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Servizio idrico: M5S, sarà battaglia in Consiglio

24 Giugno 2013

fuggetta nicolaOggi, 25 giugno, c’è il secondo “round” in Consiglio Comunale. La questione sul tappeto è quella complessa, già affrontata durante la seduta “aperta” del 20 giugno, dell’affidamento da parte di Ato Monza e Brianza del servizio idrico integrato a Brianzacque, compreso quello del Comune di Monza. Il Movimento Cinque Stelle promette battaglia, parola di consigliere Nicola Fuggetta, che parla di illegittimità del procedimento.

Una passaggio quello sulla gestione del servizio idrico che fa riferimento “a un quadro normativo fluido (così è definito nella relazione del Comune di Monza presenta dal segretario Mario Spoto) per le numerose modifiche ed interventi giuridici avvenuti”.

Le problematiche sono quindi non indifferenti. Il Movimento Cinque Stelle chiederà al sindaco di non votare la proroga dell’affidamento a Brianzacque per la gestione del Servizio idrico e rilancerà proponendo che il processo venga rivisto per studiare una nuova soluzione. Il motivo? «Non abbiamo nulla contro Brianzacque, ma questa società non ha i requisiti richiesti dalla legge per farsi carico della proprietà delle reti, semmai della sola gestione del servizio – e aggiunge il consigliere Fuggetta – Riteniamo che la futura fusione delle patrimoniali in Brianzacque contrasti con una sentenza della Corte Costituzionale (la 320/2011) dove si parla proprio del fatto che la proprietà delle reti e degli impianti idrici sia pubblica in quanto demaniale e non passa essere conferita a società patrimoniali». E il consigliere Fuggetta aggiunge anche: «La questione legata all’acqua è anche culturale, di principio: deve cambiare l’approccio: dopo il referendum ci si aspettavano dei cambiamenti e invece si parla sempre dell’acqua come se fosse un bene privato. Anche in questo caso si parla di cessione di quote, di movimenti societari. È necessario un cambiamento culturalmente prima di tutto». La proposta del Movimento 5 Stelle (e del Comitato Bene Comune) sarà quindi di presentare domani all’attenzione del Consiglio uno schema di delibera che prevede l’affidamento a un gestore unitario, che porti alla fusione delle Patrimoniali per giungere alla costituzione dell’Azienda speciale consortile che assorba anche Brianzacque. Una proposta che potrebbe essere presa in considerazione dal Parlamento cittadino che però finora si è mosso in ben altra direzione. Poche settimane fa la acquisizione del Comune di Monza delle quote detenute da Acsm Agam in Brianzacque e quindi la nomina nel cda proprio di Mario Spoto. «La sua presenza è per noi garanzia di legalità – commenta Fuggetta – È il correttivo che era necessario per andare avanti».

Il percorso intrapreso dall’Ato di Monza e Brianza risale al 2011 ed è teso ad ottenere i requisiti necessari per Brianzacque affinché sia il gestore «In house», ovvero sia che i comuni soci effettuino un controllo sull’ìattività della società analogo a quello esercitato sui loro uffici. Ma non è tutto qui, in quanto per avere i requisiti Brianzacque deve essere completamente pubblica. Ad oggi è già iniziato il percorso di retrocessione delle quote da Alsi e Idra, ma restano da dipanare i nodi circa la società Aeb-Gelsia (perchè Ianomi e Cap Gestioni hanno già firmato le loro cessioni di quote).
Il segretario Spoto mette in guardia il Consiglio comunale nella sua relazione affermando : «L’Ato deve adottare un nuovo provvedimento per risolvere la questione di quelle quote rimaste non in capo ai comuni perfezionando così il procedimento di affidamento a Brianzacque».

In pratica se nel 2008 la gestione delle Reti idrico fognarie era stata affidata ad Alsi dall’Ato di Milano, nel 2011 l’Ato MB assieme alla Provincia brianzola aveva spostato le competenze su Brianzacque. L’obiettivo è di fondere le patrimoniali in Brianzacque con la definitiva fusione di Alsi.Se da una parte c’è la sentenza della Corte costituzionale a cui si appellano i comitati e il Movimento 5 Stelle, dall’altra parte il risultato del processo di fusione “inverso” potrebbe essere giudicato come costituzione di un soggetto nuovo e allora valido (se ci saranno anche tutti le altre condizioni). La materia non è semplice per un quadro normativo non netto. Il segretario Spoto conclude così la sua relazione in modo cauto e prudente scrivendo: ” È del tutto evidente che un iter come quello delineato rischia di restare “in divenire” e di non giungere alla sua conclusione fino ad essere di fatto impercorribile».

La partita si giocherà oggi in Consiglio comunale, anche se la vera questione sarà quella sulla qualità e i costi del servizio che sono i temi che probabilmente più stanno a cuore dei cittadini.

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