto, unico nel suo genere, sarebbe a costo zero per l’Amministrazione Comunale, ma senza più partner, è ora  inattuabile».

Stante la situazione la Fondazione Alessio Tavecchio ha presentato in Comune, in data 22 febbraio,  una richiesta preliminare di valutazione per la fattibilità di un permesso di costruire in deroga di una superficie di minimo 500mq, che consentirebbe di continuare le attività sociali già attive sul territorio brianzolo.  «L’urgenza diventa ancora più pressante in quanto i nostri uffici, siti in via Philips a Monza presso la l’Azienda multinazionale Cisco Systems che ci ospita gratuitamente da oltre 5 anni, non saranno più disponibili a partire dalla fine dell’anno 2014 in quanto l’azienda si trasferisce. Ecco che quindi la nostra richiesta diventa anche la necessità di far sopravvivere la nostra Fondazione».

La risposta ufficiale del Comune è arrivata il 9 luglio, a leggercela è lo stesso Alessio: «Tenuto presente che il permesso di costruire in deroga implica l’intervento del Consiglio Comunale, non mi pare che, allo stato, questo percorso sia suscettibile di approdare a esito positivo. Qualora la Fondazione intenda comunque coltivare la domanda di permesso di costruire, la prego di prendere contatti con l’ufficio edilizia privata». Alessio Tavecchio non ha comunque intenzione di arrendersi e già annuncia «di prodigarsi per realizzare un piano di comunicazione che lo porterà sino in piazza.

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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