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Violenza sulle donne: la discussione in Regione

21 Giugno 2013

Lavorare in modo condiviso per arginare il fenomeno della violenza sulle donne che, a distanza di un anno dall’approvazione della legge regionale e nello stesso giorno in cui il Senato italiano ratifica in maniera definitiva

la Convenzione di Istanbul (prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne), resta un gravissimo problema. Solo nel 2013 – ha ricordato l’assessore alle Pari Opportunità Paola Bulbarelli – 35 donne sono state uccise e la maggior parte nelle Regioni del Nord. A Cremona e Lodi i due episodi più recenti. “I centri antiviolenza – ha spiegato l’Assessore – dovrebbero essere 1 ogni diecimila persone, che in Lombardia significherebbero 200 centri. Nella nostra Regione, invece, sono operativi solo 16 centri e pochi Pronto Soccorso hanno un servizio di sostegno e consulenza per le vittime di maltrattamenti”.

Il Consiglio regionale, questo pomeriggio, ha votato due mozioni che sollecitano la Giunta a prevedere iniziative formative e ad attuare la legge regionale a sostegno delle donne vittime di violenza.

Voto unanime al testo presentato da Sara Valmaggi (PD) e firmato anche da Daniela Maroni (Lista Maroni), Movimento Cinque Stelle, Patto Civico che chiede l’attuazione della legge regionale approvata nel luglio scorso e che prevedeva un finanziamento di un milione di euro e mai stanziato.

Oltre la metà delle violenze denunciate da donne tra i 28 e i 47 anni, avvengono in casa. Il documento sottolinea dunque la necessità di una programmazione di interventi concordandati con le Istituzioni, le associazioni, i centri antiviolenza e le scuole in modo da educare anche i più giovani alla prevenzione e al contrasto di questo fenomeno.
Non bastano le parole – ha spiegato Valmaggima servono fondi e risorse. E’ passato un anno dall’approvazione della legge regionale e il milione di euro, che era stato stanziato a sostegno di iniziative contro la violenza delle donne, non è mai stato formalizzato. C’è dunque un impegno di Regione e c’è la necessità di accogliere i principi previsti dalla legge approvata dall’Aula all’unanimità”. L’Assessore Paola Bulbarelli ha assicurato che sarà attivata un’agenda condivisa da Istituzioni e Associazioni per elaborare un programma che definisca un efficace uso delle risorse che saranno messe a disposizione con l’approvazione del documento di assestamento di bilancio.

Approvato, invece, a maggioranza, il documento presentato da Maria Teresa Baldini (Lista Maroni Presidente) e firmato anche dalla Lega Nord, PDL, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d’Italia, che invita la Giunta ad attivare corsi formativi, anche di natura sportiva, per aiutare le ragazze più giovani a gestire con più sicurezza e controllo situazioni di difficoltà. “Il costo economico e sociale – ha sottolineato Maria Teresa Baldiniche deriva da una avvenuta violenza, è molto alta per l’intera comunità, senza considerare le conseguenze psicologiche di chi subisce atti di questo tipo. Per questo proponiamo alla Giunta di patrocinare e attivare corsi di difesa personale all’interno delle scuole con l’obiettivo di aumentare nelle ragazze la consapevolezza del proprio corpo e la loro autostima”.

La mozione si rivolge in particolar modo a ragazze minorenni, spesso vittime di eventi di bullismo e violenza da parte di bande. Secondo dati Istat (2011) il 32% delle donne comprese tra i 16 e i 70 anni sarebbero vittime di violenza e 937 mila sarebbero casi di tipo persecutorio da parte del proprio partner (stalking). Il costo giornaliero per detenuto ammonterebbe a 116 euro. L’Assessore ha ricordato che secondo il Consiglio d’Europa, la spesa complessiva italiana a causa di violenze si aggira attorno a 2,4 miliardi di euro. “Corsi di difesa personale – ha aggiunto Paola Bulbarelli non sono sufficienti per affrontare il problema della violenza ma servono quantomeno a educare le donne più giovani a superare insicurezze e paure nel momento del bisogno e ad aumentare l’autostima, che manca ancora a troppe donne vittime di violenza anche tra le mura domestiche”.

 

fonte: ufficio stampa Consiglio Regionale della Lombardia

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