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Più Europa? Più fiducia

21 Maggio 2013

Lo scorso 9 maggio si è festeggiata la Festa dell’Europa, il 63esimo anniversario della Dichiarazione Schuman, che pose i capisaldi per l’ambizioso progetto europe, basandosi sullo spirito di fratellanza e di appartenenza ad un destino comune.

In occasione di questa importante ricorrenza, anche il Presidente della Commissione Barroso ha partecipato attivamente alle celebrazioni. In visita a Firenze, durante la Conferenza sullo Stato dell’Unione al Festival dell’Europa, egli ha, infatti, restituito “un’idea” di Unione europea e del perché si possa e si debba credere ancora in questo progetto.

Sempre di più, invero, negli ultimi tempi, la stampa, i media e l’opinione pubblica sono stati propensi a vedere Bruxelles come un intricato marchingegno burocratico, lento nell’affrontare le necessità poste dalla crisi e pronto a dettar legge su quale strada seguire per uscirne. La crisi ha, sicuramente, evidenziato le difficoltà istituzionali dell’Unione, ma anche offerto un’opportunità di rinnovamento e di confronto. Le riforme poste in atto dall’Unione hanno, infatti, posto le basi per un nuovo e duraturo modello di sviluppo. Uno sviluppo basato sulla sostenibilità sociale e la lotta alla disoccupazione, specie giovanile; su un’integrazione economica e non solo finanziaria; sullo spirito di solidarietà e sussidiarietà. Un modello a “più Europa” insomma, ma non degli uffici brussellesi, bensì dei cittadini e delle politiche per il loro benessere.

Nonostante la ripresa economica stenti ancora a manifestarsi, questo ormai non è più un elemento legato alle condizioni strutturali di alcuni Stati membri o dell’incepparsi delle istituzioni europee. I tassi d’interesse e i debiti sovrani, anche degli Stati più compromessi, stanno diminuendo, i loro livelli di esportazione aumentano, l’euro rimane una moneta stabile e forte.

Che cosa manca, dunque, per uscire definitivamente dall’incubo della crisi? La fiducia nelle istituzioni dell’Unione e nel progetto europeo. Ritrovare la sicurezza nella possibilità di superare, insieme, anche questa avversità, è un elemento insostituibile per riportare le banche a concedere prestiti, gli imprenditori ad investire e i cittadini ad aumentare i propri consumi.

Solo con la consapevolezza delle proprie possibilità e delle proprie forze, si potrà andare oltre ed ora, la scelta non riguarda più Bruxelles, Roma, o Berlino, ma tutti i cittadini europei. Perché come cita il motto della Commissione: “E’ in gioco l’Europa, sei in gioco tu”.

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