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Pagamenti ritardati alle imprese. Tajani e la “La direttiva europea: pagamenti entro 30 giorni”

12 Maggio 2013

cerioli-tajani-dellorto«Quando l’imprenditore al mattino arriva in azienda non va a lavorare, ma va a combattere una guerra. E purtroppo il nemico è lo Stato». Lo ha detto al Commissario Europeo Antonio Tajani, intervenuto ieri in Confindustria Monza e Brianza per parlare del problema del ritardato pagamento alle imprese e della nuova direttiva Europea che impone il pagamento entro 30 giorni, Gianni Caimi, della Caimi Brevetti, azienda storica dell’arredo per ufficio brianzola.

«Lo Stato oggi vede chi fa impresa come un antagonista, ma dovrebbe avere più fiducia di noi – ha aggiunto – la direttiva europea che imporrebbe all’amministrazione pubblica di pagare entro 30 giorni è lodevole, ma qui non viene applicata e nessuno controlla; intanto noi siamo solo tartassati e mai aiutati. Alla Caimi abbiamo risolto non lavorando più con la Pubblica amministrazione, perlomeno al Nord, poi al Sud è un disastro».

Affermazioni che sono state precedute dal durissimo intervento di Alberto Dossi, patron di Sapio, un gruppo da 450 milioni di euro di fatturato che produce gas e che lavora per un terzo con la Sanità Pubblica: «Vantiamo oltre 180 milioni di euro di crediti dalle Regioni e se il Trentino paga a 80 giorni, la Calabria anche a 900 giorni – ha detto – questo non deve essere possibile in un Paese civile. Si parla di innovazione nei nostri confronti, ma perché lo Stato non fa leggi innovative?»

Tra le proposte lanciate dagli imprenditori brianzoli al Commissario Europeo quella di prevedere delle fidejoussioni per lo Stato quando si fa una gara d’appalto pubblica (al contrario avviene dato che lo Stato chiede alle imprese le fidejiussioni), oppure una sorta di compensazione debbito-credito con le imposte, ma soprattutto ci vuole una Giustizia completamente riformata. Non si può aspettare anni un pagamento e quindi disperare di riceverlo, grazie alla lentezza della giustizia e alle prescrizioni.

«Sappiamo che sono i magistrati a prendersi carico di sanzionare chi non rispetta la direttiva – ha detto Tajani – e purtroppo in Italia la Giustizia non è assolutamente efficiente e va riformata completamente. Una cosa è certa: pagare i debiti pregressi alle imprese è la migliore manovra economica che lo Stato possa fare e io sto combattendo per questo; l’ho detto al Governo, ho nominato dei guardiani, imprenditori rappresentanti di diverse categorie in tutta Europa, perché stiano col fiato sul collo agli Stati».

Tajani ha poi raccontato tutti i provvedimenti della sua Commissione e il suo lavoro verso le imprese puntanto sull’importanza della comunicazione delle attività del suo ufficio e invitando le imprese a interpellare quando vogliono l’ufficio di Rappresentanza a Milano dove il suo staff è a disposizione.

«La cultura e l’informazione possono aiutare le imprese a risolvere il problema del ritardato pagamento e anche della tremenda burocrazia che le distrugge: far conoscere in fondo la direttiva e i propri diritti agli imprenditori, così come fa anche Confindustria organizzando convegni tecnici, è fondamentale e per questo io vado in giro e ho investito sulla pubblicità della nuova direttiva da recepire che impone di pagare non oltre i trenta giorni. Deroghe solo per i privati e non sempre; deve essere perentorio».

L’incontro è stata anche l’occasione per il passaggio ufficiale delle consegne dal presidente uscente di Confindustria Monza e Brianza, Renato Cerioli, ad Andrea Dell’Orto, nuovo presidente. 

In foto: da sinistra Renato Cerioli, Antonio Tajani e Andrea dell’Orto

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