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Tnas al Monza niente sospensione del campionato

15 Maggio 2013

Monza-MonzelloNo alla sospensione dei play-off del Girone A di Seconda Divisione, per ora. È in sostanza la comunicazione che il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport del Coni ha diffuso ieri mattina deludendo un po’ le aspettative di dirigenti, tecnici e giocatori dell’Associazione calcio Monza Brianza 1912.

Il Tnas aveva infatti ricevuto ieri dal club biancorosso un’istanza di arbitrato nei confronti della Federcalcio riguardo al provvedimento, allo stato pubblicato e notificato nel solo dispositivo, con cui lo scorso 9 maggio la Corte di giustizia federale aveva “dichiarato inammissibile il ricorso per revisione contro la penalizzazione di 4 punti in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva 2012/2013, (inflitta lo scorso 6 luglio, ndr) a titolo di responsabilità oggettiva per gli addebiti (illecito sportivo, ndr) contestati ai propri tesserati Luca Fiuzzi, Andrea Alberti e Vincenzo Iacopino in relazione alle gare Cremonese-Monza del 27 ottobre 2010 e Pisa-Monza dell’8 dicembre 2010 (entrambe valevoli per la Coppa Italia Lega Pro, ndr)”. Ricordiamo che il Monza aveva presentato ricorso alla Cgf perché tra gennaio e aprile dell’anno in corso il Tnas aveva assolto Alberti (inizialmente squalificato per 3 anni e 6 mesi), ridotto la squalifica a Iacopino da 3 anni e 6 mesi a 1 anno (con l’accusa derubricata a slealtà sportiva) e ridotto la squalifica a Fiuzzi da 4 anni a 1 anno (con l’accusa derubricata a omessa denuncia). Ritenendosi ingiustamente penalizzato il sodalizio di via Ragazzi del ’99 ha dunque presentato un’istanza di arbitrato al Tnas e, dato che mancano meno di sole due settimane all’inizio dei play-off (la gara di andata della semifinale tra Monza e Bassano si giocherà allo stadio Brianteo domenica 26 maggio alle ore 16, ndr), ha chiesto cautelarmente l'”immediata sospensione della formazione della classifica del campionato di Lega Pro, Seconda Divisione, Girone A”. Il presidente del Tnas, Alberto de Roberto, ha però già in parte risposto ai contenuti dell’istanza: ha rinviato “ogni determinazione sull’istanza di adozione di misure cautelari al deposito della motivazione della decisione impugnata, rilevato che non risulta, allo stato, ancora depositata la motivazione della decisione impugnata, e che, quindi, in questa situazione, non sono consentite valutazioni in ordine al fumus boni iuris dell’istanza proposta”. Una comunicazione che sembra uscita dallo studio dell’avvocato Azzeccagarbugli, ma che in pratica afferma che non si procederà a sospendere i play-off finché non verranno rese note le motivazioni che hanno fatto sì che il ricorso alla Cgf fosse dichiarato inammissibile. Resta comunque in vita la possibilità che i play-off vengano rinviati di una settimana.

Intanto il neoproprietario del Monza, il costruttore anglobrasiliano Anthony Armstrong Emery, si sta muovendo su altri fronti. Ieri, per esempio, oltre a incontrare in Municipio il sindaco Roberto Scanagatti e il consigliere comunale delegato allo sport Silvano Appiani, già che era in centro storico è stato ospite a casa del “patron” del Varese, Antonio Rosati, per una chiacchierata. La famiglia Rosati è titolare di HdC Holding, che controlla un gruppo di società attive nella produzione e commercializzazione sia a livello nazionale che internazionale. I settori in cui opera, oltre al calcio, sono la nautica, la logistica, l’immobiliare e quello dei media. La holding è presente coi propri uffici in Europa (Italia, Francia, Belgio, Germania e Spagna) e in Asia, per la precisione negli Emirati Arabi Uniti, proprio come EcoHouse Group, la multinazionale di Armstrong… Quali affari hanno in cantiere i due imprenditori? L’ingresso di Rosati nell’azionariato del Monza? L’ingresso di Armstrong nell’azionariato del Varese? Entrambe le cose? Di certo è che qualcosa di grosso bolle in pentola. L’aspetto senz’altro negativo della vicenda è che già un anno fa ci fu un incontro, finito in nulla, tra Rosati e il Monza, allora rappresentato dall’ex co-finanziatore Clarence Seedorf. Un indizio che lascia ancora dubbi sul reale allontanamento del calciatore olandese dalle vicende di casa nostra. Non vorremmo che aprendo le “scatole cinesi” finissimo con lo scoprire ancora una volta che la società capogruppo del Monza avesse sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche…

A proposito di aspiranti nuovi soci, all’inizio della prossima settimana toccherà a Francesco Vincelli, titolare di un’agenzia di assicurazioni, ex consigliere del club di via Ragazzi del ’99 e attualmente presidente ad interim della Ges Monza, presentare al nuovo “patron” biancorosso la propria cordata. Ne dovrebbero far parte sicuramente Ugo Fazzini, titolare di un’azienda produttrice di apparecchiature elettromedicali e già tra gli sponsor della Ges Monza, e forse Giancarlo Sangalli e i fratelli Paolo e Mario Vergani, rispettivamente titolari di un’impresa di servizi ambientali e di una società di logistica, che sono stati gli ultimi due main sponsor della squadra neocentenaria. Fino a poche settimane fa nel gruppo c’era anche Davide Erba, titolare di un’azienda attiva nella produzione e commercializzazione di strumenti di misurazione per la topografia e per il cantiere, nonché da qualche giorno ex presidente della società di calcio femminile Fiammamonza. La cordata punta a rilevare il 5% del pacchetto azionario e a gestire il settore giovanile, come fece Monza Biancorossa, la società composta da 17 finanziatori che detenne il 10% delle azioni durante la presidenza di Giambattista Begnini.

Infine, a proposito invece di istanze di arbitrato, la Lega Pro ha fissato l’udienza che nei prossimi giorni vedrà di fronte il Monza, che l’ha presentata, e Iacopino. L’ex capitano, infatti, dopo la sentenza del Tnas che l’ha riguardato, ha chiesto al club quanto ritenuto in suo diritto ottenere (immaginiamo il versamento di una parte degli stipendi arretrati).

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