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Monza Calcio: i primi “guai” di Armstrong-Emery

26 Giugno 2013

monza-stadio-brianteo-2-mbDue brutte figure nel giro di pochi giorni: non è che l’avventura italiana del neopresidente del Monza, Anthony Jon Domingo Armstrong-Emery, stia iniziando nel migliore dei modi. Al costruttore anglobrasiliano stanno infatti sfuggendo di mano alcune situazioni, per certi versi marginali, ma significative.

Iniziamo dalla brutta figura più recente. Secondo indiscrezioni, l’ex capitano del Monza, Vincenzo Iacopino, avrebbe vinto nettamente l’arbitrato chiesto dalla società biancorossa alla Lega Pro. Si tratterebbe di una perdita di circa 100mila euro per le casse del club di via Ragazzi del ’99, oltre al danno d’immagine. Iacopino, centrocampista dai piedi buoni e “bandiera” della squadra degli ultimi anni, era stato squalificato la scorsa estate per 3 anni e 6 mesi per illecito sportivo, una sanzione che era costata al Monza punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva. Solo che il 37enne giocatore ligure, a differenza della società brianzola, aveva presentato ricorso al Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport del Coni, che lo scorso aprile aveva derubricato l’accusa in slealtà sportiva, riducendogli la squalifica a 1 anno. Forte di questa sentenza l’ex capitano avrebbe chiesto al Monza di rinnovare il contratto, in scadenza il 30 giugno 2014, spalmando i compensi pattuiti su più stagioni e mettendosi a disposizione anche come allenatore per le formazioni giovanili. Nel momento in cui “Iaco” ha ricevuto come risposta dalla società la presentazione dell’istanza di arbitrato alla Lega Pro, in pratica una richiesta di licenziamento per giusta causa, la reazione è stata quella di reclamare la corresponsione di buona parte degli emolumenti che gli sono stati congelati dallo scorso luglio più una somma a titolo di risarcimento danni per il divieto di allenarsi al centro sportivo Monzello impostogli sempre dallo scorso luglio (anche i cosiddetti “fuori rosa” hanno diritto ad allenarsi coi compagni, come si è verificato in questa stagione col portiere Marco Marcandalli). Gli arbitri della Lega Pro, dopo aver ascoltato le parti negli uffici di Firenze, avrebbero deciso (il condizionale è d’obbligo perché si attende la pubblicazione della delibera) di dare ragione quasi in toto al centrocampista originario di Ventimiglia. La somma che il Monza dovrebbe scucire a Iacopino è una somma importante perché l’ex capitano era uno dei giocatori con lo stipendio più alto della rosa. Inoltre il club brianzolo perde, stando alle indiscrezioni, anche la possibilità di poter vendere il suo cartellino in quanto gli arbitri avrebbero comunque stabilito la rescissione del contratto. Nonostante i quasi 37 anni d’età e i 12 mesi di stop forzato, il trequartista predecessore di Andrea Gasbarroni ha comunque numerosi estimatori: sarebbero già due i club professionistici interessati a ingaggiarlo. Forse Armstrong-Emery avrebbe fatto meglio a trovare un accordo bonario con lui…

A proposito di soldi che sfumano, la Tritium, che da due anni gioca allo stadio Brianteo a causa dell’inadeguatezza per la Prima Divisione del “La Rocca” di Trezzo sull’Adda, è sempre più distante dal rinnovare il contratto d’affitto col Monza. Troppi i quasi 100mila euro annui da sborsare, comprendendo anche i costi per il servizio di stewarding che, date le dimensioni dell’impianto monzese, sono più onerose che da altre parti. Le probabilità di trasferimento al “Breda” di Sesto San Giovanni sono molto più elevate rispetto a quelle di trasferimento al “Rigamonti-Ceppi” di Lecco, anche se nello stadio dell’hinterland milanese vi sarebbero alcuni lavori da eseguire urgentemente per farlo omologare per la terza serie (la Pro Sesto giocava al “Breda” in Prima Divisione prima dell’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Maroni”, nel 2009, che ha imposto norme severe di sicurezza negli stadi). L’unica possibilità che ha dunque il Monza di mantenere l'”inquilino” Tritium è quella di abbassare sensibilmente il canone d’affitto, anzi, di subaffitto visto che il proprietario del “Brianteo” è il Comune.

Tornando ad Armstrong-Emery e alle sue brutte figure, il neopresidente titolare della multinazionale EcoHousing Group ha “tirato il bidone” al Consiglio direttivo del Rugby Monza 1949. Durante il suo soggiorno italiano della scorsa settimana aveva organizzato un incontro, il secondo, con la società cittadina dello sport di cui è stato anche giocatore (non a caso in Brasile è proprietario dell’Alecrim, club di calcio e rugby) allo scopo di proseguire la trattativa per la sua acquisizione (si fa per dire trattandosi di associazione dilettantistica). Ebbene, alle 13.30 di venerdì erano ad attenderlo cinque dirigenti che per l’importante meeting avevano chiesto il permesso di assentarsi dal lavoro. Passa un’ora, ne passano due (cioè il ritardo con cui si era presentato al primo incontro), ma dell’anglobrasiliano e della Ferrari con cui ama gironzolare per il Belpaese nessuna traccia… È ripartito qualche giorno dopo per il Sudamerica lasciando nella nostra città dubbi e perplessità. Ribadiamo quanto scritto l’ultima volta: che fine ha fatto il suo interesse per gli altri club sportivi monzesi? La “rete” che voleva creare è già stata accantonata? Detto del Rugby Monza, che comunque sopravvive anche senza di lui, l’Amministrazione comunale gli aveva segnalato il caso della Fiammamonza, società di calcio femminile sull’orlo della chiusura dopo 43 anni di vita gloriosa, visto lo scudetto conquistato nel 2006. Beh, l’interesse dimostrato inizialmente (forse per il solo stadio Sada…) non si è tramutato in fatti concreti, neppure in una telefonata alla dirigenza.

Se in certi ambienti cittadini cresce lo scetticismo nei confronti di Armstrong-Emery, resta invece intaccato l’entusiasmo tra la tifoseria del Monza, che lo considera un novello Roman Abramovič. Per i supporters biancorossi quello che conta saranno i prossimi 30 giorni di calciomercato e, soprattutto, come si muoverà la società per riconquistare già da quest’estate la Prima Divisione.

Se non altro, a differenza dell’anno scorso, non si parla più di scandali in cui è coinvolto il Monza. L’inchiesta del 2013, denominata “Calcio malato”, che ieri ha scatenato la Procura di Napoli, interessando 41 società e 67 tra giocatori, ex giocatori e procuratori, e in cui si ipotizzano i reati di associazione a delinquere, evasione fiscale internazionale, fatture false e riciclaggio, non vede infatti il nostro biancorosso in primo piano. Tra i coinvolti c’è però un monzese, il 43enne procuratore (ed ex portiere di diverse squadre di Serie A, oltre che de La Dominante e del Seregno) Graziano Battistini, che comunque non è tra gli indagati.

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